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‘Cielo’ scuro per Rai? Masi, ‘Sky è un nostro temibile concorrente che va trattato con determinazione’

Italia


Si torna a parlare di conti Rai sulla scia della notizia che il primo dicembre Rupert Murdoch lancerà ‘Cielo’, un canale free sulla tv digitale terrestre.

In un articolo pubblicato stamani su Affari e Finanza, supplemento economico settimanale della Repubblica, si analizza la crisi dei bilanci della Tv pubblica, alle prese con una pubblicità che non riparte e con un’assenza di strategia su quelli che sono i new media.

I numeri che circolano al settimo piano di Viale Mazzini, si legge nell’articolo, parlano di 50-70 milioni di euro di perdite a fine 2009, proprio quella cifra che corrisponde ai mancati introiti del contratto con Sky rescisso a fine luglio.

Per il 2010, anno di manifestazioni sportive molto costose come i Mondiali di calcio, si arriva a prevedere un rosso di 150 milioni.

Per quanto riguarda il bilancio, il direttore generale della Rai Mauro Masi sottolinea che “l’anno scorso fu in pareggio solo perché arrivarono i 60 milioni della Siae che sanavano una lite decennale tra questa società e la Rai”.

 

“Io mi sento forte. Io non ho commesso errori“, spiega Masi, che parla di un rapporto positivo con il presidente Paolo Garimberti e con il Cda, che ha “assicurato una serena maggioranza a tutte le delibere che ho presentato“.

In merito al mancato rinnovo con Sky Italia, Masi precisa che “Sky ci offriva 50 milioni per qualcosa che noi valutavamo 200″ .

“Poi adesso con ‘Cielo’, Sky non è più solo un editore satellitare. E’ un editore anche del digitale terrestre, è un produttore di fiction, è un procacciatore di abbonamenti e di spot. Insomma: Sky è un nostro diretto temibile concorrente che va trattato con determinazione. Avevo ragione io a rifiutare accordi al ribasso con questo soggetto. La mia è una scelta aziendale, non certo politica. Con Sky ho fatto un altro accordo, a riprova della mia serenità. Le cederemo i nostri film; ma senza clausole stringenti, daremo i film senza esclusive“.

 

Quanto alle nomine “che ho proposto sono orgoglioso. Minzolini è un giornalista che innova i linguaggi dell’informazione tv. Orfeo è arrivato al tg2 con il voto unanime dei consiglieri Rai. Ed è anche bello che una donna, Banca Berlinguer, sia approdata, al tg3″.

Su Rai Fiction il direttore in carica Del Noce “la guida bene. La cosa importante è rispettare il mandato. Deve garantire la qualità del prodotto a costi contenuti. Le finanze sono sotto pressione”.

 

Tornando a Sky, la recente operazione ha sicuramente fatto aggrottare la fronte a Masi e non solo.

Murdoch è un osso duro e ha trovato l’escamotage per non farsi sfuggire l’opportunità offerta dal passaggio al digitale terrestre e attirare così anche quei telespettatori non disposti ad abbonarsi alla Pay TV.

 

Per il debutto nel panorama del digitale terrestre, Murdoch ha, infatti, dovuto bussato alla porta del Gruppo L’Espresso di Carlo De Benedetti, affittando capacità trasmissiva da Rete A. In base agli impegni assunti con l’Antitrust Ue all’atto della fusione Stream e Tele+ nel marzo 2003 (e in scadenza il 31 dicembre 2011), News Corp non può intraprendere in Italia attività nel digitale terrestre né come “operatore di rete” né come operatore di servizi televisivi a pagamento al dettaglio”: di qui la scelta di affittare frequenze per realizzare un canale in chiaro. Alla News Corporation Station Europe fanno già capo in Europa altri canali ‘free’: Fox Turkey, quinta rete turca per ascolti; in Bulgaria bTV, leader nella fascia 18-49 anni con una media del 35% (ma anche Radio CJ); Fox Serbia e le emittenti lettoni LNT e TV5.

 

L’accordo per le frequenze di Cielo, come nota il Wall Street Journal, potrebbe ‘infastidire’ qualcuno in Italia data la rivalità di lunga data tra De Benedetti e Berlusconi.

Ma da Sky rispondono: “Siamo semplicemente noleggiatori di larghezza di banda. Si tratta solo di una relazione da cliente a cliente, non da azienda a azienda”.

 

“Ben venga l’arricchimento dell’offerta gratuita“, ha commentato Andrea Ambrogetti, presidente di DGTVi, il consorzio dei broadcaster coinvolti nel passaggio al digitale terrestre.

Con Cielo sale a 35 il numero dei canali gratuiti disponibili e si rafforza la nostra piattaforma: vedremo quale sarà il profilo editoriale del nuovo canale”.

 

Cielo porterà “più concorrenza in un settore attualmente dominato da Mediaset e Rai”, ha spiegato Gary Davey, chief operating officer di News Corporation Station Europe (divisione del gruppo News Corp) e general manager del nuovo canale. “Siamo convinti che Cielo si dimostrerà presto un altro investimento di successo per News Corporation in Italia, basato su un business plan realistico e vantaggioso in termini di costi”, ha detto ancora Davey, che si augura di raggiungere, “non appena lo switch-off sarà completato in tutta Italia, uno share vicino a quello dei due principali canali in chiaro che operano sul digitale, ovvero Boing e Rai 4″ .

Già al momento del lancio, Cielo raggiungerà un bacino di 12 milioni di famiglie, cioè oltre la metà della popolazione italiana.

 

Il nuovo canale  proporrà un palinsesto generalista, con l’80% di prodotti inediti per la tv in chiaro: ci saranno diverse edizioni giornaliere di Sky Tg24 (in simul cast con il satellite), quiz, film, reality show, serial di acquisto (come Life on Mars) e produzioni italiane (come Donne assassine). Il nuovo canale beneficerà infatti dell’esperienza e delle infrastrutture di Sky Italia, nonché di alcuni programmi originali della piattaforma.

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