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RAI: Garimberti firma protocollo di intesa con Moratti e Stanca per Expo 2015 ma su Saxa Rubra 2 preferisce non sbilanciarsi

Italia


Rai protagonista della comunicazione per la promozione dell’Expo 2015. E’ questo l’elemento chiave del protocollo d’intesa siglato oggi a Palazzo Marino da Letizia Moratti, Commissario Straordinario del Governo per Expo 2015, Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo 2015 e Paolo Garimberti, presidente della Rai. Obiettivo dell’accordo – firmato anche alla presenza di Paolo Romani, viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, oltre che Gianfranco Comanducci e Antonio Marano, i due vicedirettori generali Rai – è dare sviluppo al ruolo della comunicazione come elemento determinante per lo sviluppo del sito espositivo e per l’offerta di un’informazione capillare e innovativa.

Soddisfatto il Commissario Straordinario Moratti, che ha messo in evidenza “l’importanza strategica” dell’accordo sottolineando gli obiettivi comuni tra Rai e Milano: “Approfondire i temi della comunicazione nell’ambito di Expo Milano 2015″ attraverso “un lavoro di squadra che porterà benefici in tutto il Paese, che andranno bel oltre la durata dell’Esposizione Universale”.

Di “grande partita che deve riguardare l’intero mondo dei media” ha invece parlato Lucio Stanca: “Nella capitale dell’editoria e della comunicazione – ha osservato il manager – Expo si dimostra un catalizzatore di iniziative culturali che guardano al futuro. Il tema di Expo si presta alla nascita di nuovi contenuti. La Rai è tv, ma anche radio, libri, web. La Rai è il più grande contenitore e committente di cultura e intrattenimento dell’Italia. Intorno al tema di Expo può nascere un rigoglioso filone produttivo, anche perché il futuro è nella direzione di contenuti sempre più dedicati e settoriali. Expo sarà una grande occasione di confronti internazionali. Il grande centro Rai sarà a contatto con operatori dei cinque continenti, creando quindi una grande occasione di scambio per i nostri giovani che operano nel settore”.

L’accordo prevede la costituzione di tre gruppi di lavoro. Il primo pone le basi per lo studio di fattibilità di un centro all’avanguardia all’interno dell’area Expo, a disposizione degli operatori accreditati. Il secondo gruppo di lavoro avrà il compito di elaborare un percorso strategico di comunicazione e promozione di contenuti legati all’Esposizione del 2015, mentre il terzo valuterà la possibilità di far diventare la Rai l’Host-Broadcaster di Expo per l’intera durata della manifestazione.

La collaborazione tra Rai e l’Expo 2015 di Milano potrebbe dare già nei prossimi tempi un risultato concreto: la nascita di un canale digitale interamente dedicato alla promozione del Made in Italy. A rivelarlo è stato lo stesso presidente della Rai dopo la firma del protocollo d’intesa.

“Grazie a questo protocollo – ha affermato Garimberti – la Rai potrebbe dar vita a un canale dedicato al made in Italy e a tutte le eccellenze che l’Italia esporta nel mondo”. Una prospettiva che è stata subito raccolta con grande favore da Stanca.

“Mi auguro – ha detto – che nel giro di qualche mese si possa già utilizzare un canale digitale”.

“Oggi è un momento importante per Expo ma anche per la Rai – ha affermato Garimberti – la firma di questo protocollo è una condizione necessaria per avviare un processo ma non è sufficiente perché questo processo si realizzi“.

Proprio sul fronte di una Saxa Rubra del Nord da realizzare dopo il 2015, Garimberti ha preferito non sbilanciarsi: “Dovrà essere valutata con attenzione nelle sedi competenti, in particolare nel Cda. La mia è una cautela formale perché da presidente del consiglio di amministrazione della Rai ad esso devo rispondere. Se son rose fioriranno”.

Da domani 18 maggio, intanto, oltre 5 milioni di famiglie, 12 milioni di individui, 270 emittenti, più di 8.000 impianti della macro-area composta da Lombardia, Piemonte orientale e parte dell’Emilia Romagna (le province di Parma e Piacenza), passeranno alla tv digitale terrestre, spegnendo definitivamente il segnale analogico di Raidue e Retequattro. Tra il 15 settembre e il 20 ottobre toccherà poi a tutti gli altri canali.

