Miptv: l’Italia protagonista con la Fiction, ma resta centrale la crisi mondiale della pubblicità. Al vaglio nuovi business model

di Raffaella Natale |

Europa


Mercato Tv

Rai Trade ed Endeavour, tra le più grandi agenzie nordamericane nell’adattamento dei format televisivi, hanno stretto un importante accordo.

Lo ha annunciato Carlo Nardello, amministratore delegato di Rai Trade, a margine del Miptv di Cannes (30 marzo – 3 aprile).

 

“…Stiamo lavorando – ha detto – con format di intrattenimento come ‘Il Gladiatore’ o ‘Ti lascio una canzone’, e anche con fiction come ‘Incantesimo’ e ‘Medicina generale'”.

“Ci vorrà certamente tempo prima di colmare la distanza con le serie Usa di successo, considerando peraltro – ha sottolineato inoltre Nardello – che gli americani quando sviluppano un prodotto lo hanno praticamente già collocato sui mercati. Rai Trade non guarda comunque solo agli Usa, e infatti agenti o sedi operano già in Russia, India e Cina, e in prospettiva c’è il Brasile. 

 

Nardello ha evidenziato l’importanza che il mondo del credito consideri cinema e fiction come un’industria. Dunque, più sostegno al settore dell’audiovisivo.

“…Chiediamo di comprendere che il cinema, la fiction e l’audiovisivo sono un’industria a tutto tondo”, un’industria fatta di “aziende solide e importanti anche se a livello artigianale”.

Aziende che ormai da vent’anni sviluppano prodotto – ha aggiunto l’Ad di Rai Trade – e che quindi non necessitano di continui esami “ma semmai di essere considerate come un’industria vera e propria”.

Quando si parla di distretti industriali, dunque, occorre pensare anche all’audiovisivo, con relativo accesso al credito. Anche perché si parla di un settore con delle garanzie: “…Una volta che i contratti sono fatti con i grandi broadcaster, è già una garanzia per la banca“.

 

Al Miptv spazio anche per il RomaFictionFest che avrà i suoi ‘screenings’, ovvero una panoramica sulla migliore produzione seriale italiana. E su di essa vi saranno puntati gli occhi dei responsabili di settore dei principali network televisivi di tutto il mondo.

La novità è stata annunciata a Cannes dal direttore artistico Steve Della Casa nel corso della conferenza stampa tenuta con il presidente della regione Lazio Piero Marrazzo e il vicepresidente e l’amministratore delegato di Rai Trade, Alba Calia e Carlo Nardello. La nuova sezione dell’evento promosso da Regione Lazio, Associazione Produttori Televisivi (APT), Camera di Commercio di Roma sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e in programma dal 6 all’11 luglio, vuole essere una vetrina della fiction italiana da esportare, nella convinzione che il genere possa trovare riscontro in grandi successi in termini di audience.

 

L’obiettivo è quello di dialogare direttamente con i veri protagonisti della vita di un canale, interessati ad approfondire la conoscenza delle nostre produzioni.

 

Così, accanto alla tradizionale sezione rivolta ai professionisti del settore, ovvero la competitiva ‘Pitching’ che include anche gli incontri-lampo faccia a faccia – e che lo scorso anno ha riunito a Roma 800 tra produttori e creativi dando vita a 350 sessioni di Speed Dating – ecco RomaTvScreenings.  

 

Il RomaFictionFest è tra le maggiori attività nella neonata “Fondazione Lazio per lo Sviluppo dell’Audiovisivo“, voluta da Marrazzo, contribuirà all’organizzazione della rassegna e si occuperà anche di mercato e formazione. Il RomaFictionFest vivrà anche fuori dalla settimana di luglio. Quest’anno, infatti, offrirà al pubblico della capitale una serie iniziative, in attesa delle grandi fiction italiane che saranno presentate.

 

Tra i primi grandi ospiti internazionali, il RomaFictionFest annuncia la presenza delle due menti creative di ‘Lost’, Damon Lindelof (ideatore, autore e produttore esecutivo) e Carlton Cuse (autore e produttore esecutivo) ai quali sarà consegnato il ‘Premio speciale RomaFictionFest 2009’.

