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Digitale terrestre: il Corecom Campania lancia l’allarme, ‘Rischio infiltrazioni camorristiche’

Italia


Il presidente del Corecom Campania, Gianni Festa, durante la terza tappa del programma ‘Corecom incontra‘ che si è svolta alla Camera di Commercio di Napoli, ha lanciato l’allarme: con l’avvento del digitale terrestre potrebbero esserci infiltrazioni camorristiche nelle emittenze.

All’incontro erano presenti il presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo, i consiglieri del Corecom, il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli e il presidente dell’Assostampa Vincenzo Colimoro.

 

“…Con l’avvento del digitale – ha affermato Festa – chi oggi si trova a gestire un canale si troverà a doverne gestire cinque e, di conseguenza, passare alla piattaforma digitale richiederà investimenti consistenti. In queste situazioni e in un momento di crisi, così come ricordato dal presidente della Repubblica, è più facile che si possano verificare infiltrazioni camorristiche”.

 

Infiltrazioni di cui il Corecom sta, come detto dal presidente Festa, “avendo segnali, motivo per cui chiediamo alle forze dell’ordine di alzare il livello di guardia”. Evitare le infiltrazioni della malavita non solo con le denunce, ma con proposte concrete come quella avanzata dall’organo di controllo delle comunicazioni ai Comuni.

 

“Per gestire il cambiamento – ha aggiunto Festa – i Comuni potrebbero consorziarsi così come auspichiamo che la Regione possa attivare un proprio canale istituzionale’. E proprio per essere pronti all’avvento del digitale, il Corecom ha avviato un tavolo per “evitare il disastro – ha spiegato Festa – che si è verificato in Sardegna, perché quando non c’è programmazione tutto diventa solo improvvisazione”.

La Campania, insieme al Lazio, dunque, si avvicina al digitale. Ma accanto al digitale, altro tema caldo è la necessità di una legge regionale sull’editoria per cui è stato avviato un tavolo di lavoro per sottoporre una proposta da presentare al Consiglio regionale, organo preposto a legiferare in materia.

“La legge sull’editoria – ha detto il presidente Lonardo – è attesa da tempo dai territori. L’assegnazione, all’interno del Corecom, delle deleghe ci aiuta ed è un modo per interagire affinché la legge possa arrivare quanto prima in aula”.

 

Il presidente di Assostampa Napoli, Vincenzo Colimoro, ha proposto un Osservatorio sull’informazione per monitorare e garantire la legalità.

Un organo che dovrebbe monitorare “la presenza di pluralismo nei contenuti dell’informazione e l’utilizzo dei finanziamenti”.

Finanziamenti che, con l’avvento del digitale, si rendono necessari. “…Per ampliare le piattaforme – ha detto Colimoro – serve un investimento di denaro consistente. Sono favorevole al sostegno pubblico a patto che incoraggi una produzione che implica l’impiego di giornalisti. Non è possibile finanziare testate che non hanno giornalisti assunti e non si può pensare di passare da uno a cinque canali mantenendo gli stessi livelli occupazionali”.

 

La proposta lanciata dal presidente dell’Assostampa è subito stata accolta sia dal presidente del Consiglio regionale che dal presidente del Corecom.

 

“Istituire un Osservatorio – ha detto Lonardo – sarebbe uno strumento per dare garanzie. Con l’avvento del cambiamento dall’analogico al digitale è facile pensare che si possano verificare infiltrazioni camorristiche che minerebbero il pluralismo e la democrazia nell’informazione”.

 

Alcuni giorni fa a Torino, il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, è intervenuto alla conferenza stampa insieme alla presidente della regione, Mercedes Bresso, in occasione del passaggio al digitale terreste nel Piemonte occidentale nella notte tra il 19 e 20 maggio che riguarderà Rai Due e Rete Quattro.

 

“Entro il prossimo anno lo switch-off digitale interesserà il 70% del Paese e il 30% già entro quest’anno, mentre la copertura digitale totale si avrà entro il 2012″, ha detto Romani ricordando che nel Piemonte occidentale (le province di Torino, Cuneo e 74 comuni dell’astigiano per un totale di quasi 3 milioni di persone e 568 comuni) e in Trentino lo switch-off è fissato per ottobre; nel Lazio, in particolare a Roma, sarà per la metà di novembre in Campania per la metà di dicembre.

Dal 24 settembre al 9 ottobre anche tutti gli altri canali televisivi piemontesi presenti nel territorio delle tre Province passeranno al digitale.

Dopo l’esperimento della Sardegna e della Valle d’Aosta, il Piemonte rappresenta un ulteriore e più complesso campo di sperimentazione.

“E’ emblematico – ha detto Romani – che questa nuova fase parta proprio dal Piemonte, da Torino, proprio quando siamo vicini al 150° anniversario dell’Unità d’Italia. In accordo con la Regione abbiamo istituito un contributo di 50 euro per l’acquisto del decoder per chi ha un reddito inferiore ai 10mila euro all’anno e per le persone oltre i 65 anni“.

 

Lo sconto, che interesserà circa 100 mila persone, si può richiedere direttamente al rivenditore presentando il proprio codice fiscale.

Sarà attuato una sorta di tariffario concordato di riferimento per evitare abusi nelle tariffazioni degli interventi nelle case e nei condomini da parte degli antennisti.    

Molta importanza ha in questa fase l’informazione e, come è stato sottolineato, l’attenzione alle zone montane dove la diffusione del segnale è più difficoltosa.

 

E’ una fase – ha detto la presidente del Piemonte Mercedes Bresso – che bisogna superare per avere più canali televisivi gratuiti”.

E ha poi sottolineato che la Regione Piemonte metterà in campo degli aiuti per le tv locali. Il relativo disegno di legge, proposto dalla sua giunta, è già nell’aula del consiglio regionale per l’approvazione. La Regione inoltre ha indetto una gara da 3 milioni di euro per la creazione di un canale tematico nuovo dedicato all’innovazione e alle energie alternative (due obiettivi prioritari dell’amministrazione Bresso), oltre che agli sport locali.

“Abbiamo voluto essere fra i primi a partire – ha spiegato – perché così saremo fra i primi a incappare negli inevitabili problemi. Questo si trasformerà in una opportunità per le nostre imprese e per il Centro Ricerche della Rai di Torino, che saranno i primi a cimentarsi nella ricerca delle soluzioni. Naturalmente speriamo che i nostri risultati possano rivelarsi utili anche per chi verrà dopo”.

Per festeggiare il passaggio del Piemonte occidentale al digitale terrestre, Mediaset ha previsto per sabato e domenica prossima a Torino una maratona di musica, spettacoli e informazioni. Per due giorni i cittadini potranno in piazza San Carlo scoprire un villaggio digitale, come ha spiegato il consigliere di amministrazione Mediaset, Gina Nieri.

L’installazione sara aperta dalle ore 10 alle ore 20 e sarà visitata anche da artisti e conduttori delle reti Mediaset.

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