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ICT nelle scuole: ancora basso il livello di utilizzo delle nuove tecnologie nelle classi europee

Unione Europea


L’evoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione ha cambiato i metodi di insegnamento e i processi di valutazione. Ma come vengono utilizzate queste tecnologie nelle scuole europee e quali strategie i governi hanno messo in atto per formare e aiutare gli insegnanti a utilizzare l’ICT?

Secondo il rapporto “Key data on learning and innovation through ICT at school in Europe“, basato sui dati di un recente sondaggio svolto in 31 Paesi (gli Stati membri più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Turchia), le scuole europee tendono a essere bene attrezzate in fatto di ICT e circa il 50% degli alunni frequenta istituti dotati di almeno un Pc ogni due studenti.

Negli ultimi 10 anni, quando un Pc era condiviso tra 5 studenti nel Liechtenstein e da 41 studenti in Romania, le disparità si sono quindi notevolmente ridotte. Oggi, a guidare la classifica dei paesi virtuosi è il Regno Unito, con più di un Pc per ogni studente, mentre in tutti gli altri paesi un Pc è condiviso al massimo da 4 studenti, tranne in Turchia (5,5) e in Grecia (6).
 

Anche se la maggior parte dei paesi raccomanda di trattare l’ICT come materia separata o come strumento di apprendimento in seno ad altre materie la realtà nelle classi è molto diversa: secondo i risultati di TIMSS 2007, durante le ore di scienze circa il 60% degli studenti ha insegnanti che non hanno mai preteso di usare un Pc per la simulazione di fenomeni naturali e nel 51% dei casi, i professori non hanno mai chiesto di usare un Pc per realizzare procedure o esperimenti scientifici.

 

In circa la metà dei paesi, le ICT dovrebbero essere incluse nelle conoscenze e nelle competenze degli insegnanti, che dovrebbero acquisirle nella loro formazione iniziale. Inoltre, tutti i paesi Ue, tranne Danimarca e Islanda, includono lo sviluppo delle competenze ICT degli insegnanti nei programmi di sviluppo professionale continuo (DPC). I risultati dell’inchiesta TIMSS 2007 mostrano tuttavia un tasso di partecipazione limitata ai DPC consacrati all’integrazione dell’ICT nell’insegnamento della matematica e della scienza.

 

Il rapporto fornisce una serie di indicatori e di analisi per valutare e rafforzare l’uso dell’ICT nelle scuole, ma evidenzia anche in che modo e per quali scopi i ragazzi navigano da casa. Innanzitutto, spiega, è cresciuto il numero di abitazioni che dispone di un Pc connesso alla rete. In Italia, dal 2006 al 2009, la percentuale è passata dal 51% al 67%.

A casa, però, i ragazzi usano internet per divertimento più che per attività legate alla scuola: in media, l’83% dei ragazzi europei di 15 anni usa il computer per ‘divertimento’ almeno una volta a settimana, mentre il 43% lo sua per i compiti a casa. In Italia, usa il Pc per divertimento una volta a settimana l’80% dei ragazzi, mentre il 31% lo usa per i compiti.

 

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