Un riconoscimento particolare che andrà ad aggiungersi ai numerosi altri premi del RFF che saranno annunciati a Roma il prossimo luglio. Il Premio speciale a ‘Lost’ viene assegnato con la seguente motivazione: una serie televisiva diventata di culto in tutto il mondo in cui le suggestioni di un progetto ambizioso ed innovativo si fondono con la tradizione e la qualità della grande televisione americana. Lost è una pietra miliare della tv mondiale che basa la sua forza su idee e sceneggiature originali, rese alla perfezione da uno stile narrativo nuovo e appassionante. Un punto di riferimento imprescindibile per la produzione dei prossimi decenni.

 

Secondo i professionisti del settore, arrivati da tutte le parti del mondo per partecipare al Miptv, Tv e pubblicità, colpiti dalla recessione e dalla rivoluzione digitale, dovranno rivedere urgentemente i propri modelli di business per non dover vivere la crisi del mercato discografico.

 

Il settore della pubblicità e dei media dopo questa crisi non sarà più lo stesso. Di questo ne è convinto Sir Martin Sorrell, fondatore e Ceo di Wpp, la più grande agenzia pubblicitaria al mondo.

Premesso che l’industria pubblicitaria, incluse le ricerche di mercato, vale 1.000 miliardi di dollari, Sorrell ha spiegato la sua visione dello scenario dei media durante e dopo la crisi.

“Questa recessione sta cambiando le basi dell’industria in cui operiamo“, ha esordito Sorrell, uno dei capi d’azienda più ascoltati nella City di Londra e oltre. Dopo aver esaminato la situazione economica nelle varie parte del mondo, Sorrell ha sottolineato che “se fossi il proprietario di un media in un solo Paese sarei molto preoccupato” visto che solo i gruppi differenziati geograficamente possono bilanciare l’impatto della crisi che vede ad esempio “l’America Latina sfidare la legge di gravità” e reggere meglio di altre aree.

 

I new media, ha continuato, “in questo momento stanno soffrendo perché il costo dell’acquisto degli spazi per la pubblicità tradizionale è sceso in maniera significativa”. Tuttavia il problema degli alti costi di produzione per i media tradizionali è destinato ad avere un impatto duraturo.

“Il nocciolo della crisi è nel miglioramento dei costi di produzione” e “la qualità dei contenuti è destinata a diventare sempre più importante”.

 

Ma il crollo della pubblicità sui giornali, che ad esempio in Giappone è calata del 70%, non è un fenomeno passegero. “La stessa vita del New York Times è arrivata a un punto di svolta” ha ricordato Sorrell. Il problema del settore è farsi pagare i contenuti online “perche solo quelli che lo faranno avranno successo”.

Un ragionamento che si applica anche alla distribuzione di video, come nel caso di YouTube. Ridurre i costi e farsi pagare per l’online sono quindi le uniche possibilità di sopravvivenza perché, crisi o non crisi, “gli attuali modelli di produzione restano troppo cari”.

 

“…Il web ha cambiato la percezione dei media – ha commentato Patrick Barry, direttore di Connected Tv de Yahoo! – Bisogna dunque avvicinare Tv e internet”.

 

L’emergenza posta da Tv on demand e frammentazione dell’audience, davanti a telespettatori meno recettivi, obbliga la pubblicità a reinventarsi.

“…La pubblicità tradizionale è ormai un modello morente. La gente rifiuta sempre di più di guardarla”, ha affermato Christophe Lambert, ex direttore di Publicis, in trattative con Luc Besson per fondare l’agenzia Blue Advertainment.

 

Come attirare il pubblico della rete, più esigente, e monetizzare questa audience attraverso un modello redditizio?

 

“Si può testare l’efficacia di uno spot interattivo online. Se funziona, se ne potrebbe vendere una versione per la televisione“, ha proposto Chuck Porter, dell’agenzia Crispin Porter, citando la campagna online Barack Obama che ha “…permesso di finanziare quella televisiva“.

 

Come su Facebook, una pubblicità può provare a “farsi degli amici” in modo che gli utenti “accettino di dargli del tempo“, ha aggiunto Lambert.

 

Ma agli occhi di questi professionisti, è necessario sviluppare nuove forme di pubblicità, come per esempio il product placement, per poter rilanciare effettivamente questo settore in crisi.

 

 

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