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YouTube goes to Hollywood: investimenti milionari per soppiantare la Tv lineare

Stati Uniti


Google è molto determinata: YouTube deve diventare una valida alternativa alla Tv tradizionale. Per realizzare questo progetto, la società è ormai da tempo in trattative con personaggi noti, come lo skateboarder Tony Hawk, e le principali media company per offrire contenuti originali. Stando alle ultime indiscrezioni, pubblicate dal Wall Street Journal, Google starebbe investendo più di 100 milioni di dollari cash per i contenuti che verranno lanciati il prossimo anno e spererebbe di recuperare questi soldi grazie alla pubblicità.

 

Il gruppo ha già raggiunto accordi, o è in trattative avanzate, con una serie di personalità di spicco e con società media importanti come Warner Bros e News Corp.

Si parla anche di possibili intese con FremantleMedia di RTL Group, che produce “X Factor”, ma anche BermanBraun ed Electus di IAC.

Altri partner potrebbero essere Everyday Health, Iconic Entertainment, il produttore di ‘CSI’ Anthony Zuiker e DECA che fornisce contenuti online dedicati alle donne.

Verso Entertainment, creata dal giocatore della nazionale di basket Baron Davis e Cash Warren, potrebbe produrre su YouTube canali dedicati allo sport.

Lo stesso Wall Street Journal  potrebbe offrire nuovi contenuti per la piattaforma.

 

Un portavoce di YouTube ha dichiarato in una nota: “Non commentiamo indiscrezioni o speculazioni. Siamo da sempre in trattative con i produttori di contenuti di tutti i tipi per allargare il pubblico di YouTube”.

 

Con questa iniziativa, Google – che ha dovuto faticare molto per trasformare YouTube in un business profittevole dopo averla comprata nel 2006 per 1,6 miliardi di dollari – punta a cavalcare l’onda del successo delle smart tv e dei decoder che consentono ai telespettatori di guardare i video online sul televisore comodamente seduti sul salotto di casa. 

E’ in forte crescita, infatti, il numero di teleutenti che guardano video sui loro smartphone o tablet, spingendo gli operatori del cavo e del satellite a produrre contenuti disponibili anche per schermi più piccoli.

 

Secondo ComScore, nell’ultimo mese YouTube ha registrato più di 600 milioni di visitatori unici nel mondo e, per Mark Mahaney di Citigroup, quest’anno genererà più di 1 miliardo di fatturato netto contro i 500 milioni del 2010.

 

Google intende convincere i grandi advertiser che può creare un ambiente sicuro per lanciare i loro brand a livello mondiale e deviare su YouTube parte dei 60 miliardi di dollari spesi annualmente per la pubblicità televisiva.

Fino a oggi gli inserzionisti avevano forti dubbi a investire su YouTube dove erano presenti troppi contenuti amatoriali di bassa qualità. Ma negli ultimi anni, la società ha raddrizzato il tiro, offrendo video qualitativamente migliori e avviando una nuova strategia per la produzioni di contenuti originali e di forte interesse.

 

Attualmente poi YouTube offre spazi pubblicitari a un prezzo più basso rispetto a quello praticato da Hulu, controllata da Walt Disney, NBC Universal e News Corp che offre i loro contenuti. Hulu fa pagare 25 dollari o anche di più agli advertiser per mostrare un annuncio mille volte sul proprio sito mentre YouTube una frazione di questo prezzo solo per i migliori contenuti. Anche se con l’arrivo dei nuovi canali, le tariffe potrebbero essere ritoccate.

 

Questo tuttavia non significa che YouTube modificherà radicalmente il modello di business seguito fino a oggi: identificare i video più popolari postati dagli utenti e condividere con loro le entrate pubblicitarie. Al momento, YouTube ha 20 mila partner per gli UGC.

Allo stesso tempo, però, Google sta cercando di investire maggiormente sulla programmazione ed è disposta a pagare ingenti somme per acquistare i diritti di trasmissione. Questo spiegherebbe anche il forte interesse per Hulu (Leggi Articolo Key4biz).

 

Hollywood è in pieno fermento da quando all’inizio dell’anno è partita la ricerca di potenziali partner con la promessa di laute ricompense. YouTube è stata contattata da più di 150 produttori di contenti prima di concentrarsi su poche dozzine con i quali cominciare a lavorare ai nuovi servizi.

 

Alla base dei servizi offerti da YouTube c’è la tecnologia Content ID, uno strumento di tutela de copyright, introdotto 5 anni fa da Google. Grazie a questo sistema, ciascun partner può rivendicare la proprietà dei propri contenuti e di conseguenza decidere come gestirli: controllo dei video; monetizzazione, attraverso la pubblicità; blocco dei contenuti utilizzati senza autorizzazione, affinché non compaiano sulla piattaforma.

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