Rai: la Vigilanza va avanti. Audizione vertici su situazione finanziaria

di Raffaella Natale |

Italia


Rai sede

Probabili audizioni in Vigilanza per il presidente Rai Claudio Petruccioli e il direttore generale Claudio Cappon. E’ quanto emerso dall’ufficio di presidenza della commissione di garanzia che si è riunito ieri sotto la presidenza del senatore Sergio Zavoli.

“…In attesa del completamento del Cda della Rai – si legge in una nota -, per il quale il Presidente ha auspicato la più sollecita decisione“, l’ufficio di presidenza “…ha concordato di proseguire la sua attività come da programma. Nei prossimi giorni saranno invitati i vertici della Rai a riferire sulla situazione finanziaria complessiva dell’Azienda e su taluni casi significativi di programmazione”.

L’ufficio di presidenza ha poi deciso che saranno presto ripresi gli appuntamenti della Commissione per i quesiti a risposta immediata (‘Question time’) rivolti ai responsabili del servizio pubblico radiotelevisivo. Il presidente Zavoli ha anche annunciato la prossima costituzione della Sottocommissione per l’Accesso.

 

L’ipotesi di convocare la commissione la prossima settimana è ancora allo studio, anche perché la Camera non si riunirà.

L’opinione dei capigruppo di Pd e Pdl, Morri e Butti, è che, nonostante la ‘settimana sabbatica’ di Montecitorio, la Vigilanza possa lavorare. Tra le priorità segnalate in ufficio di presidenza, oltre alla ratifica del futuro presidente e l’insediamento della sottocommissione per l’accesso, c’è la ripresa di un confronto con l’azienda: presidente e dg, anche se in scadenza, verranno ascoltati per affrontare alcuni dei temi di maggiore attualità: dai presunti ‘conti in rosso’ di Sanremo, svelati dalla Stampa, fino al crollo delle entrate pubblicitarie, passando per le prospettive della digitalizzazione.

 

Presentato intanto Rai Storia, il nuovo canale tematico della Rai, frutto della mescolanza tra il passato delle Teche Rai e il presente di “La Storia siamo noi”.

Un canale che si propone di offrire a chi ama la storia e a chi vuole scoprirla, fatti, documenti e testimonianze accompagnati da filmati inediti.

Questa la mission di “Un treno partito in velocità, in onda da appena venti giorni – come ha spiegato il direttore di Rai Educational, Giovanni Minoli – grazie alla collaborazione delle Teche Rai. Un progetto importante perché un paese che non ha memoria fa fatica a darsi un futuro”.

 

Presenti alla conferenza anche il presidente Petruccioli, il direttore del digitale terrestre Rai, Luca Balestrieri e il direttore di Rai Teche, Barbara Scaramucci.

 

“…La Bbc ha oltre un milione di ore video nel suo immenso archivio, ma comincia solo ora a digitalizzarlo. Manderemo Barbara Scaramucci (direttore delle Teche Rai ndr), a fare lezione”. Soddisfatto, lo ha detto scherzando Petruccioli.

E, parlando di Rai Storia, ha sottolineato: “…si comincia a intravedere quello che la Rai sarà. Tanti auguri agli otto canali del digitale terrestre”.

 

Per Cappon, Rai Storia “…va a completare un bouquet di offerta Rai sul digitale terrestre, che passa da tre a otto, e conferma quell’idea di un nuovo servizio pubblico gratuito per tutti nell’era del digitale. Abbiamo dimostrato di saper progettare in maniera organica, coerente e all’avanguardia sia dal punto di vista delle tecnologie che della domanda del pubblico”.

“…Passare ad un offerta di tre canali ad otto – ha spiegato – è stato un lavoro eccellente. Il cambiamento della Rai abbiamo iniziato a immaginarlo due anni fa, quando la nostra programmazione era molto diversa da quella attuale. Questo dimostra che la Rai sa fare progetti all’avanguardia e realizzarli. In due anni abbiamo cambiato il volto della Rai e i dati ci confortano: sono la prova che questa è un’azienda che ha competenze, capacità, intelligenza e cuore”.

E concludendo il suo bilancio, ha detto: “…Si può dire che il servizio pubblico televisivo italiano ha centrato la propria strategia e sta ottenendo risultati. Siamo sulla buona strada, l’Italia può e deve contare su questa azienda”.

 

“…Questo canale di storia proietta la Rai nel futuro – ha detto oggi il vicedirettore generale della Rai, Giancarlo Leone – il digitale fino a poco tempo fa era uno strumento per pochi, ora per molti, dal 2012 per tutti. Quando l’analogico non ci sarà più, il pubblico potrà accedere agli otto canali della Rai facilmente e gratuitamente”.

Il nuovo canale si compone di vari settori: ‘Res Gestae’, per rivivere gli avvenimenti che hanno cambiato l’Italia e il mondo; ‘Res Tore’ e ‘Res Tauro’ che, avvalendosi del patrimonio audiovisivo della Rai, rappresentano un viaggio nella memoria del Paese; ‘Res Tube’, che dà vita a nuovi modi e linguaggi di documentare il passato e il presente in rete e i programmi di Rai Educational, ‘ La Storia Siamo Noi’, ‘Magazzini Einstein’ e ‘Cult book’.

 

“…Rai Storia è un treno che è partito in velocità – ha commentato Minoli – un’avventura che lega la storia al futuro, perché un Paese che non ha memoria fa molta fatica a darsi un futuro. E l’archivio delle Teche Rai è stato indispensabile. Pensate che gli americani non avevano più i materiali dello sbarco sulla luna: hanno potuto riaverli solo perché la Rai aveva convertito i materiali e mantenuto così la documentazione”.

 

Rai Storia va in onda sul digitale terrestre, sul canale 805 della piattaforma satellitare e in streaming sul portale Rai.tv.  

Nel mese di novembre 2008 History Channel aveva un ascolto medio di 4.942 spettatori e Rai Edu 2 ne aveva 920; nelle prime due settimane di febbraio History ha avuto 5.943 e Rai Storia 4.155.

 

“…Questo vuol dire – ha aggiunto Minoli – che gli appassionati di storia che prima si ‘accontentavano’ di History ora che hanno a portata di mano la loro storia la seguono in Rai. Lavorando e rielaborando le 1.800 ore di magazzino de ‘ La Storia Siamo Noi’ siamo riusciti a partire a costo zero. Confluiscono nel canale anche le storie di personaggi che contribuiscono a formare la storia del Paese”.

“…Tra i compiti del servizio pubblico – ha detto il responsabile del digitale terrestre Rai, Luca Balestrieri – c’è anche quello di lavorare sull’identità del Paese. In questo il digitale terrestre fa bene al servizio pubblico”.

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