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Microsoft: anche Office sale sulle nuvole. Arriva Office Web Apps, la versione gratuita del pacchetto software più popolare

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Dopo l’annuncio reso un anno fa e un lungo periodo di test, arriva Office Web Apps la versione gratuita di Office, il pacchetto di software che rappresenta uno dei core business di Microsoft, ma anche quello che soffre di più dell’avanzata di strumenti gratuiti offerti online, come Google Docs.

 

La versione gratuita di Office replica le funzioni principali dei diversi programmi di produttività personale (Word, Excel, PowerPoint e OneNote): si potrà dunque creare, modificare e condividere documenti direttamente sul Web oppure importandoli dal proprio desktop, anche se non si potrà contare su tutte le funzioni della versione a pagamento.

Si potrà però integrare le funzioni del pacchetto gratuito con quelle del nuovo Office 10, che arriverà in commercio il 15 giugno, e con la nuova versione del servizio email Hotmail. Office Web Apps è inoltre compatibile con tutti i sistemi operativi e i browser web in circolazione.

 

Una mossa che potrebbe mettere a rischio profitti per oltre 4 miliardi di dollari, ma che gli analisti considerano inevitabile di fronte all’avanzata dei concorrenti nel nascente settore del cloud computing, l’insieme di tecnologie informatiche che permette l’utilizzo di risorse e servizi in remoto, e che era stata in un certo senso anticipata già da qualche anno, da quando, cioè, il chief software architect, Ray Ozzie aveva sottolineato la necessità, per Microsoft di virare  dal business dei software tradizionali per abbracciare l’internet veloce.

 

Da allora, Microsoft ha fatto molti passi in avanti nel settore del cloud computing – a febbraio, ha annunciato un futuro fatto di “tre schermi e una nuvola”, in cui televisori, Pc e telefonini sarebbero stati tutti collegati a internet e interscambiabili nelle loro funzioni – ma ha preferito lasciar tracciare agli altri la via.

 

La fine di un’era, potremmo dire: l’offerta gratuita di Word, Excel, PowerPoint e OneNote, pone infatti fine a una strategia decennale, basata sulla vendita e sulla strenua protezione dei propri prodotti software, ma consentirà al gigante di Redmond di evitare di vedere Office surclassato da prodotti concorrenti più economici o gratuiti e ad assicurarsi che i suoi prodotti restino i più usati.

“Stanno solo cercando di preservare il loro business, anche se si tratta di camminare su una linea sottile”, ha affermato l’analista Matt Rosoff, mentre secondo il vicepresidente di Gartner, Tom Austin, la decisione di discostarsi dal business Office, seppure molto proficuo, per avvicinarsi a quello dei servizi hosted, come le email, accettando di sacrificare i profitti in cambio di una maggiore gittata delle proprie offerte, potrebbe essere funzionale come trampolino di lancio per vendere servizi email e di collaborazione ai clienti business.

 

A chi sostiene che Microsoft si sia mossa con un certo ritardo, risponde Stephen Elop, responsabile della divisione Microsoft Business: “con la versione gratuita di Office supportata dalla pubblicità dimostriamo di essere pienamente impegnati con il cloud e di esserci mossi non in ritardo, bensì alla stessa velocità dei clienti, molti dei quali preferiscono continuare a usare i software tradizionali, affiancandoli pian piano con applicazioni cloud”.

 

Molti analisti, infatti, concordano sul fatto che comunque Microsoft partirà sempre da una posizione di vantaggio rispetto ai competitor:  difficilmente, infatti, un cliente business abbandonerebbe le versioni a pagamento di Office, rendendo quindi più facile per Microsoft convincere i clienti a pagare per versioni premium dei suoi prodotti.

 

La decisione, secondo molti, non è che una conferma della validità delle strategie di Google: la società di Mountain View offre un pacchetto gratuito di software – Google Docs – dalle funzioni molto simili a quelle di Office.

 

“L’iniziativa Google – ha sottolineato l’analista Sandeep Aggarwalsta costringendo Microsoft ha cambiare radicalmente i suoi modelli di business”, ma la sensazione è più che altro quella che Google abbia solo accelerato la spinta verso i servizi software gratuiti web-based.

 

Di segno opposto, ovviamente, il pensiero di Google, espresso da Dave Girouard, responsabile delle applicazioni online per il gruppo di Mountain View: “L’adozione dei nostri servizi sta accelerando e abbiamo un numero di clienti pay tre volte superiore ai livelli dello scorso anno”.

 

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