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ICT: in arrivo Libro Bianco Ue per adeguare le politiche di standardizzazione alle esigenze del 21° secolo

Unione Europea


Nell’ultimo decennio il panorama della standardizzazione in ambito ICT è cambiato in maniera radicale: ai tradizionali organismi internazionali, si sono infatti affiancati forum e consorzi specializzati sempre più attivi. Alcuni di questi enti indipendenti hanno guadagnato la leadership mondiale in materia di standardizzazione, in particolare nell’ambito delle norme relative a internet e al world wide web.

 

Questi sviluppi, ha sottolineato la Commissione europea, non trovano riscontri effettivi nella politica europea di standardizzazione: attualmente infatti non si può fare riferimento alle norme elaborate da questi consorzi, anche se potrebbero risultare utili al raggiungimento di importanti obiettivi di politica pubblica.

 

L’ICT, che in Europa nel 2007 ha generato un giro d’affari da 670 miliardi di euro – è un settore decisivo per la competitività nel 21° secolo, ma senza un’azione decisa, secondo la Commissione, non si potranno realizzare importanti obiettivi in ambiti cruciali quali l’eHealth, l’accessibilità, la sicurezza, l’eBusiness, l’eGovernment, i trasporti, in cui l’operabilità è un fattore abilitante essenziale.

Stando così le cose, inoltre, l’Europa non riuscirà a fare da apripista nello sviluppo e nella promozione di standard internazionali in materia di protezione dei dati personali e mancherà gli obiettivi fissati nel programma di Stoccolma.

 

La Commissione ha quindi realizzato un Libro Bianco che dovrebbe migliorare la possibilità di ricorrere e fare riferimento, nella legislazione e negli appalti pubblici, agli standard riconosciuti a livello europeo. Le riforme proposte nel Libro bianco rafforzeranno inoltre l’influenza della Ue nella definizione degli standard internazionali in materia di ICT.

 

Tra le proposte contenute nel Libro bianco, la definizione degli attributi che permettano agli standard ICT di essere associati alla legislazione e alle politiche Ue, la creazione di una piattaforma permanente che riunisca le parti interessate e che collabori con la Commissione nella definizione degli obiettivi e delle priorità della politica di standardizzazione e della sua attuazione.

 

La Commissione ha proposto anche l’aggiornamento delle regole in materia di appalti pubblici per i sistemi ICT, al fine di permettere la possibilità di fare riferimento non solo a dei prodotti, ma anche a servizi e applicazioni.

Le riforme mirano anche a fornire un più elevato livello di interoperabilità dei servizi e delle applicazioni ICT acquisiti nell’ambito di appalti pubblici e dovrebbero permettere di ricorrere e fare riferimento a qualsiasi standard, a prescindere dalla sua origine, purché siano soddisfatte le condizioni richieste.

La standardizzazione, ha spiegato la Commissione, è “il frutto della cooperazione volontaria tra l’industria, i consumatori, le autorità pubbliche e le altre parti interessate per lo sviluppo di specifiche tecniche”. L’attuale politica di standardizzazione europea si basa sul lavoro degli organismi europei di normalizzazione e sulla loro cooperazione con le organizzazioni internazionali.

L’industria utilizza gli standard per rispondere alle esigenze del mercato,  sostenere la competitività, garantire l’approvazione di soluzioni innovative o per aumentare l’interoperabilità.

Le autorità pubbliche si riferiscono agli standard nella legislazione, nelle politiche e negli appalti pubblici, per raggiungere obiettivi sociali in ambiti quali la sicurezza, l’interoperabilità, l’accessibilità, le prestazioni ambientali ma, mentre l’industria può fare ricorso a qualsiasi standard, le autorità pubbliche hanno una forte preferenza, o addirittura l’obbligo, di ricorrere a standard derivanti da processi “aperti, trasparenti e inclusivi”.

 

L’obiettivo dell’intervento della Commissione, ha sottolineato il vicepresidente Günter Verheugen, è di fare in modo che i prodotti e i servizi ICT proseguano la loro azione di traino per l’innovazione, come è stato nel corso degli ultimi 15 anni.

Attraverso una nuova e moderna politica di standardizzazione – ha detto Verheugen – “Vogliamo stabilire  le giuste condizioni per dare impulso alla competitività del settore ICT europeo e accelerare così l’uscita dall’attuale economica”, rispondendo allo stesso tempo “alle mutate esigenze della società, del mercato e della politica”.

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