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Pirateria. Sarkozy recita il mea culpa: ‘Rimetteremo mano all’Hadopi’

Francia


Nicolas Sarkozy ha ufficialmente dato il via stamani ai lavori del nuovo Consiglio del digitale che avrà come obiettivo di avviare la collaborazione tra governo e operatori per la gestione di internet.

L’Hadopi torna sulla graticola. Il Presidente s’è infatti detto disposto a rimettere in discussione il controverso provvedimento che ha fissato le regole per combattere il downloading illegale. Sarkozy ha ammesso che il governo ha fatto una serie di errori, sollevando a suo tempo la viva protesta dei professionisti del settore.

“Volete sapere – ha detto in apertura dei lavori – se sono pronto a un’Hadopi 3? Certo che sì”.

La Legge su Creazione e Internet, nota come Hadopi, è entrata in vigore nel 2010, nonostante la ferma opposizione degli operatori internet. L’obiettivo è quello di tutelare il diritto d’autore, continuamente violato dai servizi di P2p illegale. Secondo le norme, gli utenti sospettati di praticare pirateria di contenuti online riceveranno una prima mail di avvertimento, poi una seconda e una raccomandata se continuano nell’attività illegale nei sei mesi successivi. Alla terza infrazione, rischiano una multa e una sospensione dell’abbonamento internet fino a un mese, senza la possibilità di poterne fare uno nuovo.

Sarkozy ha anche parlato del prossimo e-G8, che si terrà a Deauville il 25 e il 26 maggio e dove i Capi di Stato dedicheranno un’ora e mezza della loro agenda a internet.

E non ha celato l’intenzione di proporre di replicare l’esperienza francese del Consiglio del digitale a livello europeo o internazionale.

Il lavoro di questo Consiglio, ha spiegato Giuseppe de Martino, uno dei membri e responsabile legale di Dailymotion, si baserà essenzialmente sulle leggi riguardanti il mercato digitale che sono state approvate negli ultimi anni.

Martino ha anche precisato che, in occasione del pranzo informale che s’è tenuto all’Eliseo venerdì scorso, il presidente della Repubblica ha sottolineato che l’Hadopi avrebbe avuto un’altra sorte se fossero stati ascoltati di più gli operatori.

L’Hadopi e altre leggi su internet non sono state realizzate con la collaborazione degli operatori ed è per colmare questo gap che è stato creato il Consiglio nazionale del digitale.

L’ultima empasse è quella sulla Google Tax, votata lo scorso autunno dal parlamento francese. Questa imposta è stata sospesa in extremis dal governo dopo aver provocato una levata di scudi da parte delle web company.

Queste ultime hanno lamentato il fatto che il dispositivo riguardi solo i siti e le regie pubblicitarie online francesi, escludendo i colossi della rete come Google e Facebook con sedi fiscali all’estero e che quindi non pagano le imposte in Francia.

Jean-Baptiste Descroix-Vernier, fondatore di Rentabiliweb, ha commentato: “La priorità di questo Consiglio è evitare che il parlamento francese voti leggi riguardanti internet senza consultare gli operatori”.

Martino e Descroix-Vernier sono tra i 18 membri che siederanno in Consiglio. Si tratta principalmente di rappresentanti delle telcos, dell’eCommerce, degli editori di software e di web company come Deezer, PagesJaunes o aufeminin.com.

Il Consiglio, che incontrerà Sarkozy tre o quattro volte l’anno, voterà stasera il presidente.

“Avremo carta bianca su diversi argomenti economici“, ha detto Martino, ricordando che la maggior parte dei membri sono degli imprenditori.

I membri sono: Frank Esser (SFR), Pierre Louette (Orange), Xavier Niel (Free), Emmanuel Forest (Bouygues Telecom), Gabrielle Gauthey (Alcatel-Lucent), Patrick Bertrand (Cegid), Bruno Vanryb (Avanquest), François Momboisse (Fevad), Marc Simoncini (Meetic), Daniel Marhely (Deezer), Alexandre Malsch (Melty), Jean-Baptise Descroix-Vernier (Rentabiliweb), Nicolas Voisin (Owni), Jérome Stioui (Ad4Screen), Jean-Pierre Rémy (PagesJaunes), Giuseppe de Martino (Dailymotion), Marie-Laure Sauty de Chalon (Auféminin), e Gilles Babinet (CaptainDash).

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