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Editoria: Mondadori premiata dagli analisti dopo virata su eBook e digitale terrestre. ‘La nebbia comincia a diradarsi’

Italia


Mondadori in evidenza all’indomani della pubblicazione dei conti del 2009. in mattinata i titoli della casa editoriale salivano del 3,3% attestandosi a 2,95 euro. Ieri la società ha fatto sapere di aver chiuso l’anno passato con un fatturato consolidato di 1,54 miliardi (-15,3% rispetto al 2008, -9,2% a perimetro costante) e un utile netto a 34,3 milioni (-64,7%). Il margine operativo lordo è calato del 34,3% a 133,1 milioni mentre la posizione finanziaria netta è migliorata di 117,4 milioni a 372,9 milioni.

 

Gli analisti di Chevreux, alla luce dei conti 2009 e delle indicazioni sul 2010, hanno alzato la raccomandazione sulle Mondadori da ‘sell’ a ‘underperform’.

 

L’amministratore delegato, Maurizio Costa, ha fatto trapelare un certo ottimismo, affermando in un’ampia intervista a Il Corriere della Sera che la società è fiduciosa sul 2010, anche se “è presto per dire che è tornata la primavera“.

Il settore tradizionale continuerà a crescere: “sento troppi de profundis per il settore tradizionale”. L’annus horribilis dell’editoria è alle spalle anche se la pubblicità riparte a fatica, il core business rimane lo stesso con un taglio di costi e progressiva riduzione del personale.

Secondo il manager il 2010 potrebbe “contribuire a far diradare un po’ di nebbia, soprattutto nel business del digitale”.

Aggiungendo: “Il 2010 è l’anno della svolta e del darsi una bella mossa e chi lo farà avrà un bel vantaggio perché ci sarà la selezione della specie. Per questo contiamo di fare un’operazione di apertura del mercato: in ottobre, per precedere la stagione natalizia, sbarcheremo sul segmento degli eBook con 400 novità e 800 bestseller degli ultimi anni”.

 

La nuova frontiera, aperta già negli Stati Uniti, secondo il manager italiano sarà appunto l’eBook: “Per questo mercato gli Usa stimano un +20% nei prossimi 4-5 anni. Per noi sarà un +10%. Ma noi partiamo sostanzialmente da zero”. “Noi non faremo accordi di esclusiva con nessuno. Ci sarà una biblioteca digitale in cui inseriremo in prospettiva tutti i libri“.

 

L’investimento sarà importante: quello tecnologico sarà di 1 milione di euro, limitato dal fatto che il gruppo dispone di molti titoli già in formato digitale, mentre quello per il lancio pubblicitario e di marketing non viene per ora quantificato, ma sarà certamente superiore.

 

L’offerta eBook di Mondadori sarà disponibile per tutte le piattaforme elettroniche, dall’esistente iPad fino ai supporti di prossima uscita di Samsung e Sony, “compresa l’idea di Telecom Italia annunciata da Bernabè“, sottolinea Costa.

A regime il costo sarà prossimo a un libro tascabile, qualcosa meno di 10 euro, ma con il lancio promozionale sarà verosimilmente inferiore.

 

Ma il gruppo di Segrate sta anche studiando un canale televisivo per il digitale terrestre “sui temi fashion e moda”, che sarà pronto entro la fine dell’anno. Alla domanda se entrerà nel bouquet di Mediaset premium, Costa sorride e non risponde.

Guardando agli altri business del gruppo editoriale Costa si è detto aperto alla possibilità di acquisizioni nel settore radiofonico.

“La radio è un’area in cui vogliamo crescere anche se dobbiamo risolvere alcuni temi” e vogliamo “fare un salto e avvicinarci alla soglia dei 3 milioni di ascoltatori”. Tra le ipotesi “c’è anche quella della crescita non di tipo organico”.

 

In ogni caso, il futuro del digitale sarà più sull’educational che non sul trade. L’investimento per la scuola “sarà più importante strategicamente“.

Costa ha precisato che la scolastica “avrà un grandissimo peso anche prospettico” e sarà “una delle aree a più alto potenziale e valore aggiunto”. “Per ora – ha proseguito Costa – cerchiamo di interpretare le indicazioni che a volte arrivano, anche confuse, da chi dovrebbe darle sui libri di testo. Credo che il digitale sia una proposta che dia valore aggiunto agli studenti“. Il manager ha infine precisato che “sulla scolastica non abbiamo alcun dossier che stiamo esaminando”, anche se “piccole acquisizioni saranno meno probabili perché più faticose”.

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