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Tlc: abbattere il gender gap mobile. Al via il progetto mWomen

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I servizi di telefonia mobile sono davvero la miglior cosa che potesse capitare all’Africa? Il parare dell’analista Abi Research Mark Beccue, secondo cui l’avvento dei telefonini e dei servizi a essi collegati si riveleranno uno dei maggiori volani di crescita per le economie africane, potrebbe sembrare quasi una provocazione, ma forse non lo è del tutto, se anche illustri personaggi come Cherie Blair e il Segretario di Stato americano Hillary Rodham Clinton hanno messo la loro faccia su un progetto che, passando dalle donne, ambisce a migliorare le condizioni di vita nei Paesi più poveri.

 

Il progetto GSMA mWomen Programme, lanciato in collaborazione con la Cherie Blair Foundation for Women vuole colmare il gap di genere nella telefonia mobile e, attraverso una partnership pubblico-privata senza precedenti, portare il ‘potere’ del telefonino nelle mani di 150 milioni di donne entro tre anni.

 

Dai dati contenuti nel rapporto ‘Women and Mobile: A Global Opportunity‘, emerge infatti che 300 milioni di donne nei paesi emergenti sono escluse dai vantaggi della telefonia mobile, che in quelle aree del mondo, dove sono quasi inesistenti le reti fisse, oltre a rappresentare l’unico strumento di comunicazione significano anche accesso ai servizi bancari o di assistenza sanitaria.

“I telefoni cellulari sono un indispensabile strumento per lo sviluppo personale ed economico, ma 300 milioni di donne sono escluse da questa rivoluzione e perdono l’opportunità di sentirsi più sicure, più informate nonché di accedere a strumenti in grado di migliorare la qualità della loro vita”, ha sottolineato Cherie Blair.

 

Cardini del programma, cui hanno aderito molte delle maggiori società tlc mondiali (da Vodafone a Telefonica, Da France Telecom a Orascom) l’offerta di assistenza tecnica e lo sviluppo di servizi innovativi e accessibili negli ambiti della sanità dei servizi finanziari.

Impegnata sul fronte delle nuove tecnologie a vantaggio dei Paesi poveri, anche la Bill & Melinda Gates Foundation, che ha investito 12 milioni di dollari nel programma Mobile Money for the Unbanked (MMU), volto ad aiutare i contadini della Tanzania, del Camerun e del Ruanda a mettere da parte un po’ di soldi attraverso depositi gestibili col cellulare. Il progetto MMU si avvale delle tecnologie sviluppate nell’ambito del programma M-PESA, lanciato da Vodafone nel 2007 in Kenya, Tanzania e Afghanistan e poi esteso anche ad altri paesi. A metà 2009 il servizio aveva già 6,5 milioni di abbonati con oltre 2 milioni di transazioni al giorno. (Leggi articolo).

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