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Facebook: Ipo rinviata alla fine del 2012. Cosa c’è dietro?

Stati Uniti


Facebook sposta alla fine del 2012 il proprio ingresso in Borsa. L’Ipo più attesa dal mercato tecnologico slitta al prossimo settembre (o anche più) per dare modo alla società, come precisano alcune fonti che citano il Ceo e cofondatore Mark Zuckerberg, di concentrarsi sullo sviluppo di alcuni prodotti piuttosto che sulle possibilità finanziarie generate dalla quotazione.

Altre compagnie del settore hi-tech hanno deciso di ritardare il loro ingresso in Borsa per via dell’attuale instabilità dei mercati, prime fra tutte Groupon e Zynga, ma secondo il Financial Times dietro la decisione di Facebook ci sarebbero esclusivamente ‘interessi interni’. (Leggi Articolo Key4biz)

 

Secondo le ultime notizie circolate sul social network più popolare del mondo (750 milioni di utenti), l’Ipo era prevista per il prossimo aprile, alcuni ipotizzavano anche per la fine del 2011, con una valorizzazione di circa 100 miliardi di dollari. Ma Zuckerberg ha dichiarato più volte di non considerare l’Ipo come una tappa necessaria per il gruppo.

 

Una decisione, quella di Facebook, che trova l’accordo di alcuni consulenti finanziari, in particolar modo Lise Buyer che curò l’Ipo di Google. Per la Buyer non c’è motivo di accelerare: il gruppo non ha bisogno di denaro e, quando non si è quotati, è più facile perseguire gli interessi dell’azienda senza dover rispondere agli azionisti.

Peter Thiel, uno dei più importanti investitore di Facebook, è del parere che per le società tecnologiche sia auspicabile rinviare l’Ipo il più a lungo possibile. Del resto anche Google ha atteso sei anni prima di fare il proprio ingresso in Borsa e lo ha fatto quando era dominante sul mercato della ricerca online.

 

Secondo le norme della SEC (Securities and Exchange Commission), una volta che una società arriva a 500 soci, deve rendere pubblici i propri bilanci nel primo trimestre dell’anno successivo.

Facebook ha superato questa soglia nel mese di gennaio, quando Goldman Sachs è diventato investitore, il che significa che dovrà pubblicare i propri risultati finanziari dall’aprile 2012.

Questo non comporta, però, che dovrà per forza quotarsi, ma di solito le società lo fanno per approfittare dell’interesse del mercato del momento.

 

Sempre secondo le regole della SEC, Facebook, che sta preparando l’Ipo, non può far circolare informazioni finanziarie sul proprio andamento.

Ma nei giorni scorsi un insider ha rivelato alcuni dati: fatturato raddoppiato a 1,6 miliardi di dollari (1,1 miliardi di euro) nel primo semestre 2011, contro gli 800 milioni dell’anno prima. L’utile netto s’è attestato a 500 milioni di dollari. (Leggi Articolo Key4biz)

 

Zuckerberg dovrà adesso convincere i propri dipendenti ad aspettare per l’Ipo, viste le loro pressioni in questo senso, e spiegargli che per la società è meglio attendere la prossima estate per completare il rollout di alcuni prodotti.

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