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NewTv: Oprah twittera, Hulu protesta, Mtv clicca

Italia


Da questa settimana NewTV si sdoppia. Da una parte il consueto pezzo settimanale a svolgimento monografico, su temi auspicabilmente non ridondanti e ripetitivi (non è facile, nel caso perdonatemi!). Dall’altra una raccolta di dati e notizie legati a quanto già affrontato in passato nella rubrica, si intende commentati con quanto maggior cinico realismo possibile. In pratica, uno spin-off di NewTV proiettato verso l’attualità e le ultimissime. Il titolo? New(s)TV. Alla faccia dell’originalità e della fantasia, yes.

 

§§§ E per non smentirci sul versante della fantasia e dell’originalità, partiamo, ta-dah, con Hulu… Secondo le ultime statistiche Nielsen, il +490% fatto segnare da Hulu su base annuale (Aprile 2009 contro Aprile 2008) è in gran parte merito dei vecchietti. Con grande scorno di chi sminuisce il web video come “una cosa per ragazzini smanettoni”, gli adulti tra i 35 e i 49 anni – vivessi negli States sarei incluso, ne ho 37 – rappresentano un terzo dell’audience totale di Hulu e sono la fascia demografica in più rapida crescita. Ogni trentenne/quarantenne ha passato finora 416 minuti della sua vita sul sito.

 

§§§ A dispetto dei numeri trionfali, Hulu incontra resistenze sul fronte degli inserzionisti, e dai rumors trapelati attraverso il New York Times una delle cause viene attribuita ai metrics. Esatto, i criteri di rilevazione delle views online su cui da tempo infuria la polemica. E come avevo ipotizzato, al centro delle polemiche c’è Nielsen, per aver adottato nella misurazione delle views parametri troppi simili a quelli classici dell’Auditel. Il succo: Nielsen si basa su un campione statistico di 200.000 cavie. In teoria un video potrebbe far impazzire il web, ma se non attira nessuno di questi 200.000 non verrà computato nei dati Nielsen. L’alternativa, sintetizzando all’estremo un discorso assai delicato in quanto privo di standard universalmente accettati, è di basarsi invece sui dati empirici e inconfutabili provenienti dai server. Tot banda consumata, tot spettatori online. Per sapere quanta banda è stata succhiata società come Quantcast fanno aggiungere a ogni singola pagina dei siti dei loro clienti una invisibile stringa di codice, che si occupa di gestire il tracking dei flussi. Resa un dilemma: a quale livello di consumo di banda attribuire una view completa? Quando si è streammato il 75% di un episodio? Il 50%? I primi secondi? A ogni modo, i dati interni di Hulu e quelli di uno dei più quotati istituti di ricerca esterni (ComScore) parlano di 42 milioni di americani attivi su Hulu ad Aprile, quelli di Nielsen di 8.9 a Marzo e 7.4 ad Aprile. Talmente abissale la differenza da non sfuggire ai pubblicitari, e sono soldi in ballo. Uno sproposito di soldi in ballo. L’anno scorso fu Current contro Nielsen, ora è Hulu, leggi Fox/NBC/ABC, contro Nielsen, con sospetta fuga di notizie. Qualcosa è destinato a cambiare, impossibile altrimenti.

 

§§§ I discussi dati Nielsen rivelano una seconda interessante progressione ad Aprile, quella di MTV.com. La parte video del portale MTV è salita a ritmi superiori a chiunque altro nella Top 10 di Nielsen Video Census, con un +16% circa su Marzo 2009. I blogger del Web 2.0 si stanno interrogando in queste ore sul fattore scatenante dell’exploit, proprio mentre YouTube e i giganti della discografia stanno lavorando al lancio di una piattaforma di online video musicale chiamata VEVO (ci torneremo sopra in profondità). Mentre tutti parlano di Fringe e Lost in streaming, non dimentichiamoci il potere dei videoclip. Come Visible Measures ci ha dimostrato di recente, tuttora dominano ogni classifica all time della web-viralità, e potrebbero rappresentare l’ancora di salvezza per un’industria, quella musicale sia major che indie, in asfissia da monetizzazione.

 

§§§ Twitter conferma ogni giorno di più di candidarsi a “Facebook del 2009″ , e segna un +83% nei visitatori unici USA da Marzo ad Aprile. Quasi raddoppio in quattro settimane, e iscritti quadruplicati in otto settimane: da 4 a 17 milioni. Fenomenale curva iperbolica, in stile Facebook agli esordi. Le star dei media americani, assai meno legnose di quelle europee, leggono, riflettono e agiscono. In soldoni, se il pubblico è su Twitter, vado su Twitter. Oprah Winfrey ha deciso di twitterizzarsi il 17 Aprile, e in un mesetto ha già raccolto 1 milione e 13.000 “seguaci” [al momento in cui scrivo, venerdì 15 Maggio 2009]. Peraltro non è che sia una twittatrice assidua. Solo 42 messaggi; ci sono giorni e giorni senza aggiornamenti, l’ultimo addirittura risale al 10 Maggio. Probabilmente appena si accorgerà del traguardo del milione di Twitter-fan, la diva dei talk show tornerà ricaricata a vivere l’esperienza del Web 2.0. O forse la convincerà qualche sponsor attratto dalla potenza dell’engagement marketing sui social media…

 

 

Coming up next in NewTV: di nuovo programmazione di nicchia. Dopo la fantascienza tocca alla pornografia. Avete letto bene, nessun refuso. Zozzerie e pornazzi su NewTV. Yuppie.

 

NewTV. Non è più troppo presto, non è ancora troppo tardi.

 

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