Criminalità audiovisiva: l’Ifpi appoggia Sarkozy, ‘L’industria culturale può sopravvivere solo all’interno di un mercato legale’

di Raffaella Natale |

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Criminalità informatica

“…Siamo d’accordo con la normativa proposta dal Presidente francese Nicolas Sarkozy che prevede il distacco della connessione Internet agli utenti che effettuano download illegali”.

Con queste parole John Kennedy, presidente della Federazione Internazionale della Proprietà Intellettuale (Ifpi), in occasione di Ficod 2008 – la Fiera internazionale dei contenuti digitali in corso a Madrid – approva e sostiene la battaglia del presidente d’oltralpe contro la pirateria.

 

“…L’industria culturale tutta, dalla musica al cinema – ha puntualizzato Kennedy – può sopravvivere solo all’interno di un mercato legale dove i profitti servono a trasformare le idee in prodotti culturali“. Secondo quanto stimato dalla Federazione circa l’80% del materiale scaricato dal Web è illegale.

 

L’endorsement di Kennedy alla proposta francese arriva due giorni dopo che il commissario europeo per i Diritti dei consumatori, Meglena Kuneva, ha annunciato che la Commissione è in procinto di valutare il pacchetto Sarkozy sulla tutela del diritto d’autore.

“…La Commissione vuole cercare un equilibrio tra la libertà di informazione e il diritto d’autore al fine di sviluppare politiche efficaci contro la pirateria online – ha sottolineato la Kuneva -. Valuteremo la situazione Paese per Paese perché le legislazioni dei singoli Stati sul peer-to-peer e le conseguenti sanzioni non sono le stesse ovunque”. 

 

La cosiddetta proposta Sarkozy si basa sul controllo dei contenuti degli utenti da parte dei provider per rilevare l’eventuale violazione del diritto d’autore e prevede anche la sospensione del servizio internet per l’utente fuorilegge.

 

Il progetto prevede la creazione di un’Alta Autorità per la Protezione del Copyright su Internet (HADOPI), nella quale confluiranno alcuni importanti poteri attualmente spettanti all’autorità giudiziaria e al CNIL (Commissione nazionale dell’informatica e delle libertà) e l’attuazione di un meccanismo di punizione ‘graduale’ basato sul concetto dei ‘tre strikes’: gli internauti sospettati di scaricare illegalmente si vedranno recapitare un primo avvertimento via email, seguito da una sospensione cautelativa per un’eventuale successiva violazione e, infine, dal ‘taglio’ della linea da tre mesi a un anno se beccati per la terza volta con le mani nel sacco.

 

La disconnessione potrà essere ridotta da uno a tre mesi se l’utente si impegnerà per iscritto a non reiterare il reato e a non contestare la sentenza.

Verrà inoltre creata un ‘lista nera’ degli internauti, che eviterà ai ‘colpevoli’ di aggirare la punizione cambiando provider.

 

La nuova legge dovrebbe portare a una riduzione della pirateria del 70-80%, ma ha da subito suscitato forti critiche, innanzitutto per la possibile violazione dei diritti fondamentali per la libertà dei cittadini. Le sanzioni, secondo i detrattori, sarebbero ‘sproporzionate’ e rispondenti a una logica troppo ‘repressiva’, fatta di interdizioni e black-list. La sospensione della connessione internet poi sarebbe oltremodo dannosa per chi vive nelle zone rurali che si vedrebbe privare della linea telefonica.

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