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LTE: la Ue investe altri 18 milioni di euro nell’internet mobile ultra veloce del futuro

Unione Europea


A partire dal 1° gennaio 2010 la Ue investirà 18 milioni di euro nella ricerca a sostegno delle reti mobili di quarta generazione.

La Commissione europea ha deciso di avviare la procedura di finanziamento della ricerca sulla tecnologia Long Term Evolution (LTE) Advanced che consentirà di offrire velocità di accesso all’internet mobile fino a cento volte superiori rispetto alle attuali reti di terza generazione.

L’LTE sta diventando l’opzione prescelta dalle imprese del settore per le reti mobili di prossima generazione, anche grazie ai consistenti finanziamenti a favore della ricerca stanziati dalla Ue a partire dal 2004.

25 anni fa l’Europa ha fatto dello standard GSM l’elemento portante della moderna telefonia mobile. Grazie alla ricerca congiunta a livello europeo e alla forza del mercato unico della Ue, lo standard GSM è oggi utilizzato dall’80% delle reti mobili nel mondo. Con l’LTE si preannuncia un successo analogo, grazie alla capacità della ricerca finanziata dall’UE di continuare a offrire tecnologie all’avanguardia per la vita quotidiana degli europei.

 

“Con le tecnologie LTE il know-how di ricerca dell’UE continuerà a dare il tono allo sviluppo dei servizi e dei dispositivi mobili nel mondo, al pari di quanto è successo in passato con lo standard GSM”, ha dichiarato Viviane Reding, Commissario Ue responsabile per le telecomunicazioni e i media.

“Le tecnologie LTE – ha aggiunto – trasformeranno i telefoni mobili in potenti computer portatili. Milioni di nuovi utilizzatori avranno accesso all’internet ultra veloce sui loro dispositivi portatili, in qualsiasi luogo essi si trovino. Ciò consentirà di creare grandi opportunità e ampio spazio di crescita per l’economia digitale”.

 

La Long Term Evolution (LTE) è la più recente tecnologia senza filo, che consente velocità di connessione all’internet mobile fino a 100 megabit al secondo, ossia dieci volte superiori rispetto alle reti di terza generazione. Al momento in Europa è in fase di prova in Finlandia, Germania, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito, e in Svezia e Norvegia ne è prevista la commercializzazione per il primo semestre del 2010. Tra il 2004 e il 2007 la Ue ha sostenuto con finanziamenti per 25 milioni di euro la ricerca sull’ottimizzazione e la standardizzazione dell’LTE (i progetti WINNER I e II gestiti da un consorzio di 41 imprese e università europee all’avanguardia). Questa ricerca ha portato allo sviluppo di un primo concetto di infrastruttura di rete basata sull’LTE.

 

Lo scorso mese la Commissione europea ha deciso di avviare la procedura per investire altri 18 milioni di euro nella ricerca della versione avanzata dell ‘LTE, l’ LTE  Advanced . In settembre la Commissione avvierà i negoziati sui dettagli con i consorzi dei progetti, tra cui il progetto faro ARTIST4G basato sui risultati conseguiti dai progetti WINNER, che riuniscono imprese e ricercatori di Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito. L’avvio dei nuovi progetti è previsto nel gennaio 2010.

 

La Commissione europea ritiene che la diffusione della tecnologia LTE e LTE Advanced offra notevoli possibilità:

 

LTE accrescerà le capacità degli operatori di rete, consentendo loro di fornire la banda larga mobile a velocità maggiore ad un numero più grande di utenti a prezzi inferiori, rivoluzionando il mercato europeo delle telecomunicazioni mobili;

 

LTE Advanced porterà la velocità della banda larga mobile fino a 1 gigabit (mille megabit) al secondo, consentendo agli utenti di beneficiare pienamente di servizi online sofisticati quali la televisione ad alta definizione o i video a richiesta;

 

LTE utilizza lo spettro radio in maniera più efficiente, consentendo alle reti mobili di sfruttare il cosiddetto “dividendo digitale” e di utilizzare le frequenze lasciate libere dal passaggio dalla televisione analogica a quella digitale ( IP/09/1112 ). I segnali arriveranno più lontano di quanto consentito dall’attuale tecnologia GSM, per cui verrà ridotto il numero di antenne necessarie per ottenere la stessa copertura di rete, così da preservare il paesaggio europeo e ridurre il consumo di energia;

 

LTE potrebbe consentire di portare la banda larga mobile nelle regioni meno popolate e contribuire a ridurre il “divario digitale” tra aree rurali e urbane. Alla fine del 2008 il 23% della popolazione delle aree rurali dell’UE non aveva ancora la possibilità di collegarsi ad internet tramite DSL ( IP/09/1221 ).

 

I maggiori fabbricanti e operatori mobili del mondo, quali Orange, TeliaSonera, T-Mobile, AT&T, NTT-DoCoMo, Verizon, Alcatel-Lucent, Ericsson, Huawei e Nokia Siemens Networks si sono già impegnati a utilizzare lo standard LTE. Gli analisti del mercato prevedono che entro il 2013 a livello mondiale gli operatori investiranno quasi 6 miliardi di euro (8,6 miliardi di dollari USA) in apparecchiature LTE.

 

Il successo mondiale dello standard GSM è stato possibile grazie alla stretta collaborazione paneuropea tra imprese, ricercatori e autorità di regolamentazione. Negli anni Ottanta lo standard GSM è stato promosso nel quadro dello strumento di cooperazione europea nel settore della ricerca scientifica e tecnica, programma precursore degli attuali programmi di ricerca UE. La Commissione europea ha appoggiato il progetto GSM e nel 1987 i paesi europei hanno sostenuto la proposta della Commissione di riservare la banda di 900MHz ai servizi GSM, aprendo la strada alla rapida diffusione della tecnologia GSM in Europa.

 

Nel luglio 2009 gli Stati membri della Ue hanno seguito l’esempio del Parlamento europeo approvando la proposta della Commissione di aggiornare la direttiva GSM del 1987 in modo da rendere disponibile la banda dei 900MHz anche per altre tecnologie, tra cui l’LTE ( IP/09/1192 ).

 

Nel complesso, nel periodo 2007- 2013 l ‘UE investirà più di 700 milioni di euro per la ricerca sulle reti del futuro e metà dell’importo sarà destinato alle tecnologie senza filo che contribuiscono allo sviluppo delle reti di quarta generazione e oltre.

 

Ricerca UE sulle reti del futuro e l’LTE:

 

http://cordis.europa.eu/fp7/ict/future-networks/

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