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Digitale terrestre: ‘Cielo’ grigio. Il Ministero replica a Sky, ‘Per il nuovo canale si attende il parere Ue. Decisione entro l’anno’

Italia


Nessuna messa in onda per Cielo, il nuovo canale di Sky Italia che doveva partire oggi. La società ha spiegato che manca l’autorizzazione necessaria dal ministero delle Comunicazioni a trasmettere sul digitale terrestre.

 

Ma in una nota, il Ministero ha precisato che, con riferimento alle comunicazioni in video da parte di Sky relative all’autorizzazione alla diffusione del canale Cielo, il comunicato apparso oggi in video sul canale 129 della Pay TV “contiene una serie di errori formali e sostanziali su una vicenda avente valenza esclusivamente amministrativa, gestita con assoluta correttezza e trasparenza dal ministero”.

In detto comunicato, riservato, è bene sottolineare, esclusivamente all’utenza atta alla ricezione del segnale televisivo via satellite, viene esplicitamente detto che il canale Cielo non può trasmettere perché privo dall’autorizzazione da parte del ministero.

L’affermazione – spiega la nota – “è palesemente non veritiera in quanto il canale in questione, per espressa ammissione della stessa società Sky, è regolarmente munito della prescritta autorizzazione per la trasmissione televisiva via satellite, del cui rilascio è peraltro competente l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e non il Ministero. Ciò significa che qualora l’operatore Sky avesse realmente l’intenzione di trasmettere il canale in questione, i suoi utenti potrebbero fruire tranquillamente e in qualsiasi momento della sua visione.

La presa di posizione diffusa a mezzo televisivo sembra avere inoltre contenuti denigratori per l’intera amministrazione italiana, cui l’azienda, nel doveroso rispetto della legislazione nazionale vigente, si è dovuta rivolgere”.

 

Per quanto attiene alla trasmissione di Cielo in chiaro sul digitale terrestre, in ordine al quale la prescritta autorizzazione è sì di competenza del ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le comunicazioni, si rende noto che in data 2 novembre Sky Italia ha presentato alla Direzione Generale servizi di comunicazione elettronica del Dipartimento per le comunicazioni una richiesta di autorizzazione per la diffusione in chiaro di Cielo, destinato alla diffusione in tecnica digitale su frequenze terrestri.

Si fa peraltro presente – dice il ministero –  che ai sensi dell’articolo 2, comma 9, del regolamento relativo alla radiodiffusione terrestre in tecnica digitale, reso con delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 435/01/CONS, il Ministero è tenuto al rilascio del prescritto titolo abilitativo entro il  termine di 60 giorni, peraltro estensibile di ulteriori 30 in caso di necessità istruttorie, coincidente quindi nella fattispecie con la data del 1° gennaio 2010; per trasmettere dal 1° dicembre il canale in chiaro sulla piattaforma digitale terrestre la società avrebbe pertanto potuto cautelativamente richiedere l’autorizzazione in data largamente antecedente al suo inoltro del 2 novembre”.

 

Nel corso dell’istruttoria si è valutata anche la coerenza dell’ammissibilità della richiesta e della legittimità alla diffusione del canale alla luce dei vincoli enunciati dalla decisione della Commissione europea del 2 aprile 2003 con riferimento agli impegni della fusione Stream / Telepiù.

In data 12 novembre il viceministro Paolo Romani, prima di assumere qualsiasi determinazione in merito alla richiesta autorizzazione e in coerenza con i principi di leale cooperazione tra Autorità nazionali e Istituzioni europee, ha, pertanto, chiesto un chiarimento al riguardo con una lettera inviata alla Commissaria europea alla concorrenza. Con una nota della Direzione Generale del 18 novembre, la società Sky è stata informata della circostanza che in ordine alla richiesta di autorizzazione relativa al canale Cielo, erano stati ravvisati aspetti meritevoli di approfondimenti da concludersi, fatte salve le relative risultanze, entro il termine di 60 giorni prescritto per il rilascio del titolo abilitativo.

 

“A seguito delle anticipazioni a mezzo stampa – conclude la nota – che davano per imminente la trasmissione del canale (il 1° dicembre) anche sul digitale terrestre, con una lettera di cortesia del 27 novembre, gli uffici del viceministro Romani hanno comunicato a Rete A, operatore di rete del multiplex digitale terrestre su cui il nuovo programma avrebbe dovuto essere diffuso, che il canale Cielo non poteva essere trasmesso su frequenze in digitale terrestre in pendenza del procedimento di rilascio della prescritta autorizzazione. Con analoga missiva e in pari data, comunque successiva alla citata comunicazione della Direzione Generale del 18 novembre, la situazione è stata ribadita ancora una volta alla società Sky Italia”.

 

Dispiacere” e “sorpresa” perché “la burocrazia rallenta un’opportunità“, ma anche certezza di avere “tutte le carte in regola“.

Così Riccardo Chiattelli, responsabile programmazione e promozione on air di Cielo, ha commentato il rinvio della partenza.

