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Telecom Italia: il mercato eBook arriverà all’8% in 3 anni. Accordo con Rcs sui servizi

Italia


Telecom Italia punta sempre più sui servizi, sia quelli digitali – eBook in primis – che quelli più tradizionali, cioè le telecominicazioni a banda larga e i contenuti televisivi, con La 7 che occupa e continuerà ad occupare un ruolo importante per il gruppo tlc. E’ quanto emerge dalle dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato Franco Bernabè questa mattina nell’ambito della presentazione dell’accordo con Rcs Mediagroup per la distribuzione dei contenuti editoriali su Biblet store, la libreria digitale del gruppo Telecom, che apre le porte ai contenuti di Rizzoli, Bompiani, Fabbri, Adelphi, Archinto, Marsilio, Skira Editore e Sonzogno e all’edizione digitale  dei due quotidiani del gruppo, Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport, che saranno così disponibili sui tablet basati sul sistema operativo Android, come il Galaxy Tab Samsung.

 

Il mercato dell’editoria digitale, che “negli Usa ha raggiunto una quota di mercato dell’8% – percentuale che ingloba però anche tutti gli e-book scaricati in lingua inglese anche fuori dagli Usa – ha spazi di crescita anche in Italia, dove gli eBook potrebbero arrivare a conquistare in tre anni il 5% del mercato”, ha sottolineato l’ad di Rcs Alessandro Bompieri. Il settore dell’editoria nel 2009 ha generato un giro d’affari di circa 3,4 miliardi di euro, ai quali – ha sottolineato Cesare Sironi, responsabile delle Strategie e dell’Innovazione di Telecom Italia –  “…vanno aggiunti 3,8 miliardi di ricavi provenienti da magazine e dai quotidiani. Di quest’ultima cifra, circa 2 miliardi sono stati generati dalla pubblicità”.

Sironi è più ottimista di Bompieri e si è detto convinto che, pur partendo da un attuale, sconfortante 0,01%,  “nel giro dei prossimi anni la quota di eBook si approssimerà a quella attuale negli Stati Uniti, pari all’8%” ed è pronto a scommettere sui più giovani, attratti dai nuovi strumenti tecnologici come i tablet e gli eReader che rendono più semplice e comoda la fruizione dei libiri digitali.

 

Per l’ad di Telecom Italia, quindi, l’accordo con Rcs è un ulteriore conferma della validità del connubio tra nuove tecnologie e cultura: “L’accordo – ha detto – dimostra come la tecnologia possa rappresentare un efficace motore per avvicinare le persone alla conoscenza e alla cultura attraverso l’utilizzo di nuovi strumenti”.

Del resto, ha aggiunto, “…in Italia si legge poco ma questo non vuol dire che non ci sia passione per i libri” e, considerando che il nostro è uno dei Paesi più avanzati sia in termini di diffusione dei cellulari che di utilizzo dei nuovi servizi, e la tecnologia aiuterà a colmare questo gap perché in questo caso ‘la passione per il libro si combina con la passione per il cellulare’.

 

Oltre che sui contenuti digitali, il gruppo Telecom continua a lavorare sul versante della banda larga di nuova generazione – domani verranno avviati anche a Torino, dopo Roma, Milano e Catania, i lavori per la rete ultrabroadband da 100Mb – e su quello televisivo, rinnovando la volontà di valorizzare La7, dopo i rumors circolati nei giorni scorsi circa una possibile cessione del 20% di Telecom Italia Media, così da consentire alla società di scendere sotto il 50% e di deconsolidare la controllata. Eventualità smentita immediatamente da Telecom Italia e dalle nuove precisazioni di Bernabè: “A La7 ci teniamo, altroché”, ha detto, aggiungendo che la valorizzazione degli asset è sempre allo studio ma che, nei fatti, La7 ‘l’abbiamo già valorizzata, sta andando molto bene, lo share è salito, e certamente siamo molto soddisfatti’.

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