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Over the top. Franco Bernabè (GSMA): ‘Basta coi free lunch a spese delle telco’. Intanto l’ITU chiede l’intervento dei governi

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La crescita del traffico dati sulle reti mobili impone l’urgente intervento dei governi. E’ quanto ha affermato il segretario generale dell’ITU – l’agenzia Onu per le tlc – Hamadoun Touré, che ha sottolineato la necessità di accelerare col roll-out e la disponibilità di spettro a disposizione degli operatori mobili per evitare dannosi colli di bottiglia. La sua richiesta, fa il paio con le recenti prese di posizione degli operatori, che chiedono con forza agli operatori over the top di partecipare economicamente all’aggiornamento delle reti, per supportare la crescita di internet mobile.

Da Barcellona, il presidente della Gsma, Franco Bernabè, ha ribadito questa esigenza sulle pagine del Financial Times, sottolineando che non ci possono più essere “free lunch” per i fornitori di contenuti, usando un’espressione già adottata dal Commissario Ue per l’Agenda digitale Neelie Kroes.

Al centro del dibattito, c’è anche la questione della neutralità della rete, in base alla quale tutto il traffico web deve essere trattato allo stesso modo: un principio – ha sottolineato Bernabè – che gli operatori hanno sempre rispettato e continueranno a seguire per permettere il libero flusso dei contenuti sul web.

 

Le telco, tuttavia, devono trovare necessariamente una nuova fonte di reddito e vorrebbero applicare ai provider una ‘tassa’ per una diffusione preferenziale dei contenuti: “Possiamo fornire nuovi servizi – di maggiore qualità – ai fornitori di contenuti che vogliono servire meglio i loro clienti…e ovviamente questi servizi devono essere remunerati”, ha detto Bernabè.

 

Secondo i dati ITU, gli utenti smartphone consumano già 5 volte la capacità di rete dei utenti dei cellulari tradizionali, e il numero di dispositivi intelligenti dovrebbe passare dagli attuali 500 milioni a 2 miliardi nel 2015.

Necessariamente, dunque, gli operatori dovranno diversificare le loro strategie per supportare la domanda.

Questi temi, che saranno al centro del dibattito dell’edizione 2011 del Mobile World Congress aperto oggi a Barcellona, verranno affrontati anche nel summit che si terrà il prossimo 3 marzo a Bruxelles e in occasione del quale Neelie Kroes, ha inviato una lettera agli executive in cui ha espresso preoccupazione per il futuro delle riforme digitali, che potrebbero essere vanificate se gli operatori non investissero sufficientemente.

 

Bernabè si è detto però ottimista sulla volontà dei regolatori di permettere agli operatori di stringere accordi a pagamento con i provider, seguendo così la strada intrapresa anche negli Usa.

 

Il segretario dell’ITU, dal canto suo, ha affermato che i piani nazionali sulla banda larga dovrebbero pertanto promuovere sia la diffusione della fibra ottica che un utilizzo più efficiente delle frequenze: fattori essenziali per sostenere il crescente numero di applicazioni ‘data-intensive’ e ancora più importanti se si pensa che nei paesi emergenti milioni di persone faranno affidamento solo sugli smartphone per accedere alla società della conoscenza.

“Con il 90% del mondo ormai coperto da un segnale mobile, è chiaro che le tecnologie mobili saranno uno strumento essenziale per colmare il digital divide”, sottolinea ancora l’ITU, che nel 2010 ha dato vita alla Broadband Commission for Digital Development per ribadire il ruolo essenziale dei governi nella promozione della banda larga.

Il primo rapporto della Commissione è giunto alla conclusione che i leader del mondo debbano necessariamente costruire “dinamiche virtuose per la diffusione della banda larga”, invitando i governi a non limitare l’ingresso nel mercato, a non tassare il broadband e i servizi troppo pesantemente e ad assicurare un’ampia disponibilità di spettro per sostenere la crescita.

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