Dtt. Romani smentisce le indiscrezioni sul caso Sky: ‘Gravi falsità da giornalisti prezzolati’. Dalla Ue ancora nessuna decisione

di Raffaella Natale |

Unione Europea


Paolo Romani

Troppo rumore intorno a Sky: dalla stampa arrivano notizie ‘infondate’ secondo cui il viceministro Paolo Romani sarebbe volato a Bruxelles per incontrare nuovamente il Commissario Ue alla Concorrenza, e ancora che l’Agcom avrebbe espresso alla Commissione un giudizio positivo sull’eventuale ingresso del gruppo di Murdoch nel digitale terrestre prima del 31 dicembre 2011, data imposta dall’Antitrust all’epoca della fusione Stream-TelePiù.

Sta di fatto che, sul caso Sky, non c’è ancora nulla di concreto. Solo parole, ipotesi, ma nessuna decisione.

 

Rai e Mediaset  senza esitazioni hanno detto all’Agcom di no a uno sconto a Sky sulle limitazioni operative.

Secondo MF, il direttore generale della Tv pubblica, Mauro Masi, avrebbe scritto al Commissario Ue alla Concorrenza, Joachin Almunia, e al responsabile della direzione generale Alexander Italianer, per informare che “Con riserva di esporre le proprie valutazioni in maniera compiuta Rai sottolinea sin d’ora l’importanza cruciale che questo impegno riveste, sia per garantire un minimo di concorrenza potenziale nei confronti della posizione ancora super dominante di Sky, sia per evitare il rischio di trasferimento ed estensione del suo potere economico in altri mercati”.

 

In occasione della presentazione del bilancio 2009, Fedele Confalonieri ha sottolineato che “…in compagnia di tutti gli altri operatori tv noi diciamo che non ci sono cambiamenti tali sul mercato che consentano al monopolista satellitare di acquisire le scarse frequenze di trasmissione, già insufficienti per gli operatori attuali”.

“In più – secondo il presidente di Mediaset – nessun operatore tv è riuscito a scalfire il monopolio Sky sul satellite come invece la Commissione europea auspicava accadesse. L’unica alternativa alla posizione stradominante di Sky nella pay tv siamo noi di Mediaset e Dahlia Tv e fa riflettere che utilizziamo le frequenze che ora Sky rivendica a sé”.

 

La novità, per Repubblica, sarebbe invece la risposta dell’Autorità: sì alla possibilità per Sky di acquisire fin da ora frequenze terrestri, ma solo per trasmettere canali in chiaro. Per i canali a pagamento il limite resterebbe quello attuale del 2011. Ma c’è un altro aspetto da evidenziare, in quanto se Bruxelles dovesse adottare la posizione espressa dall’Agcom, si verificherebbe un contrappasso nei confronti del viceministro per le Comunicazioni, che è in ritardo nell’indizione del beauty contest per l’assegnazione delle cinque frequenza tv liberate dal passaggio al digitale terrestre, come richiesto dall’Unione europea.

 

Ieri intanto Romani ha smentito l’articolo uscito su Repubblica nel quale si ricostruisce la presunta opposizione dello stesso viceministro alla partecipazione di Sky alla prossima asta per le frequenze nonostante il parere favorevole della Ue. Nello stesso articolo si parla anche di un incontro, sulla vicenda, con il Commissario Ue Joaquin Almunia.

 

Riguardo alle dichiarazioni del giornale, Romani ha detto che “Sono false, gravi e ridicole le parole contenute nel articolo pubblicato su La Repubblica“.

“Non ho mai affermato – ha sostenuto il viceministro – né privatamente né  ufficialmente, né tantomeno al Commissario europeo per la Concorrenza Almunia , che decido io rispetto ad una procedura, la gara di assegnazione del dividendo digitale, che è regolata da una delibera dell’Agcom, delibera che d’altronde ancora non è stata presa dall’Autorità. L’assurda affermazione poi secondo cui avrei intenzione di non fare del tutto la gara mettendo a repentaglio la chiusura della procedura d’infrazione è smentita dal lavoro di questo anno e mezzo e dall’impegno profuso nel concordare con l’Europa i due presupposti fondamentali per chiudere definitivamente la procedura d’infrazione: l’individuazione delle 5 frequenze per il digitale terrestre ed una ulteriore per il DVB-H del dividendo digitale e appunto la messa a gara delle stesse. Non è certo per nostra volontà che ancora non si è proceduto con la gara di assegnazione del dividendo”.

 

“Non sarebbe certo nel mio stile né tantomeno confacente ai miei impegni istituzionali – ha proseguito Romani – l’arroganza della frase riportata dal giornalista e ne ribadisco la falsità. Totalmente inventata è inoltre la notizia di un secondo incontro con il Commissario Almunia. Vorrei specificare, infatti, che l’unico incontro, da me richiesto e concessomi subito dal Commissario europeo per la concorrenza Almunia , si è tenuto il 2 marzo ed era volto a significare la posizione del governo e le preoccupazioni del mercato radiotelevisivo nazionale e locale su una decisione, sollecitata dalle pressioni di un unico operatore, che sconvolgerebbe il mercato del digitale terrestre. Successivamente è stata indetta la consultazione pubblica, chiusa nei giorni scorsi, dalla quale, a quanto mi risulta, è emersa una posizione, pressoché unanime di tutti gli operatori, fortemente orientata verso la netta contrarietà all’ingresso sul mercato del digitale terrestre di un soggetto statunitense monopolista del mercato satellitare e della pay tv”.

 

“Al momento – ha concluso Romani – non mi risulta sia stata presa alcuna decisione in merito da parte dell’Europa e non vorrei dover pensare che nella costruzione di tanto gravi falsità da parte di qualche giornalista prezzolato vi sia un’intenzione di influenzare tale decisione, altro che conflitto d’interessi”.

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