Lo switch-over interesserà in totale 1.919 comuni del bacino della pianura padana: 202 perderanno il segnale analogico solo di Raidue, 196 solo quello di Retequattro e gli altri di entrambe le reti nazionali. Dopo gli switch-off avvenuti già in altre regioni, i cittadini del bacino della pianura padana sono pronti all’appuntamento e si sono dotati dell’apposito decoder o del televisore integrato per continuare a guardare i telefilm di Raidue o il Tg4 di Emilio Fede.

Secondo il consorzio DGTVi, la penetrazione della tv digitale è già superiore al 70% in tutte e tre le aree coinvolte, con una punta del 76,2% in Lombardia (dove supera anche la media nazionale) ed è alta anche quella del solo digitale terrestre, fatta eccezione per l’Emilia Romagna. Siamo comunque sopra i valori registrati nel 2009 allo stesso stadio di avvicinamento al passaggio al Dtt: la Campania, che è stata la regione che ha affrontato lo switch-over con il tasso di penetrazione del digitale terrestre più alto, registrava a inizio ottobre 2009 (alla vigilia dello switch-over) un 55%.

Tutti i broadcaster ne approfittano intanto per ampliare l’offerta: se Mediaset ha appena lanciato La5, canale destinato al pubblico femminile tra i 15 e i 40 anni, martedì parte Mtv+, mentre per fine mese partirà La7 on demand, il nuovo canale di Telecom Italia Media che permetterà di rivedere gli ultimi sette giorni del palinsesto o l’archivio cult dei programmi di La7.

La Rai si presenta all’appuntamento con tredici canali, generalisti e tematici e lancia, nelle aree già all digital, l’alta definizione in occasione dei Mondiali di calcio.

Inoltre, in concomitanza con il passaggio sulla Dtt di Raidue e Retequattro nell’area padana in Lombardia, la Rai si rifà il look: da domani, infatti, cambiano infatti i loghi dei canali.

Un restyling all’insegna dell’omogeneità e della semplicità: niente più personalizzazioni e colori a distinguere i brand fra loro, solo un rettangolo diviso in due quadrati. Nel primo la scritta Rai, nel secondo il nome del canale.

L’ultimo cambiamento risaliva al 2000, quando vennero mandate in pensione le tre figure geometriche colorate: la sfera blu per Raiuno, il cubo rosso per Raidue e il tetraedro verde per Raitre, ed iniziò l’era delle farfalle. I loghi vennero uniformati già allora, ma i colori non furono accantonati. E un segno di quel periodo resterà ancora nel rettangolo televisivo.

Le farfalle si alterneranno infatti con la scritta Rai per alcuni secondi. Le parole d’ordine del nuovo sistema di brand identity sono semplificazione, razionalizzazione e immediata riconoscibilita’.

Una scelta messa in atto per prepararsi alla sfida del digitale terrestre che presto sostituira’ l’analogico in tutto il territorio nazionale. Con il nuovo brand cambiano anche i nomi. Scampare la scritta Sat dei vecchi canali satellitari (usciti dall’offerta Sky), mentre RaiNews 24 perde il 24 e Raisat Cinema diventa Rai Movie.

Sono 13 i nuovi canali della tv di stato: Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rai 4, Rai News, Rai Storia, Rai Sport 1, Rai Movie, Rai Yoyo, Rai Gulp, Rai Sport 2. Con i Mondiali di calcio partirà inoltre Rai Hd, mentre a settembre è atteso il via a Rai 5, il canale dedicato alle culture: addio quindi a Rai Sat Extra, presente, prima del nuovo contratto, nel bouquet Sky.

Restano però da sciogliere alcuni nodi: il nuovo piano nazionale delle frequenze, che l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni dovrebbe varare entro fine mese – rompicapo di difficile soluzione, tanto più perchè si è consolidato il principio in base al quale le frequenze sono un patrimonio di chi le usa – e la questione dell’ordinamento automatico dei canali sul telecomando.

Un fronte, quest’ultimo, che vede le tv radicate sul territorio in subbuglio, specie in alcune regioni, dove temono di perdere posizioni di privilegio acquisite negli anni e in particolare di essere ‘espulse’ dai primi numeri. L’Agcom ha appena deciso di commissionare a una società specializzata un sondaggio per verificare le preferenze degli utenti, promettendo tempi rapidissimi per consentire di definire, sulla base di dati obiettivi, il piano di numerazione automatica dei canali (LCN) della televisione digitale terrestre in chiaro e a pagamento.

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