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ICT: dopo il Rapporto McKinsey, gli operatori internet incontrano il Ministro Besson e chiedono un Piano urgente a sostegno dell’economia digitale

Francia


I player di internet hanno chiesto al governo francese “misure concrete” e piano strategico per questo settore che nel 2010 ha contribuito notevolmente sulla crescita economica del Paese.

All’appuntamento con il ministro dell’Economia, Eric Besson, sono arrivati ben determinati, forti anche dei risultati dell’ultimo Report di McKinsey, finanziato in gran parte da Google (no a caso), secondo il quale la filiera internet ha dato lavoro a 700 mila persone in 15 anni e contribuito con 72 miliardi di euro al PIL della Francia, vale a dire al 25% del suo sviluppo (Leggi Articolo).

 

All’incontro erano presenti, tra gli altri, Aufeminin.com, PriceMinister e anche la start-up pecheur.com. L’attenzione s’è concentrata sull’impegno della politica a considerare maggiormente l’Information Technology.

Benoît Tabaka, segretario generale dell’Associazione dei servizi internet comunitari, ha commentato che per troppo tempo le istituzioni hanno avuto un atteggiamento di ‘sfiducia’ nei confronti del digitale, considerandolo solo come settore da regolamentare per contrastare il downloading illegale, il furto di identità o l’evasione fiscale con la cosiddetta Google Tax sulla pubblicità online.

“Ma non vi è mai stato un Disegno di legge a sostegno del digitale, di cui in realtà avremmo davvero bisogno”, ha ribadito Tabaka, lamentando che tra i politici c’è scarsa conoscenza di come funziona il settore e dei suoi modelli economici.

 

La Francia è infatti 17esima, su 34 Paesi, nella classifica dell’OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development) in materia di ‘connettività internet’, molto dietro alla Gran Bretagna (4a) e alla Germania (13a).

Per McKinsey, esistono ancora “margini di miglioramento” per far fruttare al massimo le potenzialità dell’economia digitale come, per esempio, sta avvenendo negli Stati Uniti o in Giappone. Le prospettive di crescita sono ottime e McKinsey stima un aumento del PIL francese legato a internet del 13% l’anno per arrivare a 129 miliardi di euro nel 2015, vale a dire circa il 5,5% del PIL.

Ma è necessario che la Francia avvii un’autentica politica di sviluppo del digitale, per superare le lentezze dovute a uno scarso uso della rete da parte delle PMI ma anche della Pubblica amministrazione.

 

I player di internet hanno quindi chiesto, questa volta con determinazione, che lo Stato adotti ‘misure concrete’ e preveda delle priorità negli investimenti di breve e lungo periodo. E poi hanno domandato ai privati di sostenere l’innovazione, incoraggiare la concorrenza, formare la popolazione e le aziende sulle nuove tecnologie.

 

Perché non c’è una Silicon Valley in Europa?

Perché gli ingegneri europei, che sono tra i migliori del mondo, vanno a lavorare in America?

 

Nell’incontro il Ministro Besson ha risposto a queste domande, dettagliando le sovvenzioni concesse alle PMI attive nel settore, gli sforzi intrapresi per formare il personale, e ricordato che 2,5 miliardi di euro della spesa pubblica sono dedicati al digitale. Ma non ha ammorbidito la propria posizione, quella che irrita maggiormente gli attori del settore internet, sulla necessità che gli operatori di rete, specie le grandi aziende americane come Google, debbano partecipare al finanziamento reti NGN accanto alle telcos, che lamentano i ‘costi’ esponenziali legati all’esplosione del traffico web.

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