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Smartphone: i device Android salvano Samsung ma non LG. Ridotte del 20% le previsioni di vendita

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Gli smartphone, che hanno salvato i conti trimestrali di Samsung, non avranno lo stesso effetto benefico per LG che ha ridotto del 20% le previsioni di vendita, da 30 milioni a 24 milioni di unità.
Il sistema operativo Android non è dunque garanzia di successo per tutti i vendor: la strategia è riuscita in maniera eclatante a Samsung, secondo produttore mondiale di cellulari, che in due anni è sul punto di conquistare la terza posizione nel segmento dei dispositivi mobili ‘intelligenti’ davanti a uno dei pionieri del settore – RIM col suo BlackBerry – e tallona da vicino Apple e anche Nokia.

Il suo Galaxy SII è stato venduto in più di 3 milioni di esemplari.

 

Lo scacco, per LG, è palese: la società, anch’essa sudcoreana, è al terzo posto mondiale nel settore dei cellulari, ma solo al settimo in quello degli smartphone e al quarto nella classifica dei dispositivi Android più venduti dietro HTC e Motorola.

Al primo trimestre, LG ha venduto circa 10 milioni di smartphone, quasi la metà di quelli attesi da samsung che pubblicherà i risultati a fine luglio e attende vendite per 19 milioni di unità, di cui tre quarti basati su Android.

LG ha abbassato le previsioni di vendita di dispositivi mobili di tutte le categorie e conta di venderne non più 150 milioni ma 114 milioni e ha spiegato di non poter prevedere quando la divisione cellulari – che sarà in perdita per il 5° trimestre consecutivo – potrà tornare in attivo.

LG si è comportata un po’ come Motorola con Il Razr, sottolineano gli analisti: dopo il successo mondiale ottenuto con i modelli Chocolate e Cookie, “si è cullata sugli allori”, finendo per perdere appeal e quote di mercato, di fronte all’avanzata dei prodotti innovativi lanciati dai competitor, in particolare il compatriota Samsung.

“LG – ha spiegato Neil Mawston di Strategy Analytics – è saltata troppo tardi, a metà 2010, sul treno degli smartphone, perdendo così guadagni miliardari”.

Sempre all’ombra di Samsung, sia nel settore mobile che in quello dell’elettronica di consumo, il gap si è quindi ulteriormente allargato negli ultimi mesi, alla luce del ritardo con cui il gruppo ha iniziato a virare sul redditizio segmento dei dispositivi intelligenti.

 

Il problema, ha aggiunto l’analista Gartner Carolina Milanesi, è anche di brand: “il marchio LG appare debole di fronte a quello Samsung, ma anche in confronto ai cinesi di HTC. Il solo modo per differenziare la sua offerta è sul versante dei prezzi, ma questa strategia è pericolosa per i margini e porta a compromessi sulla qualità, sulla finitura dei prodotti. Per questo sarebbe meglio agire su elementi quali l’interfaccia utente, che HTC, ad esempio, ha curato molto”.

Secondo la Milanesi, tuttavia, LG ha ancora delle opportunità nella gamma media, anche alla luce delle persistenti difficoltà di Nokia a riguadagnare terreno.

 

Negli Usa, rivelano gli ultimi dati comScore, Android è l’Os più polare ed è cresciuto del 5,1% rispetto al trimestre precedente, conquistando il 38% del mercato. In declino la popolarità RIM, che dal 28,9% scende al 24,7%, mentre Microsoft passa dal 7,7 al 5,8%, e Palm dal 2,8 passa al 2,4%.

Samsung guida la classifica dei vendor, con il 24,8% e LG si piazza in seconda posizione con il 21,1%. Al terzo c’è Motorola con il 15,1%, in discesa dell’1% rispetto al trimestre precedente, e al quinto RIM con l’8,1% (-0,5%).
 

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