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Agenda Digitale. Etno ribadisce: ‘Serve nuovo modello economico sostenibile per l’ultrabroadband’

Europa


Si è svolto oggi a Bruxelles un incontro informale tra i membri di Etno – l’associazione che riunisce 41 aziende tlc provenienti da 35 Paesi europei – e Laszlo Toth, capo Dipartimento dell’Ufficio del ministro per le Telecomunicazioni ungherese Zsolt Nyitrai.

Il pranzo è stata occasione per ribadire le priorità che la presidenza ungherese dell’Unione dovrà affrontare nel corso del suo mandato al fine di accelerare lo sviluppo delle reti ultrabroadband e di migliorare le condizioni per stimolare gli investimenti del settore privato.

 

Innanzitutto, sottolinea Etno, è necessario realizzare un contesto regolatorio che contribuisca al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale europea (banda larga per tutti i cittadini europei entro il 2013 e copertura totale in ultrabroadband entro il 2020) e un nuovo modello economico che aiuti gli operatori ad aggiornare le reti per sostenere la crescita del traffico dati ed evitare congestioni delle reti.

E’ infatti evidente a tutti che gli operatori non possono continuare a spendere da soli per garantire il mantenimento e l’aggiornamento delle reti e far fronte a un traffico generato da attori cosiddetti ‘over the top’ che non contribuiscono agli investimenti.

 

La necessita di far fronte a queste problematiche è stata ribadita dal Chairman Etno Luigi Gambardella, che ha sottolineato: “Considerato che la rapida crescita del traffico dei dati sta accrescendo i problemi di congestione, vi è il bisogno di un modello economico sostenibile per lo sviluppo di internet: gli attori del mercato che generano il traffico in aumento dovrebbero contribuire agli investimenti per rispondere alla necessità di reti a banda larga estremamente veloci”.

Per Gambardella, dunque, la Ue “…dovrebbe permettere l’emergere di nuovi modelli di business, che prevedano ad esempio offerte differenziate basate sulla qualità”.

 

Urgente è anche la tempestiva adozione della della Decisione sul Radio Spectrum Policy Programme (Rspp) che garantisce un uso più efficiente e flessibile dello spettro radio e assegna, entro il 2013, le frequenze derivanti dal dividendo digitale (800 MHz) agli operatori di telefonia mobile per lo sviluppo di nuovi servizi wireless broadband.

Etno ha pertanto chiesto alla presidenza ungherese di lavorare per una tempestiva adozione del RSPP , in modo da ottenere la rapida apertura dello spettro ai servizi su banda larga mobile in tutta la Ue.

 

L’associazione, i cui membri sono tra i maggiori investitori nel settore delle telecomunicazioni e vantano un fatturato complessivo annuale superiore ai 250 miliardi di euro, ha infine espresso preoccupazione per la legge recentemente adottata in Ungheria che impone una tassa sui settori industriali chiave, tra cui quello delle telecomunicazioni.

Un ulteriore balzello che, ha concluso Gambardella che “…mina la capacità di investire nelle essenziali reti ad alta velocità e quindi di contribuire agli obiettivi dell’Agenda Digitale” e che “colpisce principalmente le aziende estere, sollevando dubbi in merito ai principi del mercato interno europeo”.

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