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Terminazione mobile: tariffe giù dal 2012. La Commissione interviene per sviluppare la concorrenza

Unione Europea


La Commissione europea ha definito oggi orientamenti chiari per i regolatori europei delle telecomunicazioni sull’applicazione di metodi basati sui costi nel calcolo delle tariffe di terminazione, ossia le tariffe all’ingrosso addebitate da un operatore per connettere le chiamate provenienti da un altro operatore e pagate nella fattura telefonica da tutti gli utenti. Tali orientamenti sono contenuti in una “raccomandazione” che le autorità nazionali di regolamentazione devono tenere nella massima considerazione.

 

La raccomandazione indica specificamente che le tariffe di terminazione applicate a livello nazionale devono basarsi esclusivamente sui costi reali sostenuti da un operatore efficiente per effettuare la connessione. L ‘eliminazione delle distorsioni di prezzo tra gli operatori di telefonia in tutta l’Unione europea permetterà di abbassare i costi delle chiamate vocali nazionali e tra gli Stati membri, facendo risparmiare alle imprese e alle famiglie almeno 2 miliardi di euro dal 2009 al 2012 e favorendo gli investimenti e l’innovazione nell’intero settore delle telecomunicazioni.

 

Nel 2008 le tariffe di terminazione delle chiamate mobili hanno presentato forti variazioni nella Ue: da 2 centesimi di euro al minuto (a Cipro) a 15 centesimi al minuto (in Bulgaria). Le tariffe di terminazione delle chiamate mobili (in media 8,55 centesimi di euro al minuto) sono in generale 10 volte più alte delle tariffe di terminazione delle chiamate fisse (vanno, in media, da 57 a 113 centesimi al minuto). A causa delle tariffe di terminazione mobile più elevate, gli operatori di telefonia fissa e i piccoli operatori di telefonia mobile hanno più difficoltà a competere con i grandi operatori di telefonia mobile. Queste divergenze, sommate alle diversità degli approcci normativi, si ripercuotono negativamente sul mercato unico e sulla concorrenza in Europa.

 

“Nonostante gli sforzi compiuti da alcuni regolatori nazionali per avvicinare le tariffe di terminazione di chiamata ai costi reali, nell’Unione europea i loro livelli sono molto diversi, con enormi differenze tra tariffe di terminazione delle chiamate fisse e delle chiamate mobili. Ciò è in contrasto con la crescente convergenza tra telefonia fissa e mobile e può provocare gravi distorsioni di concorrenza tra gli Stati membri e gli operatori” ha affermato il Commissario Viviane Reding.

“La Commissione – ha aggiunto – ha deciso oggi di intervenire per porre rimedio a queste distorsioni di concorrenza nel mercato unico, che scoraggiano gli investimenti a favore del passaggio delle reti fisse alla più moderna fibra ottica e in fin dei conti pesano sulla fattura che paga il consumatore”.

 

“Abbassare le tariffe di terminazione ad un livello di efficienza economica permetterà di aumentare la concorrenza a vantaggio dei consumatori europei” ha affermato il Commissario alla concorrenza Neelie Kroes. “Solo un approccio normativo rigoroso e armonizzato garantirà l’eliminazione delle attuali distorsioni di concorrenza in tutta Europa e l’emergere di nuovi prodotti innovativi che combinano le chiamate fisse con quelle mobili. Per questo la decisione odierna della Commissione rappresenta un passo decisivo a favore della concorrenza nello sviluppo della normativa europea delle telecomunicazioni.”

 

Per sfruttare appieno il potenziale di un mercato unico delle telecomunicazioni, la raccomandazione della Commissione definisce i fattori di costo di cui tutte le autorità nazionali di regolamentazione della Ue devono tener conto nel fissare le tariffe di terminazione, le quali non sono prezzi fissati dal mercato, ma tariffe regolamentate dai regolatori nazionali. Questo permetterà la convergenza delle tariffe di terminazione con un loro sensibile abbassamento rispetto ai livelli odierni (di circa 1,5-3 centesimi al minuto entro la fine del 2012, secondo un documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la raccomandazione). Le tariffe di terminazione dovranno basarsi sui costi di un operatore efficiente e applicarsi a tutti gli operatori nella stessa misura. Sono ammesse eccezioni, a determinate condizioni, per un periodo limitato in caso di differenze di costo che sfuggono al controllo dell’operatore.

 

Nella valutazione di circa 120 proposte di regolamentazione presentate dalle autorità nazionali delle telecomunicazioni sulle tariffe di terminazione applicate negli ultimi sei anni la Commissione ha individuato forti incoerenze in tutta Europa. Con una media di 8,55 centesimi al minuto, le tariffe di terminazione delle chiamate mobili sono quasi 10 volte più alte delle tariffe di terminazione delle chiamate vocali fisse (che variano da 0,57 a 1,13 centesimi al minuto ). Secondo il regolatore francese, ARCEP, le tariffe di terminazione di chiamata mobile possono dirsi efficienti se comprese tra 1 e 2 centesimi di euro al minuto.

 

Secondo la Commissione queste variazioni non sono giustificate da differenze nei costi soggiacenti, nelle reti, o nelle caratteristiche nazionali. Esse costituiscono sovvenzioni indirette a favore degli operatori di telefonia mobile con un’ampia quota di mercato, a scapito degli operatori più piccoli e degli operatori di telefonia fissa. Scoraggiano inoltre investimenti fondamentali come ad esempio la modernizzazione verso reti internet a banda larga e ostacolano servizi innovativi come prodotti che combinano linea fissa e mobile e offerte di pacchetti di chiamate a prezzi competitivi.

 

Le tariffe di terminazione sono al tempo stesso un’entrata e una spesa per gli operatori: se un operatore si accontenta di profitti più bassi, si abbassano anche i costi a carico di un altro operatore. Nel quadriennio dal 2009 al 2012, con l’allineamento dei regolatori nazionali all’approccio più coerente illustrato nella raccomandazione, i piccoli operatori di telefonia mobile (che sono mittenti netti del traffico vocale verso le altre reti) possono aspettarsi di pagare tariffe meno elevate ai loro concorrenti più grandi, mentre gli operatori di telefonia fissa potrebbero realizzare maggiori entrate di almeno 2 miliardi di euro grazie al pagamento di tariffe di terminazione più basse e orientate ai costi per le chiamate da fisso a mobile e i consumatori potrebbero risparmiare anch’essi almeno 2 miliardi di euro. L’impatto a lungo termine sarà ancora più incisivo in quanto le entrate degli operatori aumenteranno, nuovi operatori potranno fare il loro ingresso sul mercato e svilupparsi e i consumatori potranno beneficiare di prezzi più bassi e di servizi innovativi.

 

Tutti i regolatori nazionali dell’UE dovrebbero applicare l’approccio raccomandato per le tariffe di terminazione entro la fine del 2012, anche se i regolatori nazionali che dispongono di risorse limitate potranno seguire regole diverse ancora per un periodo limitato fino a raggiungere lo stesso risultato in termini concorrenziali.

 

La raccomandazione odierna sulla regolamentazione delle tariffe di terminazione nell’UE fa seguito ad una consultazione pubblica (da giugno a settembre 2008 e degli Stati membri (da ottobre 2008 a febbraio 2009), e ad un periodo di esame di 30 giorni del Parlamento europeo.

 

A norma dell’articolo 19 della direttiva quadro dell’Unione europea in materia di telecomunicazioni, la Commissione armonizza l’attuazione della normativa comunitaria sulle telecomunicazioni nel mercato unico per promuovere la concorrenza e gli interessi dei consumatori.

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