BlogFest: Bernabè su Pacchetto tlc, ‘In gioco questioni fondamentali che necessitano dell’impegno di politica, università, imprese e giovani’

di Flavio Fabbri |

Italia


Franco Bernabè

Rinnovato l’appuntamento con il BlogFest di Riva del Garda (2 – 4 ottobre), evento che riunisce tutto ciò che gravita intorno alla blogosfera italiana e le community della rete più attive, compresi i popolari Facebook e Twitter. Una tre giorni di dibattiti, convegni, conferenze, installazioni, forum, concerti e giochi, all’insegna della condivisione della conoscenza e del confronto su temi riguardanti il futuro della rete e il ruolo dei blogger. La conferenza di apertura del BlogFest, presentata da Gianluca Nieri, ha visto la partecipazione eccezionale dell’Amministratore Delegato di Telecom Italia Franco Bernabè, per un incontro che già lo scorso anno aveva consentito al pubblico di Riva Del Garda di confrontarsi sul mondo di Internet, raccontando il web nelle sue evoluzioni presenti e future. “La blogosfera ritrova Franco Bernabè” è stato il titolo della conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2009 del BlogFest, ma anche l’occasione di tornare a parlare di ‘Italia Digitale’, di ecosistema digitale nazionale, comunità di professionisti, innovatori, ricercatori, imprenditori e appassionati, risorse intellettuali del paese che hanno bisogno di luoghi fisici in cui incontrarsi e ritrovarsi per lavorare insieme. Ed è proprio per questo che Telecom Italia ha dato vita nei mesi passati a tanti nuovi appuntamenti, dalle Venice Sessions a Roma Capitale Digitale, dall’Internet Saloon al recente Working Capital fiorentino.

 

Credere nella rete – ha affermato Franco Bernabè – significa valorizzare le tante soggettività che vi crescono all’interno, le progettualità vivaci che vi prendono vita e comprendere la loro esigenza primaria di trovare sostegno e risorse per sviluppare capacità e competenze“. Un impegno di Telecom Italia che si è concretizzato in diversi progetti in rete, come la stessa piattaforma web del Blogfest, ma anche il PhotoBlog di Jpeggy, realizzato con la collaborazione di Amaci (l’associazione musei d’arte contemporanea italiani). Esempi di nuove progettualità, di percorsi artistici e concettuali nuovi, sempre in evoluzione e frutto di collaborazioni di rete in formati inusuali e per questo avvincenti.

 

Ma come si presenta un progetto in rete?

 

Internet è un campo di definizione del concetto di lavoro molto particolare e difficile da fissare, serve tanta abilità, forza, competenza e tenacia. Fare business sul web implica avere le idee chiare e molta ambizione, ma da solo tutto questo non basta ovviamente: “Perché dall’altra parte – ha spiegato Bernabè – ci deve essere qualcuno pronto ad ascoltare, a comprendere le nuove forze emergenti dalla rete. Il nostro impegno è volto a costruire un ecosistema digitale anche in grado di favorire e supportare le sensibilità imprenditoriali più accentuate“. Ma l’Italia è pronta a costituirsi e ad immaginarsi come paese digitale? Gli ultimi dati non lo confermerebbero, visto che meno del 50% della popolazione utilizza Internet e solamente il 49% circa del nostro territorio è raggiunto da Internet veloce. Si aggiunga poi che la popolazione italiana sta invecchiando molto velocemente e il grado di alfabetizzazione informatica è troppo basso rispetto alle media degli altri Paesi europei. Secondo gli ultimi dati di Audiweb sono 23.558.000 gli italiani, dagli 11 ai 74 anni, che non hanno mai navigato, contro i 18 milioni di utenti che vi accedono almeno una volta alla settimana.

 

“La gente non usa il pc e non conosce Internet nelle sue potenzialità ed infinite utilità – ha detto l’ad di Telecom Italia – un problema enorme che va ad aggravare il nostro digital divide e il gap culturale con l’Europa”.

I dati che abbiamo a disposizione – ha continuato Bernabè – sono frutto di limitazioni di diversa natura, morfologiche, orografiche, territoriali e culturali. Quando si sono costruiti i quartieri delle città, ad esempio, nessuno ha mai pensato di accompagnare i progetti edilizi con altri in cui venissero predisposte reti di comunicazione efficienti e moderne e questo ha causato un disordine strutturale ad oggi non risolvibile. Ciò che abbiamo di fronte è un lungo processo di evangelizzazione della popolazione italiana e della sua classe dirigente“.

 

Telecom Italia e la televisione: un futuro da fornitore di contenuti?

 

Il canale televisivo La7, di cui Telecom Italia è proprietaria, negli ultimi anni ha cercato di proporsi come possibile terzo polo tra Rai e Mediaset, ottenendo nel mercato della pay tv e nell’IPTv discreti risultati: “Considerando le forze in campo – ha sostenuto Bernabè – raggiungere i 300mila abbonati è un risultato che ci conforta notevolmente rispetto alle altre realtà europee di Francia, Germania e Gran Bretagna. Un settore questo in cui la competizione con Rai e Mediaset è sempre molto difficile e che abbiamo deciso di affrontare non sul campo della fornitura di contenuti, ma realizzando una piattaforma IP aperta ai contributi degli altri operatori“. “La7 è un progetto bellissimo – ha continuato Bernabè – in cui abbiamo creduto e in cui crediamo, ma fare televisione generalista ha un costo, con una banda variabile tra 7 e 20 Mb in grado di fornire una copertura del territorio almeno del 60%. Un costo enorme che richiede impegni finanziari oculati“. Troppi soldi insomma e Telecom Italia, già alle prese con un risanamento pesante dell’azienda, è tutta impegnata invece in un processo di ammodernamento delle infrastrutture, nell’offerta di servizi efficienti e di qualità, nell’alfabetizzazione della popolazione italiana e nella lotta al digital divide: “Il nostro impegno principale, da noi più sentito – ha sottolineato l’ad – rimane sempre quello di essere vicini alla gente e assicurarci che nessuno rimanga indietro“.

