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Donne e Tv: i promotori della campagna in audizione alla Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai

Italia


Si è svolta ieri, presso la Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai, l’audizione sul Contratto di Servizio Pubblico dei  rappresentanti dell’ “Appello Donne e Media”. 

La delegazione, guidata da Gabriella Cims , promotrice dell’Appello, ha visto la partecipazione di  Mirella Ferlazzo , presidente del Comitato pari opportunità del Ministero dello Sviluppo Economico, Donatina Persichetti, Coordinatrice della Conferenza Presidenti Organismi Parità Regionali,  Raffaele Barberio , Editore di key4biz e della campagna Donne e TV,  Elisa Manna , Responsabile delle Politiche Culturali CENSIS,  Flavia Barca , Coordinatrice dello IEM-Fondazione Rosselli,  Maria Moreni , Coordinatrice Etic Media, Teresa Chironi, Presidente del CPO ENEA, Graziella Rivitti, CPO Ministero dello Sviluppo Economico-Comunicazioni.
Nel ringraziare tutta la delegazione per  il lavoro svolto, il presidente della Commissione, Sergio Zavoli, ha evidenziato che “…la questione di una migliore rappresentazione della figura femminile nel servizio pubblico, è un obiettivo su cui il lavoro della Vigilanza intende prestare particolare attenzione“.


Gabriella Cims ha ricordato che “…l’Appello Donne e Media è un’iniziativa che in pochi mesi ha raccolto oltre 700 sottoscrizioni di rappresentanti del mondo universitario, scientifico, imprenditoriale, culturale e dell’associazionismo, su ben precisi obiettivi e altrettanto chiare proposte, a partire proprio dal servizio pubblico“. “Poiché – ha sottolineato la Cims – una rappresentazione stereotipata e quindi circoscritta del ruolo reale che le donne svolgono nel nostro Paese è un problema che non riguarda solo l’identità femminile ma è una diminutio per l’intera società”.

Illustrando nel merito le proposte, Gabriella Cims ha dichiarato che “…oggi, in Vigilanza, prosegue il percorso di attenzione già avviato dai tecnici che hanno lavorato al testo odierno, recependo la gran parte delle proposte avanzate dal nostro Appello e dunque, in tal direzione, proponiamo che si possa inserire nei Principi Generali, all’articolo che riguarda l’oggetto del contratto, anche un comma ad hoc per ‘promuovere un nuovo corso nell’impiego della figura femminile, nel pieno rispetto della dignità culturale e professionale delle donne’ “. Inoltre, la promotrice dell’Appello ha sensibilizzato i membri della Commissione affinché nella programmazione televisiva per i minori si possano “promuovere modelli di riferimento, femminili e maschili, egualitari e non stereotipati, poiché è sulle nuove generazioni che occorre concentrare l’attenzione se si vuole avviare un’evoluzione culturale, per una più realistica percezione del femminile”.

Donatina Persichetti, che a nome degli organismi regionali di parità aveva inviato al governo una lettera di sostegno alle iniziative dell’Appello, ha illustrato l’opportunità di inserire nel testo del contratto triennale, nell’ambito della qualità dell’offerta, la previsione che il servizio pubblico debba attenersi ad “altri analoghi codici che dovessero essere emanati nel triennio di vigenza“, anche i vista del confronto che si avvierà in merito ad un codice deontologico condiviso, a somiglianza degli strumenti già adottati dagli altri paesi europei.

Infine, Mirella Ferlazzo , ricordando l’attenzione affatto formale che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rivolto alle iniziative promosse dall’Appello, con i due messaggi inviati, a febbraio e la scorsa settimana, ha infine puntualizzato che, nell’offerta televisiva, sarebbe utile inserire tra i programmi “…trasmissioni idonee a comunicare la pubblico una più realistica rappresentazione del ruolo che le donne svolgono, in adempimento di quanto indicato dai principi costituzionali“.

I membri della Commissione si sono riconosciuti quindi nelle parole del presidente Sergio Zavoli e hanno esternato il loro apprezzamento per l’attenzione che le iniziative dell’Appello Donne e e TV hanno acceso sulla necessità, così sentita da più parti della società civile, di una miglior rappresentazione delle donne che nascono, crescono e si impegnano nel nostro Paese, dando un grande contributo di crescita alla società.

  

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