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Terminazione mobile: tariffe a 0,98 centesimi per tutti a partire dal 2013

Italia


È arrivata, infine, questo pomeriggio la decisione dell’Agcom in merito alla delicata e dibattuta partita delle tariffe di terminazione mobile. Si è arrivati tuttavia a un compromesso rispetto al percorso di riduzione indicato dalla Commissione Europea, anche se la strada era già segnata.

 

Dagli attuali 5,3 cent al minuto per Tim, Vodafone e Wind e dai 6,3 cent per H3G, le tariffe saranno così articolate: dal 1° luglio 2012, le tariffe per i tre principali operatori – Tim, Vodafone e Wind –  sono stabilite rispettivamente a 2,50 centesimi di euro al minuto. Passeranno a 1,50 centesimi dal 1° gennaio 2013 e a 0,98 centesimi dal 1° luglio 2013. Per H3G, le tariffe sono stabilite in 3,50 centesimi di euro al minuto dal 1° luglio 2012, 1,70 centesimi dal 1° gennaio 2013 e 0,98 centesimi dal 1° luglio 2013, data entro la quale si raggiungerà quindi la piena simmetria, come richiesto dalla Ue.

 

L’Agcom è giunta quindi a un compromesso rispetto a quanto richiesto dall’Europa, che avrebbe voluto tariffe di 0,98 cent già da gennaio 2012. L’Autorità, come chiesto da alcuni operatori mobili nei giorni scorsi di intenso dibattito, ha infatti deciso di tenere conto della recente asta delle frequenze LTE, per le quali gli operatori mobili hanno sborsato quasi 4 miliardi di euro.

 

L’importo delle tariffe previsto dall’Agcom rimane, dunque, un livello più alto rispetto a quello praticato in numerosi Paesi europei, tra cui Francia, Regno Unito e Germania.La Commissione Uechiedeva infatti 0,98 centesimi per minuto di conversazione.

La risoluzione, secondo quanto si apprende, non è stata presa all’unanimità: si sono infatti astenuti i commissari Nicola D’Angelo, Enzo Savarese e Roberto Napoli.

“Spingerò perché si prenda la decisione sulle tariffe di terminazione”, aveva affermato, alla vigilia della riunione di oggi pomeriggio, il presidente dell’Autorità, Corrado Calabrò, il quale ha spiegato che a far slittare la decisione dell’Agcom è stata la convocazione da parte della Commissione Trasporti della Camera, che sullo stesso tema ha voluto ascoltare le posizioni degli operatori (Leggi articolo Key4biz). “Io sono sempre stato determinato – ha commentato Calabrò – ma per rispetto del Parlamento abbiamo rinviato la decisione”.

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