Privacy: presentata oggi a Roma la relazione del Garante. 600 i provvedimenti adottati nel 2009 e sanzioni per 3 mln di euro

di Antonietta Bruno |

Italia


Privacy

E’ stata presentata oggi a Roma la relazione sul tredicesimo anno di attività dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali e sullo stato di attuazione della normativa sulla privacy in discussione proprio in questi giorni in Parlamento.

 

Un resoconto generale che vigila e fotografa relazioni umane e trattamenti illeciti consumati nell’ambito dello scambio di informazioni. Un punto di incontro diventato cruciale in seguito allo sviluppo delle nuove tecnologie di comunicazione e con la globalizzazione delle reti, che danno vita a forme di relazione mai prima concepite quali i social network; a nuove modalità di localizzazione e mappatura, e ad una sempre più pervasiva messa in rete di ogni aspetto del vissuto quotidiano.

 

Temi attuali e delicati affrontati nel corso nell’ultima riunione di presentazione della relazione annuale con tanto di analisi, rapporti e riferimenti. Circa 600, infatti, i provvedimenti collegiali adottati dal Garante per la protezione dei dati personali nel 2009, con oltre 400 ispezioni effettuate, in particolare sugli operatori telefonici, le strutture sanitarie pubbliche e private, i sistemi di videosorveglianza, il sistema della fiscalità, le società di marketing. Risposte date a circa 4.000 tra quesiti, reclami e segnalazioni (in particolare riguardo a telefonia, credito, centrali rischi, marketing, videosorveglianza, internet, assicurazioni), ai quali si aggiungono le attività di relazione con il pubblico che nello stesso anno hanno fatto registrare oltre 34 mila tra contatti telefonici ed eMail esaminate, in particolare riguardo al marketing, alle telefonate e ai fax pubblicitari.

 

Solo alcuni questi i principali e complessi argomenti affrontati dal Garante della privacy, ai quali hanno fatto seguito le ricerche relative a violazioni amministrative contestate, compreso il primo semestre 2010, e che in buona parte riguardano le attività promozionali indesiderate, l’attivazione di servizi non richiesti e le strutture sanitarie pubbliche e private; 43 le violazioni segnalate all’autorità giudiziaria nel 2009 e gli oltre 3 milioni di euro riscossi a titolo di sanzioni.

 

Tanti gli argomenti e tante e tutte interessanti anche le audizioni parlamentari che si sono susseguite nella giornata e che hanno interessato, tra gli altri, anche gli ambiti più delicati quali, ad esempio, quello della Sanità, della pubblica amministrazione; del marketing; delle telecomunicazioni ma soprattutto del lavoro, della giustizia e della polizia, di internet con Facebook e i social network, del giornalismo e dell’informazione.
Punto al quanto sentito quest’ultimo, e discusso proprio alla vigilia della giornata di mobilitazione indetta per domani dalla Federazione nazionale della stampa. A Parlarne nella relazione annuale al Parlamento, il presidente del Garante per la privacy Francesco Pizzetti che raccogliendo “la preoccupazione per le sanzioni previste per gli editori nel disegno di legge sulle intercettazioni”, pur puntando il dito contro il discusso provvedimento, ha sottolineato il maggiore impegno dell’Osservatorio rispetto alle pubblicazioni delle notizie.

 

Si sposta oggettivamente il punto di equilibrio tra libertà di stampa e tutela della riservatezza, tutto a favore della riservatezza. Tale scelta – ha detto Pizzetti – costituisce una discontinuità significativa rispetto ad altri Paesi di grande tradizione democratica, che pure concepiscono la libertà di stampa come un diritto e un dovere degli editori non meno che dei direttori e dei giornalisti. L’Italia, infatti – afferma il Garante – con la legge sulla stampa approvata in diretta attuazione della Costituzione, ha consapevolmente distinto la responsabilità e il ruolo dell’editore da quello del direttore, mettendo i direttori al riparo da ogni condizionamento diretto da parte dell’editore, anche in ragione del fatto che questi, nel nostro Paese, ben raramente sono editori puri”.

 

E se scottante al momento è l’argomento informazione libera, non meno importanti per il Garante sono le attività nel Gruppo di lavoro comune delle Autorità di protezione dati europee (WP29) in particolare riguardo, alle nuove regole per le comunicazioni elettroniche, alla definizione di standard internazionali comuni, alle regole vincolanti di impresa, ai dati dei passeggeri aerei, all’utilizzo negli Usa per fini di lotta al terrorismo dei dati Swift sulle transazioni finanziarie, nonché sulla privacy dei minori a scuola e a quella ‘violata’ attraverso i motori di ricerca e i Social network.

 

Altro argomento caldo quello della privacy sul web, che mette a dura prova gli istituti giuridici tradizionali e gli stessi principi della protezione dati e sulla capacità di individuare soluzioni anche a livello internazionale. Anche su questo argomento, è intervenuto il presidente del Garante per la tutela dei dati personali, Francesco Pizzetti che ha parlato di “contrasto tra la protezione del diritto d’autore e la necessità di non consentire tracciamenti indiscriminati per perseguire eventuali violazioni”. Citando il caso di ‘Google Latitude‘ che consente a un utente la localizzazione geografica di un altro utente semplicemente acquisendo il consenso con un sms, ‘Google Maps‘ che nella modalità my location localizza la posizione del soggetto che ne fa uso, e ancora ‘Google Street View‘ che, oltre ad aver mappato le città del mondo ha raccolto illecitamente informazioni su reti wireless prive di protezione, ha ricordato i tanti interrogativi che pongono i motori di ricerca che per loro natura, non hanno limiti alla cattura e utilizzo di dati personali.

 

Intenso il Garante poi, anche il lavoro svolto nell’ambito delle Autorità di controllo Schengen, Europol, Eurodac e soprattutto nel WPPJ dove il Gruppo di lavoro appositamente istituito dalle Autorità garanti europee della tutela dei cittadini nel settore della polizia, della sicurezza e della giustizia ha visto riconfermata per altri due anni la Presidenza al Garante italiano, unica Autorità di protezione dati presenti alla Conferenza organizzata nel 2010 dal Consiglio d’Europa sul Cybercrime.
Lunga e intensa la giornata dedicata alla relazione annuale, dunque, ma anche interessante specie per quanto riguarda l’approvazione delle due linee guida riguardanti il nuovo fascicolo sanitario elettronico e i referti online.