Corrado Passera comincia a organizzare la propria squadra mentre i broadcaster chiedono chiarezza sul beauty contest

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La società di Tarak Ben Ammar chiede al governo che lasci la situazione immutata: ‘a rischio investimenti per 350 milioni di euro’.

Italia


Corrado Passera

Corrado Passera non ha perso tempo. Sulla sua scrivania ci sono diversi dossier aperti, non ultimo quello che riguarda l’assegnazione delle frequenze Tv con la procedura del beauty contest. Al Ministero per lo Sviluppo economico sono cominciati i primi incontri con i tecnici e sono già stati assegnati alcuni incarichi strategici: Mario Massimo Torsello (già magistrato della Corte dei Conti, consigliere di Stato e capo dell’ufficio legislativo del ministero dei Beni culturali con Sandro Bondi) è il nuovo capo di gabinetto mentre il capo del legislativo è Raffaello Sestini, già magistrato del Tar del Lazio.

 

E’ ancora presto per un’agenda e un calendario preciso del programma, ma si possono già individuare alcune delle priorità su cui si muoverà l’ex numero uno di Intesa Sanpaolo. In prima linea il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda digitale, una delle sette azioni guida del piano Europa 2020.

I singoli Paesi membri sono chiamati ad accelerare la diffusione delle tecnologie ICT e sfruttare i vantaggi del mercato unico digitale per cittadini e imprese.

La Commissione Ue ha, infatti, già lamentato i ritardi italiani nella diffusione della banda larga, ad esempio, e in particolare nella capacità di usare internet come leva per aumentare la produttività. L’Italia è appunto nelle ultime posizioni per numero di Pmi che utilizzano servizi di eCommerce e potrebbe essere proprio uno dei punti su cui il nuovo ministro porrà attenzione.

 

La questione più spinosa resta il beauty contest, argomento molto dibattuto anche durante il ministero di Paolo Romani per la decisione di introdurre un sistema che, in un momento di crisi economica per l’Italia, prevede la cessione gratuita di sei frequenze nazionali digitali mentre quelle per banda larga mobile sono state assegnate con un’asta il cui ricavato è stato di quasi 4 miliardi di euro.

 

Lo scorso ottobre, la Commissione incaricata dall’ex Ministro Romani ha deciso di ammettere solo 8 broadcaster sui dieci che avevano presentato domanda di partecipazione al beauty contest: Canale Italia (lotti A2 e A3); TI Media (lotti B1, B2 e C1); Elettronica Industriale (lotti B1 e B2); Sky Italia (lotto A2); Prima Tv (lotti A2 e A3); Europa Way (lotto A1); 3lettronica Industriale (lotto A2); Rai (lotti B1 e B2). Esclusi invece Tivitalia e D-Box.

Secondo alcuni osservatori, Passera potrebbe addirittura decidere di azzerare l’intero dossier e cancellare il beauty contest, contro il quale per altro hanno fatto ricorso al Tar Lazio Rai, Sky, TI Media e Tivù Italia. Possibile quindi che l’esecutivo di Mario Monti decida di introdurre nuove regole per far cassa anche con le frequenze della televisione (Leggi Articolo Ke4biz).

Intanto Prima Tv, il gruppo di proprietà di Tarak Ben Ammar che opera sul digitale terrestre italiano con il multiplex D-Free, ha chiesto al governo di fare chiarezza, visto che sono in ballo, sommati i progetti editoriali di tutte i partecipanti, “circa 300-350 milioni di investimenti“.

 

Egidio Viggiani, direttore degli Affari generali di Prima Tv, ha dichiarato che il rinvio o modifica della gara rappresenterebbero “un passo indietro importante per l’economia del Paese”.

“Per sederci al tavolo – ha ricordato – sono state versate delle fidejussioni. Nel nostro caso abbiamo versato due fidejussioni da 2,5 milioni di euro ciascuna. In più abbiamo dovuto garantire il 10% del nostro investimento previsto per l’eventuale realizzazione della rete”.

Ragioni essenziali per le quali Viggiani chiede che si faccia subito chiarezza, aggiungendo che a suo parere “il nuovo governo non può che continuare sulla stessa linea del governo precedente che con l’opera svolta dal ministro Romani si è allineato al diktat di Bruxelles”.

Il manager ha anche detto: “Sono convinto che, in questo momento di crisi economica, è molto difficile riuscire a trovare soggetti in grado di acquisire le frequenze e pianificare l’investimento necessario. La gara ha invece individuato soggetti importanti, tra cui anche Sky, disposti a rischiare risorse ingenti perché credono nel mercato del digitale terrestre”.

 

La gara secondo i tempi previsti si dovrebbe concludere tra fine mese e inizio di dicembre per poi procedere all’assegnazione delle frequenze a febbraio-marzo del 2012.

Passera dovrà poi considerare anche la posizione delle Tv locali che da tempo hanno aperto una battaglia contro gli indennizzi, ritenuti insoddisfacenti, atti a risarcire le emittenti dall’esproprio delle frequenze destinate ai servizi di banda larga mobile.

 

 “Prima di andar via, il governo Berlusconi ha avvelenato i pozzi, sferrando l’ultimo colpo mortale all’emittenza locale per tutelare la sua azienda: Mediaset“, ha detto senza mezzi termini Luca Montrone, presidente dell’associazione di emittenti locali Alpi e del Gruppo Norba. “Il governo Berlusconi – si legge in una nota – ha nell’ordine: espropriato, senza prevedere adeguati risarcimenti, ben 9 frequenze alle tv locali mettendole all’asta e vendendole ai gestori dei telefonini, registrando un introito di 4 miliardi; ha lasciato alle tv locali solo frequenze ‘disturbate’, violando la legge che prevedeva l’assegnazione di un terzo delle 27 frequenze di ‘qualità’ (ossia non soggette a interferenze di segnali esteri) all’emittenza locale assegnandole tutte alle reti nazionale; ha, infine, tagliato il fondo riservato alle tv locali, già sottostimato rispetto a quanto previsto dalla legge 422 del 1993″.