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Fastweb. Parisi: ‘Pronti a investire in Ngn ma attendiamo piano Telecom’. Su BT interesse ma Tiscali resta fuori ‘radar’

Italia


Fastweb ha chiuso il 2009 con risultati sostanzialmente in linea con le previsioni date a inizio anno e prevede di continuare a crescere anche nel 2010.

 

Nel 2009 la società ha registrato un utile netto di 36 milioni di euro, contro l’utile di un milione realizzato nel 2008, e prevede per il 2010 un incremento di ricavi ed Ebitda di circa il 5%.

I ricavi 2009 sono in crescita a 1,853 miliardi di euro da 1,707 miliardi dell’anno precedente (+8,5%). La società, spiega in una nota, ha incrementato i clienti dell’11% rispetto alla fine del 2008.

 

“I risultati sono stati sostanzialmente in linea con le nostre attese“, ha commentato l’amministratore delegato Stefano Parisi. L’Ebitda si è fermato a circa il 98% dell’obiettivo di 560 milioni pronosticato dalla società, mentre i ricavi sono stati lievemente superiori.

La crescita dell’Ebitda è stata limitata dalla crescita dei costi dell’unbundling (ULL) e anche per il 2010 Parisi non prevede un aumento.

“Non penso ci saranno cambiamenti quest’anno”, ha ribadito Parisi riferendosi al calcolo del canone.

Nel solo quarto trimestre, l’utile netto di Fastweb è stato di 5,1 milioni di euro, in calo dai 12,6 milioni del terzo trimestre ma l’anno prima c’era una perdita netta di 12,2 milioni di euro in ottobre-dicembre.

 

L’indebitamento finanziario a fine 2009 è pari a 1,417 miliardi.

 

Riguardo a Telecom Italia, Fastweb dubita che abbia in programma investimenti nella rete di nuova generazione in fibra ottica, ma aspetta di vedere il piano industriale del gruppo guidato da Franco Bernabè.

Intanto rilancia l’idea di una rete aperta anche agli altri operatori del settore: “Nel 2010 è necessario prendere decisioni sulle regole e sulla struttura dei costi della Next Generation Network (NGN), in Italia e a livello europeo. Noi e gli altri operatori concorrenti a Telecom, come Wind e Vodafone, siamo pronti a sostenere la nostra posizione, sia presso l’Agcom che a Bruxelles. La NGN dovrà essere aperta e con la giusta struttura dei costi per permettere competizione e investimenti”.

“Non mi sembra che telecom sia pronta a fare un investimento nella NGN a breve, vista anche la situazione del gruppo. Comunque aspettiamo il piano industriale per vedere se prevedono investimenti”.

 

A una domanda sull’interesse di Fastweb per la divisione italiana di BT, Parisi ha risposto che “potrebbe essere una buona opportunità, come in passato Tele2 e Tiscali che abbiamo analizzato, anche se per il momento il problema non si pone dato che la società non è in vendita”, diversamente “analizzeremo il dossier”.

 

Il manager ha escluso invece un interesse per Tiscali: “E’ fuori dal nostro radar”.

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