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Criminalità informatica: il governo francese assicura, ‘La nuova legge tutelerà la privacy’. Restano le polemica sul taglio della linea internet

Francia


Il Ministro francese della Cultura, Christine Albanel, ha rassicurato gli utenti sulla protezione dei dati che verranno raccolti nell’ambito del piano di intervento contro la criminalità informatica, oggetto di un controverso disegno di legge in discussione al Senato.

 

L’esame del testo, intitolato “Creazione e Internet” e ispirato al principio della “risposta graduale”, dovrebbe terminare il prossimo 29 ottobre.

Le nuove disposizioni prevedono la costituzione di un’Alta Autorità Amministrativa incaricata di dissuadere gli utenti dallo scaricare illegalmente dal web opere (musica, film, fiction…), con l’invio dapprima un avviso per eMail, successivamente di una raccomandata e infine sospendendo provvisoriamente l’abbonamento a internet dopo una fase di transizione.

 

In occasione di un’audizione davanti alla Commissione affari culturali del Senato, il Ministro ha dichiarato che l’Alta Autorità per la diffusione di opere e la protezione dei diritti su internet (Hadopi) funzionerà “un po’ come una scatola nera”.

L’Albanel ha sottolineato che gli aventi diritto che adiranno l’Alta autorità in caso di downloading illegale “non sapranno mai chi si nasconde dietro l’indirizzo IP” a cui si è risaliti.

Queste informazioni, ha assicurato il Ministro, resteranno riservate a questa Autorità – composta da magistrati e agenti pubblici – e ai fornitori d’accesso. Questi ultimi faranno il ruolo della cosiddetta ‘cassetta delle lettere’ per passare i messaggi d’avvertimento ai criminali informatici.

 

Il dispositivo, ha detto ancora l’Albanel, si tradurrà nell’invio quotidiano di 10.000 eMail di segnalazione e 3.000 avvertimenti per lettera raccomandata.

 

Lo scorso 24 settembre, nell’ambito del Pacchetto telecom, il Parlamento Ue ha deciso una sorta di “censura preventiva” nei riguardi di questo progetto di legge, approvando a grandissima maggioranza (573 voti contro 74) l’emendamento 138 in cui si chiede ai regolatori nazionali di applicare il principio secondo il quale, salvo il caso di minaccia per la pubblica sicurezza, “…nessuna restrizione può essere imposta sui diritti e le libertà fondamentali degli utenti finali, senza la previa autorizzazione delle autorità giudiziarie, segnatamente in accordo con l’Art.11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue sulla libertà d’espressione e d’informazione”.

 

Secondo il parere dell’Europarlamento, il collegamento internet rientra nella libertà d’espressione e non può essere negato solo per evitare atti di criminalità informatica.

Come informano le agenzie di stampa, il presidente Nicolas Sarkozy ha scritto direttamente al presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, chiedendogli di non sostenere l’emendamento 138 nel prosieguo dell’iter legislativo del Pacchetto telecom.

 

Nella procedura comunitaria di co-decisione, va sottolineato, se l’Esecutivo Ue si oppone a una modifica alla proposta iniziale, perché venga approvata è necessaria l’unanimità degli Stati membri in Consiglio Ue.

Ma la Commissione non è d’accordo e lo dimostra la risposta di alcune settimane fa quando, attraverso Martin Selmayr il portavoce del Commissario Ue Viviane Reding, ha fatto sapere di aver preso nota della lettera del presidente francese ricordando però il risultato schiacciante del voto in Plenaria sull’emendamento in questione.

 

Riguardo a queste pesanti critiche, l’Albanel ha risposto: “Non sono sicura che l’accesso a internet da casa rappresenti una libertà fondamentale“, aggiungendo che “niente e nessuno impedirà che la connessione possa essere effettuata da casa di un vicino o da un internet caffè”.

 

 

 

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