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L’IVA ridotta sugli eBook nel mirino della Ue. Possibile messa in mora della Francia

Unione Europea


In questi ultimi mesi dell’anno, le questioni fiscali fanno disperare gli editori francesi. Lunedì hanno appreso che l’aliquota IVA ridotta sui libri non è sfuggita alla politica di rigore del governo che intende portarla dal 5,5% al 7%.

Entro qualche settimana, è invece Bruxelles che dovrebbe stabilire se la riduzione dell’IVA per gli eBook, la cui entrata in vigore è prevista per il primo gennaio, è compatibile con le norme Ue.

Per l’inizio del 2012 sembra quindi inevitabile che la Commissione apra una procedura di infrazione contro la Francia. Una notizia che sarebbe anche confermata da una fonte europea.

 

Il caso risale al dicembre 2010, quando nella legge finanziaria del 2011 il governo ha introdotto una riduzione dell’IVA per i libri digitali. Una misura ritenuta indispensabile per un settore in pieno mutamento, che mette sullo stesso piano gli eBook (a cui oggi viene applicata un’aliquota del 19,6%) e i libri cartacei (che beneficiano di un tasso ridotto).

Consapevole che questa iniziativa non sarebbe stata ben accolta dai partner europei, il governo ha incaricato l’ex Ministro della Cultura, Jacques Toubon, a difendere le proprie posizioni a Bruxelles. Lo sforzo non sembra però aver dato i suoi frutti.

 

Stando ad alcune indiscrezioni, quest’estate la Commissione Ue avrebbe inviato una lettere a Parigi, per ricordare che la norma in questione non è compatibile con la Direttiva Ue sull’IVA.

Prima di tutto perché l’eBook non compare nella lista ad hoc dei settori che possono beneficiare di un’aliquota ridotta. Una tale decisione richiede l’unanimità degli Stati membri. Nel 2009 nove di questi hanno detto che la lista non sarebbe mai stata allargata; secondariamente perché questa opzione, che permetterebbe agli Stati membri di applicare tassi ridotti agli eBook, genererebbe una concorrenza fiscale distruttrice in questo settore: tutti sposterebbero le loro vendite nei Paesi dove l’aliquota è più bassa.

In queste condizioni, ha detto una fonte europea, è impossibile che la Francia si sottragga a una lettera di messa in mora.

 

Tuttavia la Commissione Ue non è insensibile  alle argomentazioni francesi. “Tassare differentemente i libri di carta e gli eBook è oggettivamente un problema“, ha ammesso la fonte.

 

Neelie Kroes, Commissario per la Digital Agenda, aveva difeso pubblicamente questa posizione a ottobre in occasione della Fiera del libro di Francoforte. La fine dell’anno potrebbe essere l’occasione per riaprire il dibattito, perché a dicembre la Commissione presenterà una comunicazione sulle misure da prendere per modernizzare l’IVA.

La questione delle aliquote ridotte potrebbe quindi essere affrontata. La Francia potrà allora tentare di avanzare le proprie pedine, anche se le proprie posizioni sembrano cambiare di giorno in giorno. Oltre ai libri digitali, la richiesta francese di un’IVA ridotta potrebbe riguardare anche la stampa online e i contenuti si internet (video, musica). Una moltiplicazione delle eccezioni che sarà dura da far valere nei confronti degli altri Stati membri.

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