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Privacy. I consumatori scrivono al Commissario Kroes:  ‘Esecutivo Ue agisca sui database illegali’

Italia


In una lettera indirizzata oggi al Commissario europeo per l’Agenda Digitale Neelie Kroes, Adusbef e Federconsumatori chiedono di intervenire presso le Autorità italiane affinché non sia ulteriormente prolungata la norma sull’utilizzo delle banche dati ad uso commerciale, già considerata dalla Commissione stessa contraria alle norme europee di tutela della privacy, previste dalla direttiva 2002/58.

 

Inizialmente prevista dal decreto Milleproroghe del 27 febbraio 2009, la norma in violazione “permette l’utilizzo a fini commerciali dei dati personali inclusi negli elenchi pubblici e che sono stati creati senza aver previamente informato l’utilizzatore circa l’obiettivo degli elenchi stessi, nonché senza il loro esplicito consenso per un utilizzo a fine di operazioni di marketing”.

 

La Commissione europea, lo scorso 28 gennaio, era già intervenuta presso il Governo italiano, aprendo una procedura d’infrazione a seguito dell’adozione finale del decreto legge 135/09, che estendeva per un periodo di sei mesi – fino al 25 maggio 2010, la norma in violazione. I termini previsti dalla procedura prevedono che il governo dovrebbe rispondere entro il 28 marzo.

 

Nella lettera delle due Associazioni si legge, ancora, che “i consumatori italiani sono esposti a continue e serie violazioni del loro diritto alle privacy, poiché sono stati e sono tuttora oggetto di numerosissime chiamate non richieste a fini commerciali”.

 

Il rilievo portato all’attenzione della Commissione europea esprime anche seria preoccupazione rispetto “al passaggio dal sistema opt-in verso quello opt-out” previsto sempre dal decreto 135/09. Tale cambiamento richiederebbe cioè ai consumatori di esprimere il dissenso all’uso dei propri dati altrimenti utilizzabili a fini commerciali, mentre con il sistema vigente questi possono essere usati solamente dietro autorizzazione preventiva.

 

Secondo i consumatori una simile modifica comporterebbe un evidente deterioramento della protezione dei consumatori. Le due Associazioni sono infatti preoccupate circa l’efficacia del meccanismo di opt-out nel proteggere i consumatori italiani. “Inoltre, ad oggi, non sono state loro fornite informazioni sul cambiamento del sistema, né sul suo funzionamento”.

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