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Gli europei e gli americani non si fidano della banda larga mobile: la considerano più lenta, più costosa e meno affidabile della banda larga fissa. Lo rivela un’indagine condotta su 6 mila utenti da Analysys Mason, secondo cui è questa la percezione “forte e corretta” che il 70% dei consumatori che, di contro, sono sempre più entusiasti delle connessioni fisse. Eppure, dicono in molti, il successo di internet mobile è così dirompente da mettere in crisi il business degli operatori, i quali dovranno correre ai ripari se non vorranno andare dritti al fallimento.
Il punto è, dicono gli analisti, che la banda larga mobile è apprezzata dove è complementare a quella fissa, e chi la vorrebbe vendere come sua sostituta si trova contro un muro di reticenza giustificata, in molti casi, dall’esperienza: “Da un lato – spiega Tom Rebbeck – il messaggio positivo per gli operatori è che i consumatori hanno aspettative realistiche sul servizio, non considerandolo un equivalente del broadband da rete fissa. Se avessero aspettative diverse, probabilmente resterebbero delusi”. Basti pensare che il 13% degli utenti mobili intervistati sta pensando di disdire il proprio abbonamento dati, contro l’1% degli utenti fissi.
Per attrarre nuovi utenti tra coloro i quali non hanno un abbonamento alla rete fissa, gli operatori dovrebbero pertanto abbattere i costi e migliorare il servizio: una strada decisamente poco percorribile, visto che sui mercati maturi i prezzi sono già stati ridotti dalla pressione competitiva, ma che sarebbe l’unico modo per convincere i consumatori che stanno pensando di abbonarsi al servizio, puntando magari su quello che gli analisti definiscono “l’unico benefit” del mobile broadband: “la possibilità di connettersi a internet in movimento”.
Una possibilità molto apprezzata in effetti, dai consumatori, il cui entusiasmo per smartphone e tablet 3G ha superato le più rosee aspettative, anche quelle degli operatori che, spiazzati dal boom di alcune applicazioni come il VoIP e i social network, ora si trovano relegati al ruolo di semplici trasportatori di bit e di fronte alla necessità di investire pesantemente per adeguare la capacità delle reti.
Secondo uno studio confezionato dall’operatore Usa Tellabs sulla base di dati di Analysys Mason, i costi supereranno i guadagni per molti operatori americani, europei, e dell’Asia Pacifico entro i prossimi 4 anni. I più colpiti saranno proprio gli operatori americani, dove i costi di accesso alle reti sono molto alti, mentre in Asia Pacifico i profitti per gigabyte scenderanno dell’88,2% tra il 2010 e il 2015. Il declino dei profitti sarebbe invece più lento in Europa occidentale, dove gli operatori sono avvantaggiati dai minori costi di accesso.
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