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Expo Shanghai 2010. Brunetta: ‘Soddisfazione per il successo di Padiglione Italia, vetrina mondiale dell’innovazione’

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Soddisfazione per il successo che il nostro Paese sta ottenendo all’Esposizione Universale di Shanghai 2010, incentrata sul tema “Better city, Better life“, è stata espressa dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, che s’è detto “orgoglioso come cittadino italiano”.

 

Dal 1 maggio a oggi il Padiglione Italia, vetrina delle eccellenze del nostro Paese, è stato infatti visitato da oltre un milione di cittadini di tutto il mondo (su un totale di circa 9 milioni di presenze complessive).

Le 265 innovazioni selezionate dal Ministero nell’ambito del progetto “L’Italia degli Innovatori”  – in mostra a Shangai dal 24 luglio al 7 agosto – sono tutte rivolte a un miglioramento delle condizioni di vita, pur nei loro differenti settori di applicazione. I criteri di selezione sono stati la rispondenza ai temi ispiratori dell’Expo e della partecipazione italiana; l’originalità e la spettacolarità con riferimento al contesto internazionale; lo stadio di sviluppo dell’innovazione e le prospettive di utilizzo economico o sociale. In base a queste caratteristiche sono stati dunque scelti i 265 progetti.

 

Entrando nel dettaglio, rispetto alla fase di sviluppo il 45% dei progetti risulta già commercializzato, il 40% è in fase prototipale, mentre solo il 15% è nella fase embrionale della progettazione. Oltre la metà dei progetti (57%) è coperta da registrazione della proprietà intellettuale. I 265 progetti riguardano differenti settori di applicazione: costruzioni, architettura ed urbanistica (33), ambiente (59), salute (45), comunicazione e media (26), mobilità (25), eGovernment e servizi al cittadino (11), sicurezza (14), conservazione del patrimonio storico (13), protezione civile (6) e altri settori (33).


I soggetti proponenti selezionati sono invece risultati 233 (ogni proponente ha presentato anche più di un progetto), così suddivisi: imprese o consorzi (81%), università (9%), centri di ricerca (6%), parchi scientifici tecnologici (4%). Di questi il 59% provengono dal nord, il 29% dal centro, il 12% dal sud e dalle isole. E’ interessante notare come il 24% di questi risulti essere alla sua prima esperienza internazionale.

 

“Osservando con attenzione – ha commentato il Ministro Brunetta – questo straordinario concentrato dell’innovazione italiana, ci si può rendere conto di come questa sia spesso il frutto dell’ingegno di piccole imprese che hanno impiegato le loro risorse per la risoluzione dei problemi pratici incontrati nel loro lavoro: i settori toccati spaziano dall’ambiente alla salute, dalla comunicazione alla conservazione dei beni culturali, dalla sicurezza alle costruzioni, passando dalla protezione civile fino all’eGovernment”.

“Mi recherò in visita a Shanghai – ha concluso – negli ultimi giorni di luglio ma già fin d’ora rivolgo un plauso al Commissario Generale del Governo per l’Expo Beniamino Quintieri così come a tutto il suo staff per l’ottimo lavoro svolto”.

 

“Il successo di pubblico e di interesse in tutte le aree del Padiglione – ha affermato Quintieri – ha superato ogni più rosea previsione; siamo rimasti davvero colpiti dalla coda che letteralmente circonda il Padiglione in ogni momento della giornata. I visitatori cinesi entrano velocemente e si intrattengono poi a lungo, colpiti e incuriositi a dimostrazione della voglia di conoscere l’Italia in particolare. Ci aspettiamo una grande affluenza anche nei prossimi giorni”.

 

Si tratta, quindi, di un’occasione importantissima per tutte le piccole e medie realtà italiane, che da sole non avrebbero le possibilità di partecipare a una vetrina tecnologica di portata internazionale come l’Expo.

“L’obiettivo è aiutare le realtà italiane meritevoli a farsi conoscere dal mercato cinese e favorire i rapporti con potenziali interlocutori cinesi e internazionali. È un’opportunità unica quella che offriamo ai nostri innovatori: far sì che le loro idee possono poi trasformarsi in prodotti per il mercato e aiutarli nel passaggio sempre difficile tra innovazione e prodotto. L’innovazione, quindi, come leva strategica sulla quale investire per ridare competitività alla nostra economia”, ha concluso Quintieri.

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