Microsoft, Google e Yahoo! uniti contro la censura. Fissate le guidelines per operare nei Paesi che limitano la libertà d’espressione

di Raffaella Natale |

Mondo


Microsoft, Google e Yahoo

Microsoft, Google e Yahoo! finalmente insieme. E’ proprio il caso di dirlo, i tre giganti dell’hi-tech in forte competizione sul mercato tecnologico, si uniscono sotto la bandiera della libertà contro la censura.

E’ infatti atteso per oggi l’annuncio dell’intesa sui principi in base ai quali operare nei Paesi che limitano la libertà di espressione.

Le compagnie, spesso criticate da gruppi per la difesa dei diritti umani per la loro sudditanza alle regole imposte da regimi stranieri come quello cinese, hanno deciso di dotarsi di alcune linee-guida per limitare il numero di dati da condividere con le autorità e stabilire in confini dell’ingerenza governativa.

 

Il Wall Street Journal, dando la notizia, scrive che “…le tre società si impegneranno a proteggere le informazioni personali dei loro utenti in qualunque Paese si trovino a operare, e a interpretare e implementare in modo restrittivo le richieste del Governo che mettono a rischio la privacy”.

I tre gruppi valuteranno preventivamente le politiche dei singoli Stati in materia di libertà personali e di espressione prima di lanciare nuovi accordi commerciali e a discuterne ampiamente i rischi con i direttori e i membri del consiglio di amministrazione.

 

Alla redazione del documento hanno partecipato anche associazioni per i diritti umani come Human Rights First e il Committee to Protect Journalists, ma anche investitori e accademici.

L’obiettivo è quello di offrire consigli “preventivi”, vale a dire non dicono “…cosa fare quando qualcuno bussa alla tua porta, ma cosa fare davanti ad essa”. In pratica le compagnie dovrebbero decidere prima con quali paesi operare, con quali servizi e come istruire i dipendenti che devono gestire eventuali conflitti.

 

Tuttavia, il direttore dell’organizzazione Human Rights Usa, Morton Sklar, critica il fatto che le linee-guida offrano un’interpretazione aperta dei punti chiave: non sono previste punizioni per chi ci si attiene e “…non producono nulla di sostanziale“. In passato l’associazione criticò Yahoo! per aver fornito informazioni al governo di Pechino che hanno portato all’arresto di due giornalisti.

Secondo alcuni infatti la decisione dei giganti della tecnologia arriva proprio sulla scia di critiche mosse da più parti, secondo le quali le compagnie avrebbero contribuito alla censura in alcuni paesi.

 

L’implementazione dell’accordo sarà monitorata da esperti indipendenti. Il piano deve ancora ricevere l’appoggio delle compagnie internet in Cina e di altri paesi colpiti implicitamente dalla misura.

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