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Ericsson in piena crisi: nuovi licenziamenti per il gruppo e le sue JV. Analisti ‘impressionati’ dal numero dei tagli

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Il 2009 è iniziato male e si chiude peggio per il fornitore svedese di infrastrutture per le tlc Ericsson che, dopo aver chiuso il 2008 in negativo e annunciato 5 mila nuovi licenziamenti, si appresta ora a concretizzarne di nuovi, circa un migliaio, con l’obiettivo di ridurre ancora di più i costi e potenziare la competitività in un mercato dai margini molto ristretti.

 

I tagli, ha chiarito la società, non rientrano nel piano di ristrutturazione da 1,4 miliardi di euro annunciato all’inizio dell’anno, e a farne le spese, di nuovo, saranno proprio i lavoratori svedesi: il gruppo chiuderà infatti l’impianto di Gavle, a nord di Stoccolma, mentre altri 90 posti verranno tagliati nello stabilimento di Boras.  Altri 4 mila tagli erano stati annunciati nel corso del 2008.

 

Gli analisti, già estremamente preoccupati per la situazione economica di Ericsson, si sono detti ‘impressionati’ dal numero di licenziamenti del vendor svedese, che non è fin qui riuscito a sostenere il peso dei più dinamici concorrenti asiatici.

“Dobbiamo ridurre la forza lavoro in produzione – ha detto un portavoce – perché la quantità di lavoro richiesta per i nostri prodotti è diminuita e stiamo diventando più efficienti”.

 

I risultati del terzo trimestre 2009, tuttavia, hanno mostrato un’altra storia, evidenziando la debolezza del gruppo su tutta la linea: i ricavi sono scesi del 6% a 46,4 miliardi di corone, mentre l’utile netto è crollato del 71,5% a 810 milioni di corone (79 milioni di euro), nettamente inferiore alle previsioni degli analisti, soprattutto per effetto delle difficoltà delle società Sony Ericsson e St-Ericsson.

 

E anche le due joint venture – la prima attiva nel settore dei telefonini, la seconda nei semiconduttori – hanno annunciato pesanti ristrutturazioni.

Sony Ericsson ha subito un netto calo nelle vendite e ha chiuso il terzo trimestre del 2009 con una perdita lorda di 199 milioni di euro, in netto peggioramento rispetto ai -23 milioni del terzo trimestre 2008.

I ricavi sono scesi a 1,619 miliardi da 2,820 dello stesso periodo del 2008, mentre i 14,1 milioni di cellulari venduti fanno registrare una flessione del 45% rispetto allo scorso anno, con un prezzo medio di vendita sceso da 122 euro del secondo trimestre a 114 euro.

Con l’obiettivo di proseguire nell’allineamento delle attività alla realtà del mercato e di ritornare al profitto al più presto possibile, il gruppo ha quindi annunciato un’ulteriore programma di contenimento dei costi – altri 2 mila licenziamenti – volto a una riduzione annuale delle spese operative di 400 milioni di euro, che proseguirà fino alla metà del 2010.

 

A gennaio, la compagnia aveva annunciato un ulteriore taglio dei costi di 180 milioni, dopo i 300 milioni di risparmi e i 2 mila licenziamenti annunciati a luglio.

 

Non va meglio nel settore dei semiconduttori: la neonata joint venture ST Ericsson – creata a febbraio dal produttore italo-francese STMicroelectronics e dalla svedese Ericsson – aveva già annunciato ad aprile un piano di contenimento dei costi che prevedeva il licenziamento di 1.200 persone (su un totale di 8 mila dipendenti) a fronte del rallentamento della domanda e ha annunciato all’inizio di questo mese il taglio di altre 600 posizioni per raggiungere risparmi annui di 115 milioni di dollari.

 

Secondo l’ad di Sony Ericsson Dick Komiyama, il 2009 si chiuderà in negativo – con una contrazione pari ad almeno il 10% a causa della perdurante debolezza dell’economia a livello globale.

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