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Mercato Tv: gli spettatori americani abbandonano il cavo per internet. Successo per Netflix e Hulu

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La crisi economica sta spingendo gli spettatori americani a lasciare il cavo a vantaggio dei nuovi servizi televisivi via internet, come Netflix o Hulu, meno cari e più flessibili.

Una migrazione che non ha precedenti nella storia tecnologica, motivata dagli alti costi degli abbonamenti mensili, si parla di almeno cento dollari al mese.

Secondo i dati raccolti dall’istituto di ricerche SNL Kagan, nel terzo trimestre del 2010 gli operatori americani del cavo hanno perso 741.000 clienti.

Dati allarmanti che l’azienda, attiva dal 1980, non aveva mai visto prima e che fanno preoccupare i broadcaster.

Sempre in questo trimestre, solo Comcast, numero uno del settore, ha perso 275.000 utenti dei propri servizi video mentre Time Warner 155.000.

 

Nel secondo trimestre, erano stati 216.000 i clienti a mollare, facendo registrare la più grossa perdita della storia per questo settore che conta circa cento milioni di abbonati su una popolazione che supera i 300 milioni di abitanti.  

 

I manager del mercato accusano in primo luogo la congiuntura economica e in particolare l’alto tasso di disoccupazione che negli Stati Uniti raggiunge il 10%.

Philippe Dauman, Ceo di Viacom, che possiede i canali via cavo Comedy Central e MTV, ha dichiarato agli analisti finanziari che, di fronte a una recessione così forte, “è già straordinario che le pay-Tv siano riuscite a mantenere una grossa fetta di audience”.

 

Per gli analisti le difficoltà economiche di questo periodo hanno sicuramente evidenziato una migrazione verso i nuovi servizi offerti dalla rete.

Netflix, società statunitense che propone film e contenuti televisivi in streaming e vanta più di 16 milioni di abbonati tra Stati Uniti e Canada, sta per lanciare un servizio a 7,99 dollari al mese per un accesso illimitato a film e serie televisive.  

Hulu, servizio online di trasmissione dei contenuti proposti da Walt Disney (ABC ed ESPN), News Corp ( Fox) e NBC Universal, propone abbonamenti allo stesso prezzo.

Allo stesso tempo, Google ha lanciato nel mese di ottobre la Google Tv, un servizio che consente di guardare la Tv e usare programmi internet sullo stesso schermo, seguendo un modello già proposto da Apple.

 

Secondo Ian Olgeirson, analista di SNL Kagan, “è sempre più difficile” ignorare l’impatto di queste fonti di contenuti televisivi soprattutto perché tutti questi abbonamenti sono stati disdetti in periodi dell’anno in cui solitamente si registra un aumento dei contratti.

Jeff Kagan, analista indipendente che segue il mercato delle telecom, è del parere che una delle cause della perdita di spettatori possa essere legata alla mancanza di flessibilità delle offerte degli operatori via cavo, in particolare per quanto riguarda la scelta dei canali.

Kagan ha evidenziato che spesso, per aumentare i costi dei loro abbonamenti, “i broadcaster del cavo aumentano il numero dei canali” proponendo, secondo loro, prezzi convenienti. “Ma la fascia media di telespettatori non guarda che 10-15 canali al massimo”.

L’analista ha concluso spiegando che i nuovi servizi come quelli proposti da Google o Apple stanno facendo incetta di telespettatori a svantaggio degli operatori tradizionali. L’offerta aumenta e quindi gli utenti ne approfittano scegliendo i servizi che soddisfano le loro esigenze sia in termini di contenuti che di costi.

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