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Yahoo! Raddoppiano gli utili ma calano i profitti pubblicitari. Nuovi licenziamenti in vista

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Yahoo!, che pure continua a perdere pubblico e profitti pubblicitari a vantaggio dei concorrenti, ha registrato, nell’ultimo trimestre, un fatturato in linea con le attese degli analisti e un utile netto in crescita del 120% a 312 milioni di dollari (24 centesimi per azioni, contro un consensus di 22 centesimi).

Le entrate, nell’ultimo trimestre 2010, al netto delle spese, si sono attestate a 1,2 miliardi di dollari. Esclusi i costi per l’acquisto del traffico, i profitti legati al display advertising – settore in cui Yahoo! è stato leader per molti anni – sono cresciuti del 16% a 567 milioni di dollari, mentre le ‘page views‘ sono rimaste su livelli stabili rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e le ‘ad impression’ (il numero di volte che una pagina web o un banner vengono scaricati sul computer dell’utente) sono cresciute del 15%. I profitti legati alla pubblicità sono però calati del 18% a 388 milioni di dollari.
 

Risultati che l’amministratore delegato del gruppo, Carol Bartz, ha definito ‘incoraggianti’ e che confermano il ‘ritrovato slancio’ della compagnia che ha affidato i servizi di ricerca sul sito a Microsoft e ha adottato una strategia di ‘prossimità’ con le nuove web company di maggior successo, tra cui Facebook, Twitter e Zynga per permettere agli utenti di interagire con servizi esterni restando sulle pagine di Yahoo!.

La Bartz si è detta ‘delusa’, però, dalle entrate generate da ogni search query, sottolineando che il dato andrà necessariamente migliorato nella seconda metà del 2011.

Nell’ambito degli sforzi volti a migliorare la redditività, dopo il licenziamento a dicembre di circa 600 dipendenti (il 4% della forza lavoro del portale internet), Yahoo! pensa ora a nuovi tagli, che riguarderebbero l’1% degli impiegati. Il gruppo impiega circa 14 mila persone in tutto il mondo.

 

Per il primo trimestre 2011, la società attende profitti compresi tra 1,02 e 1,08 miliardi di dollari – contro un consensus di 1,13 miliardi – e continuerà a focalizzarsi sul segmento mobile e su quello dei contenuti.
 

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