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Unbundling. Bruxelles conferma: le decisioni su tariffe Agcom al prossimo 21 ottobre

Unione Europea


La decisione sulla validità dell’aumento delle tariffe di unbundling deciso dall’Agcom sarà presa il 21 ottobre. Niente, insomma, è ancora stato deciso. Jonathan Todd, portavoce del Commissario Ue Neelie Kroes ha smentito le indiscrezioni su un via libera già concesso, confermando soltanto che la Commissione ha ricevuto la notifica della delibera Agcom e che ieri, il commissario Kroes, rispondendo alla richiesta di un parlamentare italiano, ha affermato che la metodologia usata dall’Agcom è in linea con quella usata in altri paesi. Ma – ha precisato il portavoce – “ci riserviamo di analizzare il modo in cui tale metodologia è stata applicata”.

 

Le nuove tariffe sono state fissate grazie alla definizione di un modello di rete efficiente di tipo economico ingegneristico, come previsto dalla delibera 731/09/CONS e richiesto dalla Commissione europea.

 

In base al provvedimento Agcom, il canone attuale, pari a 8,49 euro/mese (aumentato nel 2009 dell’11% rispetto rispetto al prezzo 2008 di 7,64 euro mese) passerà nel 2010 a 8,70 euro/mese, mentre per gli anni successivi (2011 e 2012) si è deciso di applicare tariffe, rispettivamente di 9,14 e 9,48 euro/mese anziché 9,26 e 9,67 euro al mese.  Il canone del servizio WLR al 2012 sarà di 13,16 euro/mese, anziché 13,43, registrando quindi un incremento più contenuto di quanto sottoposto a consultazione pubblica, mentre per i servizi bitstream è prevista una riduzione lungo il triennio superiore all’1% l’anno.

Gli aumenti hanno provocato le vibranti proteste degli operatori alternativi, secondo i quali l’aumento dei canoni pagati all’ex monopolista, aumentando la profittabilità della rete in rame, potrebbero finire per disincentivare gli investimenti di Telecom Italia nella nuova rete.

“L’alta redditività dell’attuale rete in rame, in gran parte ammortizzata, e l’assenza di stimoli competitivi crea l’incentivo a Telecom Italia per continuare ad offrire i propri servizi sulla rete in rame con evidenti incentivi a trarre il massimo profitto da tale situazione”, hanno sottolineato i competitor, secondo i quali “…la decisione altera irreparabilmente il percorso di sviluppo della nuova rete in fibra in Italia, avvantaggiando l’operatore ex-monopolista nel mantenimento della vecchia rete in rame, portando gli operatori alternativi ad aumentare i prezzi finali al consumatore italiano”.

Sulla vicenda si è anche scatenata una guerra di cifre: secondo gli OLO – che la prossima settimana dovrebbero incontrare la Kroes – l’aumento dei costi dei servizi all’ingrosso genererà una maggiorazione dei costi pari a 1,1 miliardi di euro, mentre per l’Agcom, che ha affidato la valutazione a una società indipendente, è di 70 milioni di euro.

 

Sull’aumento dei costi di unbundling e sulle possibili ricadute negative sui consumatori sono state presentate una serie di interrogazioni bipartisan all’europarlamento, mentre i senatori PD Marco Filippi e Luigi Vimercati hanno richiesto un’audizione all’Agcom che dovrebbe tenersi il 6 ottobre.

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