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Poste italiane lancia il servizio ‘DimmiQuando’: raccomandate a casa nel giorno e all’orario stabiliti

Italia


Poste italiane lancia un nuovo servizio che consente di ricevere le raccomandate direttamente a casa o in ufficio nel giorno e all’orario stabiliti. Si tratta di  “DimmiQuando” e costerà in offerta promozionale 1,50 euro fino al 30 settembre.

“DimmiQuando” consente a privati e imprese di concordare il giorno di ricevimento di raccomandate e assicurate. La promozione è rivolta alle aziende per un periodo di tre mesi e ai privati per sei mesi.

Il servizio “DimmiQuando” è stato pensato per chi è spesso fuori casa e per gli studi professionali o gli uffici aperti solo in determinati giorni, che possono così concordare con Poste Italiane il giorno in cui ricevere la corrispondenza a firma.

 

Il servizio è attivabile presso tutti gli uffici postali oppure sul sito di Poste italiane. Via web il pagamento può essere effettuato con carta di credito, carta prepagata Postepay o addebito su conto BancoPosta online.

 

Poste rinnova i propri servizi mentre a più di due mesi dal PEC-Day dello scorso 26 aprile, sono più di 11.000 le Amministrazioni presenti nell’IndicePA mentre il numero delle PEC attive ha ormai superato quota 18.200. Tali valori tengono anche conto del numero di richieste di accreditamento e di registrazioni di PEC pervenute ma non ancora lavorate.

 

Rimangono invece ancora numerosi i casi di Pubbliche Amministrazioni non ancora in regola con gli obblighi di legge e che quindi impediscono a molti cittadini di dialogare con loro tramite PEC. Su preciso mandato del Ministro Renato Brunetta, nei loro confronti s’è quindi attivato l’Ispettorato della Funzione Pubblica. Le Amministrazioni inadempienti non hanno infatti alcun alibi, dal momento che già cinque anni or sono il Codice dell’amministrazione digitale (Decreto Legislativo n. 82 del 7 marzo 2005) prevedeva che tutte le Pubbliche amministrazioni dovessero istituire una casella di PEC per ogni registro di protocollo.

 

È inoltre previsto l’obbligo per le PA di pubblicare gli indirizzi PEC nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni e di aggiornare tali indirizzi e le informazioni relative. Molto spesso queste ultime detengono da diverso tempo gli indirizzi di PEC ma si rifiutano di pubblicarli per non dover poi adeguatamente riorganizzare i propri uffici nell’azione di risposta tempestiva alle richieste dei cittadini. A questo proposito è utile ricordare come la “Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione“(Decreto Legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009) preveda espressamente che il mancato assolvimento degli obblighi relativi alla PEC influisca negativamente ai fini della valutazione della performance individuale e organizzativa per la corresponsione della retribuzione di risultato ai dirigenti degli uffici preposti.

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