“Abbiamo presentato la nostra richiesta agli inizi di novembre – ha ammesso – ma per prassi nei casi precedenti, in assenza di anomalie, l’ok è arrivato nel giro di due-tre settimane. Non a caso dall’Agcom il via libera per il è e’ arrivato entro dieci giorni. Abbiamo tutte le carte in regola, eppure il ministero ci ha chiesto di utilizzare tutti e 60 i giorni previsti.”

 

Approfondimenti? “Non ce ne sono stati chiesti”.

 

“Ci dispiace e ci sorprende un po’ il fatto che in un momento di grande esposizione del digitale terrestre e di grandi investimenti chiesti anche alla gente per rinnovare le modalità di fruizione della tv, una nuova proposta non sia stata valorizzata quanto avremmo sperato. E ci dispiace anche alla luce del fatto che, stando a quanto leggiamo, altre realtà sono in onda pur avendo problemi di autorizzazione“.

 

Il riferimento è ai canali di RaiSat, che sarebbero stati messi in onda sul Dtt senza specifica autorizzazione, e a quelli di Mediaset Premium, che sarebbe stato autorizzati come entità di servizio, prive di contenuti editoriali in senso stretto.

Dopo una campagna di lancio orientata sul primo dicembre, a Cielo hanno pensato di informare il pubblico invitandolo a chiedere chiarimenti al ministero: “Ci è sembrato giusto – ha aggiunto Chattelli – dare le uniche informazioni che abbiamo, senza alcun intento polemico. Siamo comunque prontissimi a partire: aspettiamo fiduciosi che l’autorizzazione arrivi, anche per non disperdere tutto il lavoro e la passione che News Corp ha messo in questa nuova avventura, per di più in un mese importante di lancio che coincide con il periodo di Natale”‘.

 

News Corp aveva annunciato nelle settimane scorse il progetto del nuovo canale in chiaro. Un’operazione che aumenterà la concorrenza con la Rai e Mediaset, anche se il Ceo Devey ha sottolineato: “Temiamo tutti i nostri concorrenti perché sono lì da generazioni ma per fortuna il pubblico dei maggiori concorrenti è più vecchio di quello a cui puntiamo noi”.

Il direttore di Cielo ha comunque ricordato che il telespettatore medio “di Canale 5 ha 48 anni e quello di Raiuno 56″ .

E poi, ridendo, ha aggiunto: “Non credo che manderemo fallita Mediaset. Ma stiamo chiaramente studiando tutti i dati di ascolti dei concorrenti per inserirci nei ‘buchi’ di quella parte della domanda che non trova risposta nell’attuale programmazione generalista”.

 

Da Sky si tiene comunque a rimarcare che la nuova emittente sarà del tutto indipendente dalla Pay TV. Un argomento sul quale è intervenuto anche l’amministratore delegato Tom Mockridge che, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha precisato che Sky non trasmetterà sul digitale terrestre: “Anche oggi se potessimo disporre dell’intera banda di frequenze del digitale terrestre, non basterebbe comunque a ospitare i nostri canali in alta definizione. Crediamo che il satellite sia, e resterà a lungo, uno dei sistemi di distribuzione migliori”.

Aggiungendo che il digitale terrestre è comunque “un vantaggio per gli spettatori. Quanto alla performance di Sky, ne sono contento”

 

Rupert Murdoch è un osso duro e ha trovato l’escamotage per non farsi sfuggire l’opportunità offerta dal passaggio al digitale terrestre e attirare così anche quei telespettatori non disposti ad abbonarsi alla Pay TV.

Per il debutto nel panorama del digitale terrestre, Murdoch ha, infatti, bussato alla porta del Gruppo L’Espresso di Carlo De Benedetti, affittando capacità trasmissiva da Rete A. In base agli impegni assunti con l’Antitrust Ue all’atto della fusione Stream e Tele+ nel marzo 2003 (e in scadenza il 31 dicembre 2011), News Corp non può intraprendere in Italia attività nel digitale terrestre né come “operatore di rete” né come operatore di servizi televisivi a pagamento al dettaglio”: di qui la scelta di affittare frequenze per realizzare un canale in chiaro. Alla News Corporation Station Europe fanno già capo in Europa altri canali ‘free’: Fox Turkey, quinta rete turca per ascolti; in Bulgaria bTV, leader nella fascia 18-49 anni con una media del 35% (ma anche Radio CJ); Fox Serbia e le emittenti lettoni LNT e TV5.

 

Il nuovo canale sarà visibile da subito gratuitamente da 12 milioni di famiglie dotate di sistemi di ricezione per la Tv digitale terrestre. Ma la sua penetrazione aumenterà costantemente nell’arco dei successivi 18 mesi, per raggiungere nel 2012 l’intero territorio nazionale, non appena il processo di digitalizzazione sarà ultimato.

Proporrà un palinsesto generalista, con l’80% di prodotti inediti per la tv in chiaro: ci saranno diverse edizioni giornaliere di Sky Tg24 (in simul cast con il satellite), quiz, film, reality show, serial di acquisto (come Life on Mars) e produzioni italiane (come Donne assassine). Il nuovo canale beneficerà infatti dell’esperienza e delle infrastrutture di Sky Italia, nonché di alcuni programmi originali della piattaforma.

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