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Video on demand: si fa più serrata la lotta per Hulu. In corsa anche Google e Microsoft

Stati Uniti


Non ci sarebbe solo Yahoo!, come aveva anticipato Key4biz (Leggi Articolo), in corsa per l’acquisto di Hulu, ma anche Google, già proprietario di YouTube, e Microsoft.

Secondo il Los Angeles Time, in questi giorni il fornitore americano di video online avrebbe incontrato i dirigenti delle tre società per valutare una possibile cessione.

Hulu è posseduta da News Corp, Walt Disney, NBC Universal (Comcast), e dal fondo di investimenti Providence Equity Partners.

La compagnia avrebbe ricevuto il mese scorso un’offerta da parte di un potenziale acquirente, il cui nome è rimasto segreto, e avrebbe già dato mandato a Morgan Stanley e Guggenheim Partners per trattare con altri possibili interessati.

 

Si tratta di un punto di svolta fondamentale per la strategia di una società che lo scorso anno ha valutato per sei mesi un IPO dalla quale aveva intenzione di raccogliere 200-300 milioni di dollari, stimando l’azienda a 2 miliardi.

Il progetto è stato poi abbandonato per puntare maggiormente su nuovi modelli di abbonamento.

 

Hulu, diventata popolare per l’accesso gratuito a programmi televisivi molto seguiti negli USA, nel luglio scorso ha lanciato un servizio a pagamento per allargare la propria offerta anche a contenuti televisivi di altri partner, come Viacom.

Tuttavia i proprietari cominciano ad avvertire la pressione dei broadcaster del satellite e cavo, perché riluttanti a pagare per quei contenuti che poi vengono offerti gratuitamente in rete.

Si considerino poi pure la difficoltà degli operatori Tv che non intendono cedere i loro programmi a una piattaforma che fornisce servizi free e con un modello di raccolta pubblicitaria che potrebbe non essere adatto all’offerta di contenuti premium.

 

La compagnia media sta comunque godendo di un ampio successo e si prevede che per la fine del 2011 raggiungerà il traguardo del mezzo miliardo di entrate con 1 milione di abbonati. Nel primo trimestre, infatti, i ricavi sono cresciuti del 90% rispetto allo stesso periodo 2010.

Sebbene debba fare i conti con Netflix, provider di video on demand in streaming, che registra 20 milioni di utenti paganti negli Stati Uniti.

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