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Fibra ottica: solo Italia e Francia nella classifica dei Paesi G-20 più avanzati. La Ue arranca dietro Asia e Nord America

Mondo


È la Corea del Sud il paese più avanzato al mondo in termini di penetrazione della fibra ottica FTTH (fiber to the home), mentre arrancano molte delle economie avanzate del G-20.

Secondo l’ultimo rapporto dell’FTTH Council, la fibra ottica continua a guadagnare sempre più utenti: solo nella seconda metà del 2009 sono state oltre 6 milioni le nuove linee attivate e la Corea è stato il primo paese a superare la soglia del 50% di famiglie collegate alla banda larga tramite FTTH (cioè dispongono di un collegamento in fibra ottica per la connessione dell’ultimo miglio).

L’ultimo rapporto dell’FTTH Councils, include, per la prima volta, la classifica dei paesi del G-20, che presenta non poche sorprese: soltanto 7 Paesi tra i 20 più avanzati del mondo, hanno registrato progressi nello sviluppo delle reti FTTH, che il consiglio definisce come “l’unica infrastruttura tlc a prova di futuro e in grado di soddisfare le esigenze di connettività dell’economia e della società”.

Mentre Asia e Nord America sembrano orientate su uno sviluppo intensivo della fibra ottica, di segno opposto la direzione dell’Europa, dove pure, negli ultimi sei mesi del 2009 si registrata una crescita del 19% degli utenti, per un numero di utenti totale pari a 3,5 milioni (Russia inclusa) e 25 milioni di edifici connessi in modalità fiber-to-the-home.

In Europa, Russia esclusa, il 77% degli abbonati si concentra in sette Paesi: Svezia, Italia, Francia, Lituania, Norvegia, Olanda e Danimarca.

Nessun paese europeo, però, oltre a Francia e Italia che hanno raggiunto una soglia di penetrazione dell’1%, risulta tuttavia nel Ranking relativo al G-20.

La top 5 in termini di utenti include, dunque: Giappone, Cina, Corea del Sud, Usa e Taiwan, che rappresentano, complessivamente, il 90% degli utenti e sono gli unici paesi con più di un milione di abitazioni connesse in FTTH.

Il presidente dell’FTTH Council Europa, Karel Helsen, commentando i risultati dello studio, si è complimentato per l’attivismo dimostrato da molti Paesi Europei, come il Portogallo, la Repubblica Ceca e la Bulgaria e la Lituania – quest’ultima ha addirittura sorpassato Svezia e Norvegia piazzandosi al primo posto con una penetrazione del 18% – esprimendo però perplessità per la situazione dell’Unione Europea nel suo complesso e di alcune tra le maggiori economie del Continente.

Svezia, Norvegia, Slovenia e Lituania hanno tutte e 4 superato il 10% di penetrazione, il che è un traguardo importante per l’Europa, ma – nota Helsen – “Paesi come la Germania e il Regno Unito e, ovviamente, la Ue nella sua interezza stanno arrancando”.

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