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Cloud computing, Neelie Kroes: ‘Norme su Data protection essenziali per far decollare il cloud nella Ue’

Unione Europea


Il cloud computing cambierà la nostra economia, aumentandone la flessibilità e l’efficienza. Tuttavia, ha osservato la Kroes intervenendo a Bruxelles all’evento “Fuelling the European Economy” presso il Microsoft Executive Briefing Centre, gli utenti continuano a esitare. Sono ancora tanti i dubbi legati ai modelli di business, agli standard, alla portabilità e anche alla protezione dei dati. E anche le aziende, soprattutto le più piccole che si avvantaggeranno maggiormente dei sistemi cloud, vogliono avere risposte certe alle loro domande.

E’ per queste ragioni, ha ribadito il Commissario europeo per la Digital Agenda, che la Ue dalla prossima primavera lavorerà per definire una Strategia comune sul cloud, che consentirà di raggiungere diversi obiettivi e permetterà all’Europa di non essere solo cloud-friendly, ma soprattutto cloud-active.

Uno dei primi provvedimenti, annunciati la scorsa settimana al World Economic Forum di Davos, è la creazione di Partnership europea sul cloud tra istituzioni e industria volta a individuare le esigenze comuni per la fornitura di servizi cloud.

Una Partnership per affrontare le problematiche relative agli standard e alla sicurezza, assicurando la giusta concorrenza; ma anche per fornire soluzioni condivise per i bisogni di tutti e per passare all’implementazione dei servizi (Leggi Articolo Key4biz).

La Commissione avvierà questa Partnership con un investimento iniziale di 10 milioni di euro. “Mi aspetto di vedere i primi risultati per il 2013“, ha sottolineato la Kroes.

 

Ma oggi, ha detto la Kroes, l’intenzione è di soffermarsi su un altro aspetto: quali conseguenze avrà sul cloud la Riforma Ue sul Data protection, varata la scorsa settimana (Leggi Articolo Key4biz).

Le proposte della Commissione sono volte a migliorare la privacy online, permettendo lo sviluppo di nuovi servizi come appunto il cloud.

Ci sono due facce della moneta, ha spiegato la Kroes, dobbiamo poter contare su regole di cui la gente possa fidarsi, altrimenti non riusciremo a realizzare i nostri obiettivi sul cloud.

D’altra parte è inutile avere regole che hanno senso solo sulla carta e che poi risultano impraticabili. Soprattutto quando consideriamo applicazioni che 15 anni fa non erano neanche immaginabili.

“Le nostre attuali norme sulla protezione dei dati – ha commentato la Kroes – risalgono ai primi anni novanta, quando la rete era un’attività di nicchia e il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, aveva appena cominciato la scuola”.

Oggi abbiamo centinaia di milioni di utenti solo in Europa. Abbiamo assistito allo sviluppo di nuovi servizi come i social network o il cloud, e anche all’internazionalizzazione di sistemi, aziende e dati.

La sfida è ora quella di prendere i diritti fondamentali su privacy e data protection e applicarli all’era digitale, in modo da rimuovere gli ostacoli e dare una forte spinta per rendere più competitivo ed efficace il mercato del cloud.

 

La nostra proposta, ha illustrato il Commissario Ue, parte dall’assunto che ognuno possiede i propri dati personali che può modificare, spostare da una parte all’altra, o cancellare: mettere i nostri dati nel cloud non significa perderne il controllo o essere legati a un unico provider.

In secondo luogo, le nuove disposizioni regolamenteranno la protezione dei dati anche fuori dal mercato europeo, in modo che anche usare il cloud possa essere più facile e sicuro.

Verrà infatti introdotto un corpus unico di norme sulla protezione dei dati valido per tutta la Ue, che porrà fine all’attuale frammentazione e alla gravosità degli oneri amministrativi, promettendo alle imprese risparmi per circa 2,3 miliardi di euro l’anno.

Questo quadro giuridico rappresenta una solida base per il cloud, anche se la Kroes s’è detta convinta che molti provider chiederanno misure supplementari per ottenere una maggiore protezione in termini di privacy.

 

Sono tre le questioni sulle quali si concentrerà l’impegno di Bruxelles: norme cloud-friendly per la protezione dei dati, la Partnership per portare denaro pubblico al cloud, e il maggior sostegno ai contenuti legali.

La Kroes ha, quindi, annunciato che nelle prossime settimane discuterà sui modi e tempi per la realizzazione di un framework giuridico coerente e cloud-friendly; sugli impegni con la comunità internazionale e sul progresso tecnologico per sicurezza e interoperabilità.

“Abbiamo bisogno di una strategia comune, perché solo esaminando le nostre policy nei diversi ambiti e migliorandole che potremo creare un ambiente europeo dove il cloud potrà veramente decollare”. 

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