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Djezzy: il Governo algerino nomina gli advisor. Valutazione in 100 giorni

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Il Governo algerino ha affidato allo studio legale Shearman & Sterling il mandato per valutare la nazionalizzazione dell’operatore mobile Djezzy, di proprietà della Orascom Telecom di Naguib Sawiris, cui fa capo anche l’italiana Wind.

 

Il team di avvocati, ha fatto sapere il ministro delle finanze, dovrebbe completare la valutazione del dossier in 100 giorni.

 

Djezzy è al centro di un lungo contenzioso tra il governo algerino e la Orascom Telecom: la società rappresenta uno degli asset più redditizi dell’impero telefonico di Sawiris (che spazia dall’Iraq al Bangladesh passando dalla Corea del Nord e dal Pakistan, per un totale di 120 milioni di clienti), ma il governo algerino – che ne ha bloccato la vendita al gruppo sudafricano MTN per 7,8 milioni di dollari e ha comminato alla società una multa di 230 milioni di dollari in seguito alla rivalutazione dei suoi esercizi finanziari 2008 e 2009 da parte delle autorità – vuole nazionalizzarlo, mettendo così i bastoni fra le ruote al gruppo egiziano, che nel frattempo ha siglato un accordo di fusione da 4,7 miliardi di euro con i russi di Vimpelcom.

 

Il Governo di Algeri, tra l’altro, non ha chiarito se comprerà l’intera società o solo una sua parte e si è limitato a confermare che un’offerta verrà presentata entro la metà di quest’anno.

Sawiris ha più volte ribadito che la transazione con Vimpelcom andrà a buon fine a prescindere dalle mosse di Algeri e ha minacciato anche il ricorso all’arbitrato internazionale per sbloccare la situazione, ritenendo che difficilmente il governo algerino sarebbe disposto a pagare un corrispettivo adeguato al valore di Djezzy – ha già reso noto di non essere disposto a versare più di 2 miliardi di dollari – e dicendosi convinto che l’obiettivo finale dell’esecutivo sarebbe quello di prendere tempo per abbassare la valutazione della società.
 

Dall’unione tra Orascom e Vimplecom nascerà il quinto operatore mondiale in termini di clienti – il gruppo sarà operativo in 20 paesi in Europa, Asia, Africa e Nord America, con 174 milioni di utenti nella telefonia mobile – con ricavi operativi netti per 21,5 miliardi di dollari (dei quali circa il 35% sarà generato da Wind) e un utile lordo operativo pro forma di 9,5 miliardi di dollari.
Vimpelcom, da canto suo, nasce dalla fusione tra il gruppo russo Alfa e gli asset russi e ucraini della norvegese Telenor: dopo una lunga disputa, l’accordo stipulato lo scorso anno ha dato vita a un gruppo del valore stimato in oltre 23 miliardi di dollari e attivo – oltre che in Russia e Ucraina – anche in Cambogia e Vietnam.

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