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Net neutrality: la FCC rivede le regole. Norme più rigide per gli operatori, vittoria sia per Google che per i consumatori

Stati Uniti


Vittoria per Google e i sostenitori della net neutrality: sembra infatti che la FCC sia orientata verso l’imposizione di nuove regole per gli operatori via cavo, che sarebbero obbligati a non discriminare alcuni contenuti rispetto ad altri e a rispettare un quadro legislativo più rigido per la gestione delle reti.

Le nuove regole, che saranno ufficializzate oggi dal presidente FCC Julius Genachowski, rappresentano invece un duro colpo per gli operatori via cavo come Comcast e AT&T che speravano di poter continuare a utilizzare come meglio credevano gli strumenti di gestione del traffico per bloccare i contenuti che, secondo loro, occupano troppa banda e creano problemi di congestione delle reti.

Tecniche spesso utilizzate per bloccare illecitamente l’accesso a siti di file sharing.

 

La FCC non intende applicare le regole attualmente in vigore per le telecomunicazioni a internet – anche per scongiurare azioni legali da parte degli operatori – ma imposterà “limiti significativi per evitare di oltrepassare le proprie funzioni” e vorrebbe inoltre cambiare la classificazione dei fornitori di servizi di banda larga facendoli ricadere nel cosiddetto “Title II“, ovvero considerandoli a tutti gli effetti “servizi di telecomunicazione”.

 

La FCC ha infatti mantenuto finora un approccio ‘light’ alla regolamentazione di internet e, se i content provider richiedono interventi più incisivi, gli operatori tlc temono invece che l’applicazione di regole ormai inadatte ai tempi potrebbero costringerli a spese eccessive a tagli occupazionali.

 

La decisione della FCC fa seguito a una sentenza che, in effetti, limita i poteri dell’Autorità in fatto di net neutrality: la FCC, hanno spiegato i giudici, non ha la competenza di stabilire se gli operatori possano o meno limitare il traffico internet sulle loro reti. Il caso era stato sollevato dall’operatore via cavo Comcast, sanzionato dall’Authority per aver bloccato l’accesso al sito peer-to-peer BitTorrent.

 

Markham Erickson direttore esecutivo della Open Internet Coalition, un gruppo che rappresenta Google e altri content provider, ha affermato che la decisione della FCC assicura che “la scelta dei consumatori e l’innovazione nella banda larga ricevano le protezioni di cui questa essenziale infrastruttura di comunicazione ha bisogno”.

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