Caso Sky. Romani vuole rincontrare Almunia: ‘Tv locali spaventate da possibile ingresso di un incumbent nel digitale terrestre’

di Raffaella Natale |

Francesco Di Stefano (Europa 7): 'Noi siamo in ritardo di 11 anni, perché Sky dovrebbe arrivare con un anno di anticipo?'.

Italia


Paolo Romani

Il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, ha chiesto un nuovo incontro al commissario europeo alla Concorrenza Joaquin Almunia da tenersi a conclusione del market test avviato dall’Antitrust Ue per valutare la richiesta di Sky di un ingresso anticipato sul digitale terrestre.

Lo ha annunciato oggi lo stesso Romani, ribadendo che a suo giudizio gli impegni presi dalla piattaforma satellitare con l’Europa – che le impediscono di entrare nella Dtt come operatore di rete o fornitore di contenuti pay prima del 2012 – “devono rimanere quelli di oggi”.

 

“Ho mandato una lettera ad Almunia per chiedere un secondo incontro – ha spiegato Romani a margine della presentazione dell’accordo tra il governo ed Europa 7, che consentirà all’emittente di Francesco Di Stefano di iniziare a trasmettere a giugno – dopo il primo tenutosi nei giorni scorsi, molto garbato e dall’esito largamente favorevole. Mi auguro che, alla fine del market test avviato dall’Europa, al quale tutti gli operatori hanno risposto, questo secondo incontro tra Almunia e me possa essere risolutivo a chiarificatore, ferma restando la nostra posizione in base alla quale gli impegni presti da Sky devono rimanere quelli di oggi’.

 

A chi intravede un ennesimo fronte di scontro tra Sky e Mediaset, Romani ci ha tenuto a sottolineare che “si tratta di un contenzioso tra Sky e il mercato italiano: tutti gli operatori sono preoccupati, le tv locali sono spaventatissime all’idea di un ingresso anticipato di Sky sul digitale: sarebbe un altro incumbent che entra in un mercato che inizia ad avere un suo equilibrio’.

 

Una volta che la Ue avrà sciolto la riserva, potrà finalmente partire la gara per l’assegnazione del dividendo digitale: “Per varare il disciplinare del beauty contest stiamo aspettando il regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni – ha spiegato Romani – che ha qualche rallentamento perché forse si sta aspettando la definizione dell’intempestiva richiesta di Sky di entrare anticipatamente nel digitale terrestre”.

 

Anche Francesco Di Stefano si è detto contrario a un ingresso anticipato del gruppo di Murdoch sul mercato del digitale terrestre: “Noi siamo in ritardo di 11 anni, perché Sky dovrebbe arrivare con un anno di anticipo?”.

 

In base agli impegni presi con Bruxelles nel 2002, ai tempi della fusione tra Stream e TelePiù, Sky Italia non può trasmettere la pay tv su altre piattaforme prima del 2012. La tv di Rupert Murdoch ha chiesto alla Ue di anticipare il suo sbarco sul digitale terrestre, per poi poter partecipare all’asta per le frequenze ancora disponibili. Una decisione da parte della Commissione Ue è attesa già per la metà di aprile.

 

Il viceministro ha respinto le argomentazioni secondo cui il mercato è oggi cambiato rispetto al 2002, quando gli impegni di Sky Italia con l’Ue sono stati siglati: “Da un certo punto di vista, guardando a quello che stava alla base degli impegni di Sky, il mercato è peggiorato, non è migliorato”.

 

Ieri il Financial Times in un editoriale firmato da Paul Betts ha scritto che il governo italiano sta mettendo in campo dei “trucchi” per condizionare la decisione dell’Europa: “Mediaset e Rai, la tv di stato su cui il governo Berlusconi esercita una controllo ‘de facto’, hanno puntato sulla prosecuzione dell’accordo stretto da Sky con Bruxelles che le impediva di entrare nel digitale terrestre fino al 2012′.

 

Il viceministro ha subito smentito “categoricamente l’intenzione di agire ignorando le indicazioni della Commissione europea in merito al mercato televisivo digitale terrestre”.

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