 

Che succede sulla rete mobile?

 

La rete mobile è oggi la nuova frontiera del dibattito sulla neutralità. Si calcola che nel 2014 il 58% delle connessioni ad Internet avverrà via rete mobile. Ecco che evangelizzare e alfabetizzare rimangono obiettivi strategici a cui Telecom Italia si dedica non solo investendo in Internet, ma anche attraverso nuove piattaforme e nuovi servizi di rete mobile, come ad esempio i micropagamenti via Sms. Un servizio che l’attuale sistema regolatorio rende assolutamente proibitivo secondo Bernabè: “La concorrenza è alta e le banche non ripongono fiducia sul mercato, ritenuto troppo instabile e poco sicuro“. Una piattaforma di mPayment in evoluzione, anche grazie alle nuove Sim card e i più recenti sistemi NFC (Near Field Communication) in grado di migliorare l’efficienza del servizio di pagamento mobile, uguagliando i livelli eccellenti di altri Paesi come Israele e del Sud-est asiatico.

 

Bisogna diversificare e implementare i servizi di rete, avendo però ben chiaro che la rete mobile in Italia, nonostante l’alto livello di qualità e di innovazioni raggiunte, ancora soffre dei problemi prima enunciati, divisi tra territorio rurale e urbano: “Il 70% delle risorse di rete è utilizzato da un 20% circa di utenti – ha spiegato Franco Bernabè – e la rete fissa sembra assolutamente in grado di reggere i flussi di dati in crescita. Ciò che ci preoccupa è la rete mobile, nella misura in cui le celle non riescono a reggere le numerose connessioni e il peso del traffico. Aumentarne il numero non è al momento possibile, per vincoli di carattere finanziario, ambientale e legati all’inquinamento elettromagnetico. Serve una nuova ingegnerizzazione della rete per evitare una sua saturazione imminente“. Le connessioni alla rete sono ormai quasi tutte flat e ogni utente ha libero accesso alle sue risorse, bisogna però fare sempre attenzione al livello di conoscenza che la gente ha della tecnologia e dei dispositivi sul mercato.

 

Sollecitato da un intervento in platea di Stefano Quintarelli, (informatico, considerato tra i 30 imprenditori più innovativi in Italia), Franco Bernabè si è poi soffermato anche sul tema della giusta informazione e sulla trasparenza commerciale delle offerte, sottolineando che: “L’impegno di Telecom Italia rimane massimo in termini di chiarezza e di onestà con i suoi clienti, perché pensiamo che alfabetizzare la popolazione a livello informatico e tenerlo informato sulle nuove opportunità che la rete offre, passi anche per un’informazione più trasparente e diretta. Un utente informato è prima di tutto un cittadino cosciente dei suoi diritti“.

 

Internet: ecosistema chiuso o aperto?

 

Vogliamo che Internet sia un ecosistema digitale – ha sottolineato l’ad di Telecom Italia – dove i soggetti che vi si muovono possano competere in ogni mercato, con le stesse opportunità, le stesse regole e gli stessi diritti, ma molto dipende anche dall’impegno di tutti, in primis da quello del cittadino, dell’utente e delle Istituzioni“. Così ha risposto Bernabè ad una domanda sulla questione Telecom Package, un dibattito politico che in Europa non ha trovato ancora una sua conclusione e che in Italia sembra poco interessare gli utenti della rete. Un pacchetto di norme attorno a cui si sono sollevate polemiche e critiche anche molto forti e che si basa su un complesso sistema di cinque Direttive che influenzerà profondamente le leggi degli Stati Membri dell’Unione Europea, Italia inclusa. Il Telecom Package, infatti, influenzerà per molti anni a venire Internet in termini di distacco della rete, filtraggio dei contenuti, differenziazioni tariffarie e limitazione della privacy per motivi di sicurezza. Un dibattito di importanza epocale, concentrato sull’accesso a Internet, da molti considerato fortunatamente ancora un diritto fondamentale del cittadino europeo, ma inevitabilmente legato al dibattito sulla sicurezza della rete e sulla tutela dei diritti di proprietà sui contenuti.

 

Attendiamo i prossimi passi della Commissione Europea – ha concluso Franco Bernabè prima di salutare i partecipanti alla conferenza di inaugurazione del BlogFest di Riva Del Garda – e ricordiamoci che in gioco ci sono questioni fondamentali, non solo per il mercato, ma per la società tutta. Serve uno sforzo comune da parte della politica, del sistema universitario, delle imprese e delle giovani generazioni, ma ne riparleremo sicuramente tra un anno“. Un saluto alla prossima edizione del festival quindi, ma anche un monito a mantenere alta l’attenzione su quanto accade in Europa, sui processi in corso e sull’impatto economico e sociale che le nuove tecnologie e il loro utilizzo hanno su tutti noi.