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Mediaset: il mercato non apprezza i conti del 2008. Ma Confalonieri resta ottimista, ‘Il catastrofismo è un moltiplicatore di crisi’

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Mediaset in controtendenza a Piazza Affari all’indomani dell’incontro dei vertici con la comunità finanziaria per spiegare i conti del 2008 e indicare le strategie future. I titoli del Biscione registravano in mattinata un ribasso dell’1,57%, attestandosi a 3,3 euro.

La società televisiva nel 2008 ha archiviato un utile netto di 459 milioni, in calo del 9,4% rispetto ai 506,8 milioni del 2007 (un risultato sul quale ha pesato la svalutazione per 45 milioni dell’avviamento operata da Edam, l’holding di controllo di Endemol), su ricavi netti consolidati in crescita del 4,2%, a 4,251 miliardi. Il Cda proporrà ai soci la distribuzione di un dividendo di 0,38 euro per azione, in calo dagli 0,43 euro dello scorso anno.

Le indicazioni per il 2009 sono poco rosee: “il risultato operativo e netto del gruppo potrebbero risultare inferiori a quelli del 2008″ .

Gli analisti di Ubs hanno consigliato di vendere le azioni (‘sell’) di Mediaset, per le quali hanno tagliato la stima del target di prezzo da 2,8 a 2,55 euro. Anche gli esperti di Credit Suisse hanno consigliato un giudizio negativo (‘underperform’), rivedendo il target di prezzo da 3,4 a 3,1 euro.

 

Resta ottimista il presidente Fedele Confalonieri che ieri, in dialetto milanese, ha commentato “Insci aveghen”. Riferendosi al dividendo del 2008, ha voluto sottolineare: “Averne” di 38 centesimi ad azione in questi tempi di crisi.

Secondo il presidente, “…il catastrofismo, che tanto attrae il mondo dell’informazione e che una cattiva politica usa strumentalmente senza tanti problemi, è un moltiplicatore di crisi”, aggiungendo di avere “molta fiducia nel sistema Italia”.

“…Ci troviamo in un contesto-paese che, ironia della storia, proprio in quanto periferico rispetto alla grande rete della finanza mondiale, resiste meglio di altri alla crisi dei soldi senza copertura”.

 

Ai colleghi imprenditori Confalonieri ha quindi chiesto di “avere fiducia, ad investire in fiducia. Noi ne abbiamo molta nel sistema Italia – ha detto – e ad oggi abbiamo investito oltre 1 miliardo e 700 milioni di euro nel digitale terrestre, modernizzando, con questo enorme sforzo, il Paese nel settore strategico della comunicazione, facendo dell’Italia un esempio guida per l’Europa”.

 

Tutti i dati economici del gruppo televisivo sono di sostanziale tenuta e in qualche caso di miglioramento, con il duello che ormai è chiaro: la Rai fatica nella raccolta pubblicitaria anche in annate con grandi eventi come quella scorsa. Secondo dati Mediaset, nel 2008 il gruppo del Biscione ha aumentato gli introiti dello 0,1%, la Rai è calata del 3,6% con Europei di calcio e Olimpiadi, la stampa ha perso il 7,1%.

 

Per Mediaset, il digitale terrestre ‘pay’ va benissimo e avrà altra merce pregiata, l’Auditel non si tocca anche se gli uomini di Murdoch l’hanno chiesto con forza. Sky sta investendo con forza sulla Tv generalista, di fatto in concorrenza. “Ce ne vogliono di Cuccarini per fare una televisione generalista“, ha detto sorridendo Confalonieri, aggiungendo “…Comunque Sky rimane molto lontana da noi nei profitti”.

Nessuna preoccupazione a Mediaset, quindi, per il passaggio a Sky di alcuni artisti famosi come Fiorello, Cuccarini e Panariello.

“…Abbiamo in mente quale televisione fare nei prossimi anni e non saranno certo le scelte di questo o quell’artista a cambiare la nostra strategia“, ha detto il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi.

 

La base degli utenti del digitale terrestre è passata in tre mesi di forte crisi generale da 2,9 milioni a 3,2 milioni di metà marzo, ben oltre le stime.

“Ogni volta che guardiamo a Premium ci sorprendiamo“, ha detto il durante la conferenza.

E ha annunciato di avere acquisito i diritti in esclusiva per la Coppa Uefa di calcio dei prossimi tre anni, che si chiamerà Europe League per farla assomigliare almeno nel nome alla ben più ricca Champions League, spiegando che sarà trasmessa in chiaro, ma soprattutto sul canale a pagamento, così come per il prossimo motomondiale di Valentino Rossi & C.

 

Prudenza invece per quanto riguarda le possibili acquisizioni. “…Mediaset è un bell’investimento – ha detto Berlusconi Jr rispondendo a una domanda sul possibile rafforzamento di Fininvest nel gruppo televisivo – e non possiamo escludere in futuro, ma non ora che stiamo bene così, di crescere ancora in Endemol, che sta tenendo bene anche con la crisi”.

Al momento, una cosa è certa: nessun investimento in Spagna dove Mediaset controlla la Tv Telecinco.

 

“…Il nostro obiettivo per il 2009 è aumento zero dei costi dei palinsesti – ha affermato – mantenendo i livelli di qualità attuali, ma non taglieremo gli stipendi di nessuno, questo è sicuro”.

Per risparmiare, “…Potremmo prendere gli aerei di linea, magari Alitalia, per i road-show finanziari”, ha precisato Confalonieri.

 

Confalonieri si è soffermato anche sulla proposta del Ministro Bondi, di una rete senza pubblicità per Mediaset e Rai, bollandola come “una cavolata“.

“…A pelle direi che è una stronzata, una cavolata. In Francia l’operazione è stata inutile, nulla in più è arrivato alle altre emittenti (in termini di pubblicità)”.

 

“…Le parole di Confalonieri sono la riprova che la pubblicità si è pienamente impossessata della Tv italiana. Non c’è che dire. L’Auditel, purtroppo, funziona”. Ha affermato Luca Borgomeo, presidente dell’associazione di telespettratori cattolici (Aiart) in merito alla contrarietà espressa dal presidente di Mediaset.

“…Da Confalonieri arriva, ovviamente, un giudizio interessato – ha concluso Borgomeo – Ma questo significa anche che tutta la Tv, pubblica e privata, è in mano alla pubblicità. Dunque anche il dibattito sul presidente della Rai ha poco senso”.

 

Il riferimento di Confalonieri va poi alla polemica sull’Auditel: “…Mi sembra una polemica fuori posto, anche l’ultima uscita dell’Ad di Sky, Tom Mockridge, mi è sembrata una caduta di tono. Mi pare che l’Auditel abbiamo funzionato finora e molto bene e che chi investe miliardi non sia sprovveduto e sappia valutare le risorse per decidere dove investire i propri soldi”.

Mockridge ha chiesto di rinnovare la governance dell’Auditel, proponendo che le emittenti riducano la propria partecipazione sotto il 50%.

 

L’Ad di Mediaset, Giuliano Adreani, ha precisato che “…non c’è in nessuna parte del mondo un modo di rilevazione diverso da Auditel. Poi faccio notare che Sky è sia nel comitato tecnico sia nel Cda di Auditel”.

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