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Exodus International: Apple ritira l’App che aiuta a guarire dall’omosessualità

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L’applicazione mobile ‘Exodus International’, creata da un movimento cristiano americano per aiutare le ‘famiglie colpite dall’omosessualità’ a liberarsi da questo ‘male’ grazie alla ‘potenza di Gesù’, è stata infine ritirata dall’App Store in seguito alle forti proteste delle associazioni a difesa dei diritti degli omosessuali.

Più di 150 mila persone ne avevano richiesto la rimozione dall’App Store, facendo rimontare la polemica sulle politiche di convalida delle applicazioni per l’iPhone, che Apple considera molto stringenti.

Approvata a metà febbraio, ‘Exodus International’ è una replica per iPhone del sito internet omonimo, realizzato dal movimento cristiano americano fondato circa 30 anni fa e che propone informazioni, video e questionari volti ad aiutare le famiglie nella ‘difficile battaglia’ contro l’omosessualità, con tanto di consigli ai genitori su come orientare la ‘terapia’.

 

La petizione lanciata dall’associazione americana Truth Wins Out, che milita in difesa dei diritti degli omosessuali, sottolinea che queste terapie ‘riparatrici’ sono non soltanto estremamente pericolose, ma anche disconosciute da numerose associazioni mediche e spiega che gli adolescenti omosessuali che non trovano conforto nella famiglia sono 8 volte più propensi al suicidio e sei volte più esposti alla depressione.

L’associazione, inoltre, osserva che l’applicazione ‘per guarire dall’omosessualità’ è contraria alle regole di Apple, che vieta i programmi che violano la sensibilità “di un individuo o di un gruppo di persone”.

“Apple non approva le applicazioni razziste o antisemite, ma dà il via libera a un’applicazione che prende di mira i giovani omosessuali” e bolla come un “peccato” il loro orientamento sessuale.

 

TWO aveva quindi chiesto a Apple di prendere una posizione “forte” contro questo tipo di applicazioni, anche alla luce del fatto che in passato Steve Jobs si è più volte schierato in favore dei diritti degli omosessuali. La società, ad esempio, ha donato 100 mila dollari contro la ‘proposizione 8‘, il nome dato al referendum svoltosi in California nel 2008 in cui si chiedeva l’abolizione del diritto al matrimonio per coppie omosessuali, introdotto da una sentenza della Corte Suprema del 15 maggio 2008.
“Crediamo fermamente che i diritti fondamentali di un individuo – tra cui quello al matrimonio – non debbano essere pregiudicati dall’orientamento sessuale”, spiegava allora la società, che anche se in ritardo è infine corsa ai ripari.

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