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Digital divide: la Francia verso l’ultra high broadband per coprire le zone rurali. Per l’autunno pronto nuovo quadro normativo

Francia


L’Autorità francese per le tlc, Arcep, ha incontrato venerdì gli operatori internet per trovare un punto d’accordo sulla disponibilità di connessioni high e ultra high broadband nelle zone meno popolate, con il lancio di offerte di largo consumo disponibili a partire dal prossimo settembre.

Alla riunione erano presenti il Ceo di Sfr Frank Esser, il Dg di Iliad (Free) Maxime Lombardini, il Dg delegato di Bouygues Telecom Emmanuel Forest e il Dg aggiunto di France Télécom (Orange) Jean-Yves Larrouturou.

 

Il Ministro per l’Economia digitale, Nathalie Kosciusko-Morizet, in occasione di una conferenza stampa ha dichiarato che “Quattro fornitori d’accesso internet sono candidati a far parte del progetto ‘High speed per tutti'”, che consentirà a tutti i francesi, specie quelli delle zone rurali, d’avere un abbonamento per collegamento internet ad alta velocità a meno di 35 euro al mese”.

 

Si tratta di Vivéole, Numéo, Nordnet e SFR, e i marchi saranno assegnati da settembre, consentendo la proposta di nuove e accessibili offerte sul mercato.

Vista la difficoltà a portare l’Adsl nelle zone limitrofe, alcune di queste offerte si serviranno del satellite.

Due operatori satellitari, Astra ed Eutelsat, vogliono essere partner di queste offerte, ma non le venderanno direttamente ai clienti.

 

Nell’incontro s’è parlato anche di fibra ottica, che consentirà di avere una connessione ancora più veloce: nelle grandi città è in corso una consultazione tra diversi attori che si chiuderà il 22 luglio.

 

Dopo quella data, “l’Autorità – ha spiegato il presidente dell’Arcep Jean-Ludovic Silicani – renderà pubblica una versione emendata” del proprio progetto (che prevede l’installazione di diverse fibre), che dovrà ottenere l’approvazione dell’Antitrust e della Commissione europea.

Aggiungendo che a questo punto la decisione di Orange, di congelare gli investimenti per protestare contro le decisioni dell’Arcep, non ha più “alcun carattere catastrofico”: “è normale che France Télécom (che ha optato per la mono-fibra) si prenderà qualche settimana per definire la propria strategia”.

L’essenziale – ha aggiunto – è che in autunno (quando entrerà in vigore il quadro fissato dall’Arcep) France Télécom abbia fatto la propria scelta di investire o meno nella fibra”.

 

Ovviamente, ha chiarito il presidente dell’Authority francese, entro fine anno bisognerà mettere a punto “un quadro tecnico e giuridico” per tutti i tipi di zone, a seconda della densità o meno della popolazione.

 

Il ministro Kosciusko-Morizet ha, quindi, annunciato d’aver fatto domanda alla Caisse des dépôts et de consignation (CDC) per lavorare a un progetto che consentirà alle collettività locali di avere una quota minoritaria negli investimenti in fibra ottica.

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